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Contrassegno di assicurazione non obbligatorio ma tutti lo espongono ancora

1 novembre 2015


Contrassegno di assicurazione non obbligatorio ma tutti lo espongono ancora

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 novembre 2015



Il tagliando dell’assicurazione fuori dal parabrezza, ma il certificato assicurativo sempre dentro l’auto.

 

Nonostante sia cessato l’obbligo di esporre sul parabrezza il classico contrassegno assicurativo in corso di validità, quasi tutti gli italiani lo hanno lasciato lì dov’era: un po’ per pigrizia, un po’ per non lasciare l’impronta dell’adesivo – rimasto sul vetro per tutti questi anni – ma soprattutto nel timore di scontrarsi con l’ignoranza della pubblica amministrazione e con il tipico agente intransigente e poco aggiornato. Insomma, le automobili sono identiche a come si presentavano prima del 15 ottobre scorso, data di entrata in vigore della riforma. È quanto si può comprendere dando uno sguardo alle file di mezzi assicurati con la rc auto che popolano le nostre strade. Il tagliando della polizza assicurativa è ancora lì, in bella mostra, sul margine del parabrezza.

In ogni caso è bene ricordare – per come chiarito anche dallo stesso Ministero dell’Interno [1] – che, nonostante sia venuto meno l’obbligo di esibizione del contrassegno assicurativo, resta comunque obbligatorio conservare in auto (di norma, nel cruscotto) il certificato assicurativo (la cui assenza può determinare sanzioni serie). E questo perché, in caso di sinistro stradale, è proprio grazie all’esibizione di tale documento che si potrà far constatare alla controparte la propria copertura assicurativa, il nome della compagnia e il numero di polizza: dati questi necessari per poter procedere all’indennizzo secondo le regole dell’assicurazione obbligatoria sulla responsabilità civile automobilistica.

Quanto, invece, ai controlli della polizia, questi non avverranno più attraverso il riscontro cartaceo del tagliando sul vetro anteriore dell’auto, ma con connessione ai terminali della pubblica amministrazione, la cui banca dati, aggiornata in tempo reale, conterrà l’elenco delle auto assicurate e (conseguentemente) di quelle, invece, che non hanno ottemperato all’obbligo di legge. Di fatto, però, cambia poco rispetto al passato: infatti, se l’automobilista viene fermato dalla pattuglia, dovrà sempre esibire – insieme a patente e libretto – anche il certificato assicurativo, che appunto va conservato in auto.

I controlli potranno avvenire a breve anche utilizzando le telecamere di controllo a distanza, come quelle del tutor, dell’autovelox e delle zone a traffico limitato (ztl), con elevazione della multa anche senza fermare l’auto e senza, quindi, contestazione immediata. Tuttavia, ciò non è ancora possibile perché, al momento, nessun sistema è stato omologato dal ministero dei trasporti per essere posizionato sulle strade a controllare i furbetti del tagliando. Poco male: la polizia può già procedere al controllo massivo in strada con l’impiego dei diffusi sistemi di lettura targhe fissi o portatili. In buona sostanza la pattuglia viene avvisata in tempo reale dal dispositivo che un dato veicolo non è regolare e in questo modo la polizia può procedere alla contestazione immediata dell’infrazione. Magari notificando per posta le altre infrazioni accertate nel frattempo dal dispositivo.

Il sondaggio

Tu hai già tolto il contrassegno dalla tua auto? Rispondi al nostro questionario qui sotto.

note

[1] Min. Interno circolare del 15.10.2015.

[2] Dl n. 1/2012


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