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Lo sai che? A chi va l’affitto dopo la separazione?

Lo sai che? Pubblicato il 3 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 novembre 2015

Locazione: anche la casa in affitto può essere assegnata al coniuge presso cui vengono allocati i figli, dopo il giudizio di separazione.

In caso di separazione tra due coniugi il contratto di affitto passa al coniuge assegnatario della casa, secondo quanto stabilito dal giudice al termine del relativo giudizio di separazione: è pertanto quest’ultimo che diventa conduttore della casa coniugale. Risultato: il precedente rapporto tra il padrone di casa e il coniuge originariamente firmatario del contratto di locazione si estingue e non può tornare in vita neppure se il coniuge separato, nuovo conduttore, decide di abbandonare la casa locata. È quanto chiarito dal Tribunale di Milano con una recente sentenza [1].

Per usare le stesse parole utilizzate dal giudice, “in tema di separazione dei coniugi, il provvedimento di assegnazione della casa familiare determina una cessione” automatica “del relativo contratto di locazione a favore del coniuge assegnatario” e, contemporaneamente, “l’estinzione del rapporto in capo al coniuge che ne era l’originario conduttore”. Tale estinzione si verifica anche nell’ipotesi in cui entrambi i coniugi abbiano inizialmente sottoscritto il contratto di locazione: in tal caso l’assegnatario del tetto succede anche nella quota ideale dell’altro coniuge (in pratica, da inquilino del 50% diventa inquilino del 100% dell’immobile).

Questo vale anche nel caso in cui il coniuge a cui inizialmente viene assegnato l’alloggio con contratto, muore.

La conseguenza, sul piano pratico, è anche in termini economici: a pagare i canoni di affitto è solo colui che diventa assegnatario dell’immobile, anche se il contratto era stato firmato dall’ex coniuge e – addirittura – anche se all’assegnatario viene impedito, per causa di terzi, di accedere all’immobile.

Facciamo un esempio, per comprendere meglio la questione. Poniamo il caso che un padre, già separato con la ex moglie, deceda e, nella casa dal giudice assegnata alla donna, vadano invece prepotentemente a vivere i figli, impedendo a quest’ultima di entrare. La donna è, in realtà, unica conduttrice dell’immobile e pertanto, anche se non le è stato consentito di accedere all’immobile, deve comunque pagare l’affitto. Non è infatti il locatore tenuto a garantire al conduttore l’uso dell’immobile in caso di molestie da parte di terzi.

In tema di locazione – chiarisce il tribunale milanese – il codice civile [2] esclude che il locatore sia tenuto a garantire il conduttore dalle molestie di fatto di terzi: spetta al conduttore di agire contro i terzi in nome proprio; questo però non impedisce, al proprietario locatore, di agire verso l’assegnatario per ottenere il pagamento dei canoni arretrati dell’affitto.

Nell’esempio di prima, la donna assegnataria dell’immobile dovrà pagare i canoni di locazione relativi al periodo successivo al decesso del marito, pur non avendo goduto dell’immobile.

note

[1] Trib. Milano, sent. n. 6782/2015.

[2] Art. 1585 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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