Anche per gli avvocati il reato di consulenza finalizzata all’evasione

1 Novembre 2015


Anche per gli avvocati il reato di consulenza finalizzata all’evasione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Novembre 2015



Evasione fiscale: l’aggravante dell’elaborazione di modelli seriali di evasione si applica a chiunque faccia consulenza fiscale, non solo agli intermediari soggetti alla trasmissione delle dichiarazioni dei redditi.

Reati tributari a maglie larghe anche per i professionisti: la nuova aggravante prevista nei confronti del consulente che elabora “modelli seriali di evasione fiscale” si applicherà non solo agli intermediari abilitati dall’Agenzia delle Entrate alla trasmissione delle dichiarazioni dei redditi, ma anche a tutti coloro che, in senso lato, fanno consulenza fiscale, ivi compresi – in prima linea – gli avvocati. È quanto chiarito dall’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione nella relazione sulla revisione del sistema sanzionatorio penale-tributario, riforma appena entrata in vigore in attuazione della delega fiscale [1]. La relazione, dunque, propende per una interpretazione estensiva della nuova norma, ricomprendendo non solo i professionisti la cui attività è tipicamente e istituzionalmente rivolta all’ambito tributario, ma anche a qualsiasi altro consulente, ivi compresi gli intermediari bancari e finanziari. Gli avvocati rientreranno, dunque, a pieno titolo tra le categorie di professionisti “avvisati”.

Quando si applica l’aggravante

La nuova aggravante dell’elaborazione di modelli seriali di evasione fiscale si applicherà a tutti i delitti tributari.

Non è ancora chiaro il contorno della nuova aggravante; in particolare non è facile comprendere a cosa si riferisca la legge quando parla di “elaborazione di modelli seriali di evasione fiscale”. Viene tuttavia subito in luce la serialità della condotta, che farebbe pensare allo studio del professionista “esperto” nell’assistere i clienti che vogliano frodare il fisco. In ogni caso, per maggiori chiarimenti saranno necessarie le future interpretazioni giurisprudenziali.

L’aggravante dell’elaborazione di modelli seriali di evasione scatterà solo per il professionista e non per il contribuente, salvo che questi sia a conoscenza della condotta criminosa del consulente (non tanto, quindi, dell’attività di consulenza stessa, quando della “serialità” della condotta, che è appunto l’elemento cardine del reato).

La non punibilità: come difendersi

Le riforma prevede la non punibilità del reato nel caso di:

– reato per omessi versamenti di ritenute, omesso versamento di IVA e indebite compensazioni di crediti non spettanti: è possibile ottenere la non punizione se si effettua l’estinzione del debito tributario, ossia l’integrale pagamento del dovuto prima dell’apertura del dibattimento di primo grado;

– dichiarazione infedele: per ottenere il perdono è necessario che intervenga l’integrale pagamento degli importi dovuti, a seguito del ravvedimento operoso ma l’autore del reato non deve avere avuto formale conoscenza di controlli, accertamenti, procedimenti penali

– omessa presentazione della dichiarazione: la non punibilità scatta se avviene la presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione previsto per il periodo di imposta successivo, a condizione che l’autore del reato non abbia avuto formale conoscenza di controlli accertamenti, o procedimenti penali.

note

[1] Cass. Uff. Massimario, relazione n. III/5/2015.

Autore immagine: 123rf com


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