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Caduta sul marciapiede: risarcimento difficile

4 novembre 2015


Caduta sul marciapiede: risarcimento difficile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2015



Disconnessione del marciapiede irregolare, pericolo occulto, insidia: il Comune non risarcisce se la visibilità non è ridotta.

Il Comune, proprietario della strada pubblica, non è tenuto a risarcire l’utente che, inciampando su un marciapiede irregolare, cade e subisce delle lesioni, se l’evento si verifica in pieno giorno e la visibilità non è compromessa dalla presenza di veicoli parcheggiati nelle vicinanze dell’ostacolo. Lo ha detto il Tribunale di Taranto con una recente sentenza [1]. Quando il luogo della caduta del pedone è pienamente visibile e illuminato, ed inoltre la buca, l’ostacolo o la disconnessione del terreno non è occulta (cosiddetta “insidia o trabocchetto”) l’utente ha sempre la possibilità di accorgersi del pericolo e di evitarlo prestando la dovuta attenzione richiesta a tutti.

La vicenda

Il giudice pugliese ha rigettato la richiesta di risarcimento del danno avanzato da una donna che, camminando su un marciapiede pubblico, di proprietà del Comune, era caduta subendo dei danni a causa della pavimentazione irregolare e sconnessa.

La prova

Spetta al soggetto danneggiato dimostrare di aver subito il danno e che lo stesso è conseguenza della strada non curata da parte della pubblica amministrazione. Tuttavia, sul punto, la giurisprudenza – anche per evitare facili strumentalizzazioni – è diventata estremamente rigorosa: non per il fatto che il pedone sia semplicemente caduto viene disposto, in suo favore, il risarcimento del danno. È anche necessario dimostrare che l’ostacolo fosse occulto, ossia nascosto e non facilmente visibile anche usando l’ordinaria diligenza. Il giudice arriva a tale conclusione dopo aver ripercorso, in tema di responsabilità da custodia, gli orientamenti giurisprudenziali che si sono susseguiti nel corso del tempo. Il più recente prevede che “l’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile [2] dei sinistri causati dalla particolare conformazione della strada o delle sue pertinenze. Tale responsabilità è esclusa solo se l’amministrazione dimostra il caso fortuito, che può consistere:

– in una alterazione dello stato dei luoghi imprevista, imprevedibile e non tempestivamente eliminabile o segnalabile ai conducenti nemmeno con l’uso dell’ordinaria diligenza,

– nella condotta della stessa vittima, o del terzo, consistita nell’omissione delle normali cautele di prudenza esigibili in situazioni analoghe.

Se la caduta avviene in pieno giorno

È chiaro come, alla luce di tale interpretazione giurisprudenziale, sarà difficile ottenere l’indennizzo tutte le volte in cui emerga che l’incidente si è verificato in pieno giorno e su un tratto di strada facilmente visibile, non oscurato, per esempio, dalla presenza di auto parcheggiate. In tali casi una condotta più prudente del pedone gli consente di sicuro di evitare la caduta.

note

[1] Trib. Taranto sent. n. 295/15.

[2] Ai sensi dell’articolo 2051 cod. civ.

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