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Avviso bonario per false esenzioni dal pagamento ticket: come difendersi

2 novembre 2015


Avviso bonario per false esenzioni dal pagamento ticket: come difendersi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2015



Recupero dell’evasione fiscale per le prestazioni sanitarie rese dal SSNL per false autocertificazioni all’ASL, Centro Unico Prenotazioni.

In questi giorni le Regioni stanno inviando, ai contribuenti che hanno presentato l’autocertificazione di esenzione dal pagamento del ticket, degli avvisi bonari di pagamento: stando infatti a quanto scrive l’amministrazione, numerose persone avrebbero beneficiato, pur non avendone diritto, dell’esenzione dal pagamento del ticket relativo ai farmaci acquistati negli ultimi anni presso le farmacie. Si tratta di controlli a tappeto, coordinati tra Asl e Guardia di Finanza, che scaturiscono dall’incrocio dei dati in possesso della pubblica amministrazione: infatti, nella ormai famigerata Anagrafe Tributaria – il cervellone dell’Agenzia delle Entrate – risultano i redditi dichiarati da tutti i contribuenti, i 730 e modelli Unico che, confrontate con le autocertificazioni fornite dai malati, hanno generato numerose incongruenze. Grazie al raffronto di tali informazioni presenti negli archivi della P.A. risulta che il reddito ai fini Irpef dichiarato dal nucleo familiare del beneficiario [1] è superiore alla soglia che consentiva a quest’ultimo di poter beneficiare dell’esenzione dal pagamento del ticket.

Il contribuente viene quindi invitato a pagare entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione senza incorrere in ulteriori spese.

 

Gli importi variano a seconda del numero e del valore delle prestazioni fruite in un anno. Ricordiamo infatti che per ottenere l’esenzione, il malato deve presentare all’Asl, ufficio CUP (Centro Unico di Prenotazione) un’autocertificazione in cui dichiara di aver diritto all’esenzione dal ticket nel momento in cui si prenota una cura, un’analisi. Chi dichiara il falso incorre nel reato di falso.

L’utente deve porre particolare attenzione a quanto dichiara in merito al proprio reddito e alla propria condizione (disoccupazione, iscrizione al Centro per l’Impiego, possesso di pensione minima o di pensione sociale), nonché deve fare attenzione a quanto viene scritto dal medico prescrittore sulla ricetta medica. Se la situazione dell’utente cambia nel tempo rispetto a quanto scritto nell’attestato di esenzione posseduto, è responsabilità dell’utente stesso non utilizzarlo al momento della fruizione della prestazione sanitaria.

Le conseguenze della falsa dichiarazione

Le Aziende sanitarie sono tenute ad effettuare controlli sulla veridicità del contenuto delle autocertificazioni rese ai fini della fruizione di prestazioni specialistiche ambulatoriali in regime di esenzione dal ticket.

L’eventuale evasione dal ticket su dichiarazione non vera comporta il recupero degli importi non pagati e l’applicazione della sanzione amministrativa di cui al reato [2] di indebita percezione di erogazioni a danno dello stato: la reclusione da sei mesi a tre anni (che oggi, di fatto, ottiene il beneficio della “tenuità del fatto”, con automatica archiviazione del procedimento penale, sebbene la fedina penale rimanga “macchiata”).

I requisiti necessari per avvalersi dell’esenzione per reddito fanno riferimento al reddito e alla composizione del nucleo familiare relativa all’anno precedente, pertanto il diritto all’esenzione non decade se nell’anno in corso si modifica la situazione reddituale o la composizione del nucleo familiare fiscale.

Come difendersi

La prima questione da sollevare potrebbe essere la prescrizione del diritto alla riscossione. Trattandosi di beneficio fiscale collegato all’Irpef la prescrizione è di 10 anni: per esempio, nel 2016 non potranno essere richieste le prestazioni ottenute nel 2005. Tuttavia l’azienda sanitaria ancora oggi nelle ricevute dei ticket pagate scrive “ da conservare per 5 anni”. Il che genera non poca confusione nel contribuente.

Il secondo aspetto sul quale il contribuente dovrebbe approfondire la propria analisi è sulla natura delle prestazione fruita. Vi sono infatti alcune prestazioni sanitarie esenti a prescindere dal reddito (si parla, a riguardo, di “patologie esenti”).

note

[1] Ai sensi della L. 537/1993, art. 8 co. 16.

[2] Art. 316 ter cod. pen.


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1 Commento

  1. come sempre siete esaustivi e utilissimi a risolvere i dubbi di “prime cure” grazie per la vostra disponibilità e complimenti per la preparazione in ogni “settore” cordialmente

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