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Lo sai che? Se rinuncio all’eredità perdo la pensione di reversibilità?

Lo sai che? Pubblicato il 3 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 novembre 2015

Se dovessi rinunciare all’eredità di mio padre perderei anche il diritto alla pensione ai superstiti ossia alla cosiddetta reversibilità che mi spetterebbe in quanto suo erede?

Chi rinuncia all’eredità non perde il diritto alla pensione di reversibilità: si tratta, infatti, di una prestazione, in favore dei superstiti, che ha natura assistenziale e che non ha nulla a che vedere con le regole sulla successione.

La rinuncia all’eredità impedisce soltanto il pagamento delle rate di pensione non riscosse dal deceduto al momento della morte nonché, degli eventuali ratei di tredicesima maturati dallo stesso alla data dell’evento.

Il chiarimento è stato fornito anche dalla stessa Corte costituzionale [1] secondo cui la pensione di reversibilità, appartenente alla più ampia categoria delle pensioni ai superstiti, è una forma di tutela previdenziale nella quale l’evento protetto è la morte cioè, un fatto naturale che crea una situazione di bisogno per i familiari del defunto, i quali sono i soggetti protetti.

Se è vero che l’accettazione dell’eredità (espressa o tacita, implicita o automatica per legge) comporta l’acquisizione in capo all’erede dell’intero patrimonio ereditario, comprensivo di attività e passività (queste ultime, senza limitazione alcuna), e che l’unica limitazione a tale fenomeno è quello del beneficio d’inventario (che mantiene fittiziamente separati il patrimonio ereditario (e quindi i crediti e i debiti del defunto) da quello dell’erede, è anche vero che “chi rinunzia all’eredità è considerato come se non vi fosse mai stato chiamato” [2]. Con la rinunzia, pertanto, il chiamato all’eredità ottiene la totale estraneità del proprio patrimonio a quello del defunto, senza che i creditori di questi possano agire contro il chiamato non divenuto erede (a meno che i medesimi creditori non possano documentare che il chiamato abbia compiuto, prima della formale rinunzia, atti che comportano necessariamente la sua volontà di accettare).

La rinuncia dell’eredità non determina la perdita del trattamento ai superstiti (pensione indiretta o di reversibilità). L’ottenimento di questa pensione ai superstiti, ovviamente in presenza dei relativi requisiti fissati dalla legge, non costituisce neppure un atto di accettazione tacita dell’eredità.

Dunque il lettore può stare assolutamente tranquillo. La rinuncia all’eredità non influisce in alcun modo né sul diritto alla pensione di reversibilità, né sugli arretrati che l’Inps riconosce nei limiti della prescrizione di 10 anni. La pensione di reversibilità è un diritto “proprio” di alcuni congiunti del pensionato, tra cui il coniuge superstite. Questo significa che la pensione spetta ai congiunti anche se non sono eredi del pensionato. Perciò, se il coniuge superstite rinuncia all’eredità, continua a percepire la pensione, ma non risponde dei debiti del pensionato deceduto. E ciò, a parte la “parziale” impignorabilità che vale per tutte le pensioni, anche di reversibilità.

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità?

Hanno diritto alla pensione di reversibilità i seguenti soggetti:

coniuge superstite, anche se separato;

figli purché minori di 18 anni oppure studenti fino al 21mo anno di età se frequentano la scuola media superiore o professionale (fino al 26° anno di età se frequentano corsi universitari – nei limiti della durata del corso legale di studio), purché siano a carico del genitore al momento del decesso e non prestino attività lavorativa retribuita. Ai figli inabili spetta a prescindere dall’età;

genitori, a condizione che: a) non vi siano coniuge e figli b) abbiano età superiore ai 65 anni; c) non titolarità di pensione. Non rilevano le pensioni di guerra e gli assegni di natura assistenziale (invalidi civili, ciechi civili, sordomuti).

fratelli celibi e sorelle nubili a condizione che: a) non esistono o non hanno diritto alla pensione il coniuge, i figli superstiti e mancano anche i genitori; b) risultano permanentemente inabili al lavoro, anche se di età inferiore ai 18 anni e a carico del deceduto alla data della sua morte; c)non sono titolari di un trattamento di pensione.

Misura della pensione

La pensione viene stabilita in base alle seguenti aliquote applicate alla pensione già liquidata o che sarebbe spettata all’assicurato:

Coniuge solo: 60%

Coniuge ed un figlio: 80%

Coniuge e due o più figli: 100%

Un figlio: 70%

Due figli: 80%

Tre o più figli: 100%

Un genitore: 15%

Due genitori: 30%

Un fratello o una sorella: 15%

Due fratelli o sorelle: 30%

Tre fratelli o sorelle: 45%

Quattro fratelli o sorelle: 60%

Cinque fratelli o sorelle: 75%

Sei fratelli o sorelle: 90%

Sette o più fratelli o sorelle: 100%

La pensione ai superstiti non può in nessun caso essere, nel suo complesso, inferiore al trattamento minimo (fatti salvi i limiti di reddito) o superiore all’intero ammontare della pensione della quale era – o sarebbe stato – titolare il deceduto.

Come è liquidata la pensione di reversibilità

La pensione ai superstiti è liquidata qualora sussista una delle seguenti ipotesi:

–  il deceduto era titolare di pensione di vecchiaia o di anzianità o di inabilità;

–  al momento del decesso l’assicurato aveva raggiunto i requisiti contributivi per le prestazioni di invalidità (cinque anni di contribuzione di cui almeno tre nell’ultimo quinquennio), o quelli richiesti per la pensione di vecchiaia.

Non rileva l’età dell’assicurato deceduto.
Alle pensioni ai superstiti non si applica l’elevazione dei requisiti di assicurazione e di contribuzione ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia: sono pertanto sufficienti 15 anni di contributi.

note

[1] C. Cost. sent. n. 286 del 28.07.1987.

[2] Art. 521 cod. civ.


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1 Commento

  1. IL COMUNE DI RESIDENZA DEI GENITORI DI MIO MARITO, MI CHIEDE I SOLDI DI BOLLETTE DELL’ACQUA INSOLUTE DA PARTE DEI MIEI SUOCERI.
    faccio presente che : I MIEI SUOCERI SONO MORTI NEL 2003. LE BOLLETTE SONO SCADUTE PRIMA DI QUELLA DATA. MI SONO SPOSATA CON IL FIGLIO NEL 2009…ESATTAMENTE 6 ANNI DOPO. IL FIGLIO, MIO MARITO, NON HA EREDITATO NULLA, PERò NON HA FATTO NEANCHE LA RINUNCIA DI UN’IPOTETICA EREDITA’ . ADESSO MI CHIEDONO 1.306 EURO DI BOLLETTE NON PAGATE CON RELATIVA MORA…MA IO CHE C’ENTRO? NON HO NEPPURE CONOSCIUTO I GENITORI DI MIO MARITO QUINDI NON POTEVO NEPPURE SAPERE DI BOLLETTE, RINUNCIE DI EREDITà ECC. ANCHE PERCHè MIO MARITO NON MI HA LASCIATO EREDITà…….qUALCUNO SA CHE DOVREI FARE? prendo la reversibilita’ della sua pensione. GRAZIE……

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