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Lo sai che? Pensione anticipata, tutte le deroghe alla Legge Fornero

Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2015

Pensione con 15 anni di contributi, Opzione Donna, Opzione Contributiva Dini, Salvacondotto per nati nel 51 e nel 52, totalizzazione, pensione anticipata per invalidità, lavori usuranti, lavoro notturno.

 

La Legge Fornero ha segnato una svolta , purtroppo in negativo, nell’ambito previdenziale, poiché ha spostato molto in avanti i requisiti per l’accesso alla pensione: esistono, però, delle deroghe, valide tutt’oggi, che alleggeriscono sia i requisiti contributivi (ad esempio, la pensione con 15 anni di contributi) che quelli di età (Opzione Donna, Salvacondotto…).

Vediamole insieme.

Pensione con 15 anni di contributi

In alcuni casi, si può derogare al requisito contributivo minimo previsto per la pensione di vecchiaia, pari a 20 anni, ed al requisito di quantificazione dell’assegno, che deve essere almeno pari a 1,5 volte il trattamento minimo: grazie alla Deroga Amato [1] ed all’Opzione contributiva Dini [2], difatti, ci si può pensionare con soli 15 anni di contributi, senza necessità che l’importo del trattamento raggiunge un determinato ammontare.

La Deroga Amato

In particolare, la Deroga Amato [1] consente di raggiungere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contribuzione a chi possiede i seguenti requisiti:

15 anni di contributi versati prima del 31 dicembre 1992;

– autorizzazione al versamento di contributi volontari precedente al 31 dicembre 1992;

25 anni di anzianità contributiva, 15 anni di contributi effettivi da lavoro dipendente, e 10 anni lavorati in modo discontinuo.

L’età prevista per l’accesso al trattamento sarà, tuttavia, quella contemplata dalla Riforma Fornero per la pensione di vecchiaia, come chiarito da una nota circolare Inps [3].

Opzione Contributiva Dini

Anche l’Opzione Contributiva Dini consente il pensionamento con 15 anni di contribuzione, purché si opti per il calcolo contributivo della pensione; per chi ha raggiunto i requisiti di età previsti dalla normativa precedentemente al 31 dicembre 2007 (pari, allora, a 57 anni), o al 31 dicembre 2011 (60 anni), si applica la cristallizzazione dei requisiti; per chi non li avesse raggiunti entro tali date, l’età prevista per il pensionamento è quella di vecchiaia della Legge Fornero.

Opzione Donna

Con l’Opzione donna è possibile pensionarsi, per le lavoratrici dipendenti, a 57 anni e 3 mesi d’età, ed a 58 anni e 3 mesi per le autonome, con 35 anni di contributi: è necessaria, però, l’attesa di una finestra di 12 mesi per le prime e di 18 mesi per le seconde. Come per l’Opzione Contributiva Dini, anche in questo caso il calcolo della pensione avviene col metodo contributivo. I requisiti d’età possono essere raggiunti sino al 31 dicembre 2015.

Totalizzazione

Per chi possiede contribuzione versata in più gestioni, è possibile ottenere un’unica pensione, che si può raggiungere, previa l’attesa di una finestra di 18 mesi, con i seguenti requisiti, diversi rispetto a quelli previsti dalla Legge Fornero:

65 anni e 3 mesi, sia per uomini che per donne, con almeno 20 anni di contributi, per la totalizzazione per vecchiaia;

40 anni e 3 mesi per la totalizzazione per anzianità.

Entrambi i requisiti saranno innalzati di 4 mesi nel 2016.

Il calcolo del trattamento è contributivo, a meno che non si raggiunga il diritto ad un’autonoma pensione in una gestione Inps o ex Inpdap, nel qual caso, in merito a tale quota, sarà retributivo-misto.

Salvacondotto nati nel 1951 e 1952

Per i nati sino al 31 dicembre 1952 è previsto, dalla Legge Fornero, un accesso anticipato alla pensione, qualora si possiedano i seguenti requisiti:

20 anni di contribuzione al 31 dicembre 2012, per le donne;

35 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per gli uomini.

L’accesso alla pensione è previsto, in deroga ai requisiti generali, a 64 anni e 3 mesi, sino al 2015, che diverranno 64 anni e 7 mesi a partire dal 2016.

Il beneficio non è applicabile al comparto pubblico.

Pensione anticipata lavori usuranti

Chi è stato adibito a lavori particolarmente faticosi e pesanti, negli ultimi 10 anni della vita lavorativa, per almeno 7 anni, ha il diritto di pensionarsi qualora l’attività lavorativa rientri nelle seguenti categorie:

lavori in galleria, cava o miniera: si possono ricondurre a queste categorie anche mansioni svolte in ambiente sotterraneo;

– lavori in cassoni ad aria compressa;

– lavori svolti dai palombari;

– lavori ad alte temperature;

– lavorazione del vetro cavo;

– lavori di asportazione dell’amianto;

– lavori espletati in spazi ristretti, con carattere di prevalenza e continuità: la norma, per spazi ristretti, intende intercapedini, pozzetti, doppi fondi , blocchi e affini;

– conduzione di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza superiore a 9 posti;

– lavori a catena o in serie: per quest’ultima casistica, sono comprese anche le ipotesi di chi sia vincolato all’osservanza di un determinato ritmo produttivo, o la cui prestazione sia valutata in base alla misurazione dei tempi di lavorazione.

Questi soggetti potranno pensionarsi anticipatamente, qualora raggiungano, entro il 31 dicembre 2015, i seguenti requisiti:

– almeno 35 anni di contributi;

– età minima di 61 anni e 3 mesi;

– raggiungimento della quota 97,3(somma di età e contributi), se lavoratori dipendenti;

-se autonomi, fermo il requisito contributivo, l’età minima prevista è di 62 anni e 3 mesi, e la quota 98,3.

Dal 2016 i requisiti di età (pertanto anche le quote) saranno innalzati di 4 mesi per l’adeguamento alla speranza di vita. Inoltre, sarà necessaria l’attesa di una finestra di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi.

Pensione anticipata lavoro notturno

Possono fruire del pensionamento anticipato per lavoro notturno i lavoratori che hanno prestato servizio durante l’orario notturno negli ultimi 10 anni di vita lavorativa, per almeno 7 anni.

Per questi soggetti, i requisiti previsti sono:

– lavoratori che hanno effettuato lavoro in orario notturno per un numero pari o superiore a 78 giorni all’anno: almeno 35 anni di contributi, età minima di 61 anni e 3 mesi, quota 97,3, se dipendenti; se autonomi, medesimo requisito contributivo, età minima di 62 anni e 3 mesi, e quota 98,3;

– lavoratori occupati la notte dalle 72 alle 77 giornate all’anno: almeno 35 anni di contributi, almeno 62 anni e 3 mesi d’età, quota 98,3, se dipendenti; età minima di 63 anni e 3 mesi e possesso della quota 99,3, se autonomi.

– lavoratori che hanno effettuato lavoro notturno da 64 a 71 giornate all’anno: almeno 35 anni di contributi, età minima di 63 anni e 3 mesi, quota 99,3, se dipendenti; 64 anni e 3 mesi d’età, assieme al raggiungimento della quota 100,3, se autonomi.

Anche in questo caso, dal 2016 i requisiti di età (pertanto anche le quote) saranno innalzati di 4 mesi per l’adeguamento alla speranza di vita; inoltre, è necessaria l’attesa di una finestra di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi.

Pensione anticipata per invalidità

la Legge Amato prevede la possibilità di anticipare la Pensione di Vecchiaia, per chi abbia un’invalidità dell’80% o superiore, al raggiungimento del requisito di 60 anni e 3 mesi, per gli uomini, o ai 55 anni e 3 mesi di età, per le donne, previa cessazione dell’attività lavorativa. Sarà necessaria l’attesa di una finestra.

I requisiti saranno elevati, rispettivamente, a 60 anni e 7 mesi per gli uomini, e 55 anni e 7 mesi per le donne; anche in quest’ipotesi, si applicano le finestre, per la decorrenza del trattamento.

Per chi presenta un’invalidità superiore al 74%, inoltre, è previsto il beneficio della maggiorazione contributiva, con l’accredito di 2 mesi di contributi figurativi aggiuntivi all’anno, sino ad un massimo di 5 anni di anticipo della pensione.

note

[1] Cass, Sent. n. 15072/2013.

[2] Art.71, T.U. 151/2001.

Autore immagine: 123rf com


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