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Scrivere notizie false su internet: quali sanzioni?

5 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 novembre 2015



Notizie bufala e articoli falsi diffusi su internet non sempre sono innocui: le possibili sanzioni e come riconoscerli.

È sempre più frequente trovare su internet notizie non del tutto vere o totalmente inventate. Lo scopo è attirare visitatori sul proprio blog o sul proprio sito per guadagnare con i banner pubblicitari. Il pacco è confezionato con un titolo votato al sensazionalismo, corredato, alle volte, da un’immagine “forte”; all’interno c’è la bufala, capace di calamitare click e condivisioni.

Le sanzioni

In base al codice penale, chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 euro [1]. Il reato in questione può dirsi commesso indipendentemente dal fatto che il contenuto di un articolo incida effettivamente sulle coscienze; è infatti sufficiente che quell’articolo sia potenzialmente idoneo a ottenere questo risultato [2].

Notizie false sugli immigrati

Molte notizie tarocche sono innocue, riconoscibili e anche piuttosto divertenti. Altre, invece, hanno, o possono avere, pesanti ripercussioni sull’opinione pubblica, sulle scelte e i convincimenti delle persone e sulla percezione delle cose. Questo tipo di disinformazione rappresenta un reale pericolo ed è fortemente dannosa. I siti che utilizzano le notizie false hanno compreso che gli articoli che tirano maggiormente sono quelli che alimentano l’indignazione, per non dire l’odio, verso qualcuno o qualcosa. E così, oltre alla politica, che è un evergreen, la problematica dell’immigrazione è diventata l’eldorado per chi costruisce bufale a tavolino: “Somalo stupra bambina di 3 anni”, “4 rumeni gonfiano gattino con un compressore”, “Coppia selvaggiamente picchiata da un gruppo di africani”. Questi sono solo alcuni dei titoli ad alto impatto emotivo che si possono trovare in rete. Simili pezzi dalla dubbia fonte, click dopo click, diventano virali, accrescono il clima di allarme sociale e l’indignazione, e hanno un effetto devastante sul già complicato rapporto di integrazione tra cittadini e immigrati. In buona sostanza, istigano alla violenza e all’odio razziale.

La legge prevede la reclusione da sei mesi a quattro anni per chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi [3].

Notizie false su facebook: come riconoscerle

Ci sono aziende specializzate nella diffusione di notizie su facebook sotto forma di articoli o di video. Il sistema è pagare i frequentatori dei social in cambio di condivisioni, “like” o commenti. Gli utenti che svolgono questa attività in genere creano un profilo facebook fatto apposta. Lo utilizzano, cioè, soltanto per condividere contenuti da pagine specifiche. Gli amministratori di queste pagine caricano le notizie e ne commissionano la diffusione e la condivisione a questi soggetti. I contenuti di tal fatta sono riconoscibili poiché hanno scritte ben visibili e a contenuto sensazionalistico, accompagnate da immagini altrettanto forti. Sono, inoltre, sempre sprovvisti di link esterni che possano confermare la veridicità delle notizie. Lo scopo è ottenere più visibilità e traffico possibile. Il consiglio è di ignorare questi link, e quindi non condividere, non commentare e soprattutto non aprirli.

note

[1] Art. 656 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 9475 del 1.07.1996.

[3] L. n. 205/93.

Autore immagine: 123rf com

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