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Come si fa la rottamazione? Ecco la procedura da seguire

7 Luglio 2016
Come si fa la rottamazione? Ecco la procedura da seguire

Come funziona la procedura di rottamazione, quali sono i documenti da consegnare, da quando non si paga più il bollo, il caso del fermo amministrativo.

Gli incentivi fiscali sull’acquisto di nuovi veicoli sono spesso legati alla rottamazione, è importante tuttavia sapere come si deve procedere per evitare di incorrere in costi inutili o di correre il rischio di essere sottoposti a sanzione. Vediamo tutti i dettagli.

Rottamazione; come si fa.

La rottamazione è una procedura che si può attivare per veicoli dei quali non si intende più pagare la tassa di possesso, il cosiddetto “bollo auto” o per accedere ai benefici fiscali legati all’acquisto di un nuovo veicolo.

Al momento della consegna del veicolo da demolire, sarà necessario consegnare anche:

  • targhe,
  • carta di circolazione
  • certificato di proprietà (o foglio complementare).

Nel caso in cui uno di tali documenti dovesse mancare, sarà necessario sporgere denuncia di smarrimento o di furto presso una stazione di Polizia di Stato o dei Carabinieri e consegnarne copia presso il gestore del servizio di rottamazione o presso la concessionaria.

Rottamazione: quanto costa?

La rottamazione ha dei costi fissi e dei costi variabili. I primi cambiano tuttavia in ragione del fatto che il proprietario abbia o meno il certificato di proprietà.

  • Se il proprietario è in possesso di tale certificato  il costo dell’imposta di bollo fissa ammonta a 32 euro.
  • Se invece il certificato è stato smarrito o ne ha subìto il furto o il veicolo è ancora di quelli vecchi che invece hanno il foglio complementare, l’imposta sale a 48.

A tali costi si aggiungono 13,50 euro per emolumenti Aci. Il resto è un costo variabile e copre le eventuali spese di trasporto del veicolo fino al demolitore.

Certificato di rottamazione: quanto tempo va conservato?

È necessario conservare il certificato di rottamazione per almeno 10 anni.

I contenuti del certificato devono essere conformi a quanto previsto dalla legge [1], in particolare ciò comprende:

  • dati anagrafici del proprietario del veicolo;
  • numero di registrazione e firma del titolare dell’impresa che rilascia il certificato;
  • indicazione dell’autorità competente che ha rilasciato l’autorizzazione allo smaltimento dei veicoli;
  • data e ora della presa in carico del mezzo e del rilascio del certificato;
  • impegno a provvedere alla richiesta di cancellazione dal Pra (Pubblico Registro Automobilistico) entro 30 giorni;
  • estremi di identificazione del veicolo:
    • classe,
    • marca,
    • modello,
    • numero di telaio,
    • targa;
  • dati personali e firma di chi consegna il mezzo.

Rottamazione in caso di fermo amministrativo

Nel caso in cui il veicolo sia sottoposto a fermo amministrativo è necessario, prima di procedere alla rottamazione, pagare le somme a cui tale fermo è legato.

Al fine di controllare se la vettura è sottoposta a fermo, si chiede la “visura nominativa allo stato attuale” che risulta al Pra. Si può richiedere direttamente agli sportelli (ad un costo di 6 euro) o tramite agenzia oppure online sul sito Aci (in questo caso il costo sale a 8,83 euro, di cui 2,32 + Iva 22% per il servizio telematico).

Rottamazione: da quando non si paga il bollo?

Il bollo auto, ovvero la tassa di detenzione, non si paga a partire dalla data di consegna del veicolo che viene e specificata all’interno del certificato di rottamazione. Questo vale anche nel caso in cui poi il gestore del servizio di rottamazione non dovesse procedere alla cancellazione dal PRA (onere che comporta direttamente al gestore, la cancellazione difatti non può essere fatta dal cittadino).


note

[1] Dlgs 209/2003, all. 4.


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