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Valido in Italia il matrimonio a Las Vegas

4 Novembre 2015
Valido in Italia il matrimonio a Las Vegas

Il matrimonio celebrato all’estero è valido in Italia anche se non trascritto nel nostro Stato, in virtù del diritto internazionale privato.

A Las Vegas può succedere di tutto: persino che si esca di casa per fare la spesa e si ritorni, invece, con l’anello nuziale al dito. Grazie alle “cappelle su prenotazione” (cosiddette white chapel), il reverendo di turno (c’è anche quello serale) celebra le nozze ordinategli dai comparenti, senza troppe formalità e trascrivendole nei registri dello Stato del Nevada. Magari, al posto della marcia nuziale di Mendelssohn è possibile ascoltare “Viva Las Vegas” cantata da Elvis. Matrimoni che sembrano degli show, in perfetto stile commedia U.S.A. Ma che da oggi potranno avere valore anche in Italia. Stando almeno a quello che afferma la Corte di Appello di Lecce in una sentenza dell’anno scorso [1]. Il matrimonio celebrato all’estero tra cittadini italiani e tra italiani e stranieri anche se secondo le forme previste dalla legge straniera, ha immediata validità nel nostro ordinamento. Se non è stato contratto in violazione del codice civile [2], che vieta a chi è già sposato di contrarre un secondo matrimonio, le nozze produrranno effetti fino all’eventuale impugnazione dei soggetti legittimati a farlo e fino a che non si pronuncerà il giudice sulla sua nullità.

Il matrimonio anche se celebrato in Nevada, e non trascritto in Italia, è comunque valido, così come impone la norma di diritto internazionale privato. La nostra legge è tenuta, quindi, a riconoscere la coppia che ha detto sì a Las Vegas, come sposata, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di comunione legale sui beni acquistati da entrambi i coniugi durante il matrimonio. In pratica, tutti gli acquisti successivi alle nozze entrano in comproprietà salvo che sia intervenuta una specifica convenzione [3]. I coniugi, in regime di comunione legale, possono effettuare l’acquisto anche di un solo bene in regime di separazione, ma prima sono tenuti previamente a stipulare una convenzione matrimoniale derogatoria del loro regime ordinario, sottoponendola alla specifica pubblicità per essa prevista; non è sufficiente una più o meno esplicita indicazione contenuta nell’atto di acquisto.


note

[1] C. App. Lecce, sent. n. 98/2014.

[2] Art. 86 cod. civ.

[3] Ai sensi dell’art. 162 cod. civ.


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