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Le agevolazioni IMU e TASI nella legge di Stabilità 2016

1 novembre 2015 | Autore:


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 Agevolazioni fiscali e tasse sulle abitazioni, coltivatori diretti, imprenditori agricoli, imbullonati, beni-merce delle imprese di costruzione.

 

Il Disegno di Legge di Stabilità 2016 [1] inserisce, fra le misure per la crescita, la riduzione della pressione fiscale adottando alcune norme che modificano in modo rilevante l’imponibilità dell’IMU su alcune tipologie di terreni e fabbricati.

La norma innanzi tutto [2] modifica la tassazione IMU dei terreni agricoli, a determinate condizioni.

Beneficiano infatti dell’esenzione dall’IMU ( e dalla TASI) i terreni agricoli, come individuati dalla prassi dell’Amministrazione Finanziaria [3]:

– posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali [4], iscritti nella previdenza agricola, (SCAU);

– ubicati nei Comuni delle Isole Minori [5];

– a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile ed inusucapibile.

Successivamente il testo del disegno di legge affronta l‘esenzione dell’IMU [6] e, contemporaneamente l’eliminazione dal campo di applicazione della TASI, per le abitazioni, ampliando le casistiche dei soggetti che possono accedere all’agevolazione, infatti possono essere esentati dall’imposta e dalla tassa, locali, le unità immobiliari:

– adibite ad abitazione principale dal possessore;

– adibite ad abitazione principale dall’occupante;

– che costituiscono pertinenze dell’abitazione principale;

– che costituiscono casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento si separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Alle abitazioni classificate nelle categorie catastali escluse dalle agevolazioni (A/1 , A/8 e A/9), si applicano:

– l’aliquota nella misura ridotta dello 0,4%;

– la detrazione, fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta, la detrazione di euro 200,00 proporzionata ad anno, che spetta ad ognuno dei soggetti passivi (possessore o detentore con destinazione ad abitazione principale) proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione suddetta si verifica.

Anche qui sono poste alcune condizioni, infatti risultano escluse dall’agevolazione:

– sia IMU che TASI, le unità immobiliari classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;

– solo TASI, i possessori di unità immobiliari detenute da soggetti che la destinano ad abitazione principale, (misura minima del 90% della tassa dovuta).

La norma di agevolazione ai fini dell’IMU, per imposizione della Commissione Europea, viene estesa anche all’IVIE, pertanto anche i cittadini italiani residenti all’estero o che abbiano i requisiti per considerare l’immobile estero quale abitazione principale possono usufruire della esclusione dall’imposta sugli immobili esteri.

È prevista una agevolazione anche per i beni-merce delle imprese di costruzione, che subiscono gli effetti della crisi non riuscendo, in molti casi, a vendere gli immobili realizzati [7].

Dunque, a condizione che:

– si tratti di beni-merce, cioé costruiti per la vendita (qui non sembra rilevare la categoria catastale);

– i beni-merce non siano in ogni caso locati;

si può applicare l’aliquota ridotta dello 0,1%, pur riconoscendo ai Comuni di definire detta aliquota fra un intervallo che va da un minimo dello 0% ad un massimo dello 0,25%.

Il disegno di legge prevede ancora [8] le nuove modalità di determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale di cui alle categorie catastali dei gruppi D ed E, introducendo sostanzialmente l’esclusione degli “imbullonati”.

La annosa questione del calcolo della rendita catastale di queste tipologie di immobili ha condotto, soprattutto a seguito della crisi che ha colpito pesantemente le attività industriali, ad un appesantimento rilevante dell’imposta, soprattutto per quegli impianti che sono rimasti deserti ed inutilizzati ma pur sempre dotati dei macchinari, attrezzature ed impianti che costituiscono i famosi “imbullonati”.

Ora la norma prevede l’esclusione dal calcolo della rendita catastale di tutti questi beni strumentali che sono solo funzionali al processo produttivo, ma non sono agli immobili strutturalmente connessi, richiamando la prassi emanata dall’ Agenzia delle Entrate [9].

La norma sugli “imbullonati” introduce la possibilità di presentare il modello Docfa per la rideterrminazione della rendita catastale degli immobili di cui sopra, precisando che, qualora il documento sia presentato fra il 1.1.2016 ed il 15.6.2016, l’aggiornamento del valore indicato vale già per l’anno 2016.

Infine il disegno di legge provvede a:

– quantificare i trasferimenti ai Comuni per compensare le minori imposte che prevedibilmente saranno incassate dagli enti locali;

– vietare agli enti locali – Regioni e Comuni – per il 2016, di deliberare aumenti dei tributi e della addizionali rispetto alle aliquote deliberate per l’esercizio 2015, entro il 30.7.2015, con esclusione della TARI, la quale non viene bloccata;

– mantenere la maggiorazione TASI, ove deliberata per il 2015, limitatamente agli immobili non esentati dalla tassa;

– anticipare al 14 ottobre rispetto al 21 ottobre il termine perentorio entro il quale i Comuni devono trasmettere le delibere relative alle aliquote IMU e TASI al Portale del Federalismo Fiscale per la pubblicazione;

– stabilire la decorrenza delle agevolazioni a partire dal 1.1.2016.

note

[1] Disegno di Legge AS n. 2111

[2] DdL AS n. 2111 – Art. 4 co. 3

[3] C.M. n. 9/E del 14 giugno 1993

[4] D.Lgs. n. 99/2004 – Art. 1

[5] L. n. 448/2001 – Allegato A

[6] D.L. n. 201/2011 – Art. 13

[7] DdL AS n. 2111 – Art. 4 co. 4 lett. c)

[8] DdL AS n. 2111 – Art. 4 co. 9

[9] Circolare n. 6/T del 30.11.2012

 


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