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Pensione anticipata dipendenti pubblici

4 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2015



Pensione anticipata e risoluzione unilaterale dipendenti pubblici: i termini per la cessazione dal servizio.

 

Sono dipendente pubblica ed ho 65 anni; ho sentito che molti dipendenti pubblici sono stati cessati forzatamente dal servizio con la pensione anticipata: ne ho diritto anch’io?

 

I requisiti per il pensionamento dei dipendenti pubblici sono i medesimi previsti per i dipendenti del settore privato, salvo il requisito d’età delle donne: per le lavoratrici subordinate private, difatti, risulta minore rispetto a quello previsto per le dipendenti pubbliche e per i lavoratori subordinati sia pubblici che privati (pari, per tali categorie, a 66 anni e 3 mesi d’età sino al 31 dicembre 2015).

Non è previsto, dunque, un pensionamento per il personale della P.A. con parametri più leggeri rispetto a quelli dei privati. La pensione anticipata alla quale si riferisce la lettrice non è altro che la possibilità degli Enti Pubblici di cessare dal servizio un dipendente, al raggiungimento dell’età ordinamentale (nella maggior parte dei casi pari a 65 anni), laddove questi risulti avere il diritto ad un’autonoma pensione anticipata.

Cessazione dal servizio dipendenti pubblici

In pratica, gli Enti hanno la facoltà, ed in alcuni casi l’obbligo, di risolvere unilateralmente il rapporto per il raggiungimento dei limiti di età e di contribuzione da parte del lavoratore: sull’argomento è stata pubblicata, alcuni mesi fa, .un’importante circolare della Funzione Pubblica [1] , che spiega i casi in cui può essere cessato il rapporto lavorativo su iniziativa dell’Amministrazione.

Tale possibilità discende dall’abolizione dell’istituto del trattenimento in servizio [2], abolizione finalizzata ad un sempre più necessario ricambio generazionale, che ancora oggi tarda ad arrivare, nonostante l’ingente numero di pensionamenti non coperti da nuovi posti di lavoro.

Tornando alla cessazione “forzata” dal servizio, le ipotesi nella quale è possibile sono, attualmente, tre, due obbligatorie ed una facoltativa.

Raggiungimento requisiti pensione anticipata

Qualora il dipendente abbia raggiunto i requisiti contributivi previsti per la pensione anticipata, dovrà essere cessato obbligatoriamente dal servizio, qualora superi anche l’età ordinamentale prevista dal settore di appartenenza. Qualora non superi tale parametro, la cessazione sarà a discrezione dell’Ente, qualora superi i 62 anni d’età, nonostante la penalizzazione sia stata cancellata, sino al 2017, dalla Legge di Stabilità 2015 [3].

Ricordiamo che i requisiti per la pensione anticipata sono pari a 41 anni e 6 mesi di contribuzione, per le donne, ed a 42 anni e 6 mesi per gli uomini; tali requisiti diventeranno, nel 2016, rispettivamente, 41 anni e 10 mesi e 42 anni e 10 mesi.

Raggiungimento requisiti pensione di vecchiaia

Qualora i dipendenti raggiungano i requisiti per la pensione di vecchiaia, ed abbiano contemporaneamente superato l’età ordinamentale, dovranno obbligatoriamente essere cessati dal servizio: potranno proseguire il rapporto di lavoro oltre il limite d’età ordinamentale (oppure oltre l’età prevista per il trattamento di vecchiaia) solo qualora non raggiungano la maturazione dei requisiti contributivi minimi per l’accesso al trattamento di vecchiaia( pari a 20 anni di contributi, o a 15 anni per i beneficiari della Deroga Amato); in ogni caso, non potrà essere superato, per il 2015, il parametro di 70 anni e 3 mesi d’età, che sarà adeguato a 70 anni e 7 mesi nel 2016.

Cristallizzazione dei requisiti

Per i dipendenti che abbiano raggiunto un autonomo diritto alla pensione entro il 2011, dovranno essere applicati non i nuovi parametri della Riforma Fornero, ma i vecchi requisiti: secondo un noto messaggio dell’Inps [4], difatti, una volta raggiunto il diritto alla pensione, questo non è invalidato da normative entrate successivamente in vigore. Ad esempio, per i dipendenti pubblici in possesso della quota 96 al 31 dicembre 2011 (con almeno 60 anni d’età e 35 di contribuzione), saranno sufficienti i vecchi parametri previsti per la pensione d’anzianità.

Le ipotesi di cessazione d’ufficio dal servizio sono le seguenti:

– Dipendente che ha raggiunto il limite ordinamentale , l’età per la pensione di vecchiaia (66 anni e 3 mesi nel 2015, 66 anni e 7 mesi dal 2016), ed almeno 20 anni di contribuzione: Cessazione Obbligatoria.

– Dipendente che ha raggiunto il limite ordinamentale e la contribuzione per la pensione anticipata (nel 2015, 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini , e 41 anni e 6 mesi per le donne; nel 2016, 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini , e 41 anni e 10 mesi per le donne): Cessazione Obbligatoria.

– Dipendente che ha raggiunto la contribuzione per la pensione anticipata (nel 2015, 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini , e 41 anni e 6 mesi per le donne; nel 2016, 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini , e 41 anni e 10 mesi per le donne), ed ha compiuto 62 anni : Cessazione a discrezione dell’ente.

note

[1] Circ. Min. per la Semplificazione e la P.A. n. 2 del 19/02/2014 .

[2] Art. 1 D.L. 90/2014.

[3] Art. 113, L. 190/2014.

[4] Inps Mess. 219/2013.

Autore immagine: 123rf com

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