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Quanto costa fare una causa di lavoro

1 novembre 2015


Quanto costa fare una causa di lavoro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 novembre 2015



Dovrei fare causa all’azienda dove lavoro per differenze retributive e stipendi non versati: quanto mi costa tra tasse, contributo unificato e avvocato?

I costi per iniziare una causa di lavoro variano dalle spese vive dovute per le tasse a quelle per l’assistenza tecnica di un avvocato, salvo il caso in cui vi sia la possibilità di accedere al gratuito patrocinio. Gli importi dovuti, poi, per il contributo unificato (l’obolo di avvio del giudizio) sono diversi a seconda del tipo di procedimento instaurato: nel caso, infatti, di decreto ingiuntivo il  contributo unificato si dimezza rispetto agli importi ordinari. Ma procediamo con ordine, analizzando tutte le spese vive e quelle per l’avvocato che il lavoratore può essere costretto ad affrontare.

Contributo unificato

Per le cause ordinarie, il contributo unificato varia a seconda del valore della pretesa fatta valere dal lavoratore nei confronti dell’azienda. Importi, peraltro, che variano anche a seconda del grado di giudizio. Ecco la tabella aggiornata al 2016.

Valore della causa Primo grado (1) Appello (1) (2) Cassazione
(indipendentemente
dal reddito)
Fino a € 1.100,00 € 21,50 € 32,25 € 86,00
Superiore a € 1.100,00 fino a € 5.200,00 € 49,00 € 73,50 € 196,00
Superiore a € 5.200,00 fino a € 26.000,00 € 118,50 € 177,75 € 474,00
Superiore a € 26.000,00 fino a € 52.000,00 € 259,00 € 388,50 € 1.036,00
Superiore a € 52.000,00 fino a € 260.000,00 € 379,50 € 569,25 € 1.518,00
Superiore a € 260.000,00 fino a € 520.000,00 € 607,00 € 910,50 € 2.428,00
Superiore a € 520.000,00 € 843,00 € 1.264,50 € 3.372,00
Valore indeterminabile € 259,00 € 388,50 € 1.036,00

(1) Solo per le persone fisiche che sono titolari di un reddito imponibile ai fini IRPEF, risultante dall’ultima dichiarazione, superiore a € 34.107,72. A tal fine si computa anche il reddito dei familiari conviventi (compreso il coniuge). Il dato reddituale può essere autocertificato.

(2) Per i processi iniziati dal 31 gennaio 2013 quando l’impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l’ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

Come anticipato, tali importi sono tuttavia dimezzati nel caso in cui, piuttosto della causa ordinaria, venga prescelta la procedura del decreto ingiuntivo. Quest’ultima è possibile solo nei casi in cui vi sia una prova scritta del credito. Per esempio:

retribuzioni non pagate: è possibile il decreto ingiuntivo, essendo sufficiente la prova della busta paga o del contratto di lavoro;

differenze retributive per lavoro straordinario: è necessario una causa ordinaria, perché in tal caso non la prova dello straordinario, di norma, è data dalle testimonianze, salvo che vi siano documenti che comprovino tali prestazioni;

mancato pagamento del TFR: anche in questo caso è sufficiente il decreto ingiuntivo, ma potrebbe essere necessario allegare un calcolo effettuato da un consulente del lavoro;

lavoro in nero non pagato: è necessaria una causa ordinaria non essendovi documentazione che attesti l’orario di lavoro e la prestazione eseguita dal dipendente. L’assenza di un contratto di lavoro, tuttavia, non è d’ostacolo alla rivendicazione delle retribuzioni e, quindi, all’esercizio dell’azione giudiziaria.

Copie e notifiche

Nel processo penale, tutte le richieste di copie e le notifiche sono esenti. Pertanto la parte non deve, a tal fine, sostenere alcuna spesa.

Relazione del consulente del lavoro

In determinati casi, quando il calcolo degli arretrati, permessi e indennità diventa più complesso, il lavoratore potrebbe essere tenuto a munirsi della relazione di un consulente del lavoro, che ovviamente andrà retribuito a cura e spese dell’istante che intraprende il giudizio.

Avvocato

Se il dipendente dispone delle condizioni di reddito per accedere al beneficio del gratuito patrocinio non sarà tenuto a corrispondere alcunché all’avvocato che lo assiste (per i requisiti e le modalità per accedere all’agevolazione leggi “Gratuito patrocinio: quando l’avvocato te lo paga lo Stato”). Diversamente, egli deve anticipare l’onorario secondo la parcella presentata preventivamente dal legale, eventualmente – su richiesta del cliente – per iscritto.

Se la sentenza si risolve con una condanna nei confronti del datore di lavoro, alla parte vittoriosa sono, di norma, dovute le cosiddette spese processuali ossia la refusione di quanto anticipato per avviare la causa, ivi compreso l’onorario del professionista. L’ipotesi opposta – ossia quella della compensazione delle spese – è ormai residuale e ricorre solo in ipotesi straordinarie, ossia quando:

– vi è soccombenza reciproca: è il caso in cui il giudice rigetta una parte delle domande di entrambe le parti o accoglie solo parzialmente quella della parte risultata vincitrice;

– se la questione tratta è di assoluta novità, ossia quando sull’interpretazione della norma oggetto di controversia la Cassazione non si è ancora pronunciata;

– se muta la giurisprudenza rispetto a uno dei punti nodali della causa.

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Assunto alla regione siciliana il15/12/82 come op. archivista. Dopo diversi anni partecipo a concorso per ass. amm.vo, superato ed inserito in graduatoria ( grazie a ricorso vinto passato in giudicato) che non viene preso in considerazione dall’amm.ne e nel 91 dopo successivo concorso vengo nominato nei ruoli come operatore archivista. Nel frattempo vengo utilizzato come assistente amministrativo fino al 2000, considerato come passaggista assieme agli altri vincitori di concorso. Nel 2000 circa arriva in ufficio una laconica comunicazione dall’Assessorato che per errore era stato rinvenuto nel mio fascicolo il decreto di op. archivista e vengo dopo 10 anni retrocesso. Deluso e depresso mi rassegno con gravi conseguenze per il mio equilibrio psico-fisico. Mi riprendo. Oggi a distanza di 15 anni e prossimo alla pensione mi ripropongono come carico di lavoro, lo stesso di quando sono stato assunto, protocollo e archivio, e più giù ancora, in barba ai vari contratti esperienza e laurea. Vi giuro da esaurimento. Non so cosa proporre e se ne vale la pena visto che sto per andare in pensione o al cimitero. scusate lo sfogo e grazie.

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