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Contravvenzioni stradali e punti patente: competenza del giudice di pace

6 novembre 2015


Contravvenzioni stradali e punti patente: competenza del giudice di pace

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2015



Codice della strada: sulle multe è prevista una competenza generale del giudice di pace; al TAR solo la revisione della patente per incapacità del conducente.

Contro tutte le sanzioni per infrazioni del codice della strada, la competenza a decidere le eventuali impugnazioni spetta sempre al giudice di pace. Non fanno eccezione i provvedimenti di decurtazione di punti e la conseguente revisione della patente per azzeramento del credito disponibile. Resta di competenza del TAR solo la revisione della patente disposta per motivi tecnici in caso di dubbi sulle capacità del conducente. È quanto chiarito dal ministero dei trasporti con una recente circolare [1].

La revisione della patente

Come chiarito dalla Cassazione a Sezioni Unite [2], due sono i casi in cui la motorizzazione può adottare il provvedimento di revisione della patente: o all’esito delle sanzioni stradali elevate nei confronti del conducente o per evidenti dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica [3]. Nel primo caso la competenza – spiega la Suprema Corte – resta sempre del giudice ordinario (e, quindi, del giudice di pace), mentre nel secondo è competente il Tribunale amministrativo.

Per ribadire le conseguenze di queste importanti decisioni dei giudici del palazzaccio il ministero ha quindi diramato istruzioni ad hoc agli uffici.

Spesso gli automobilisti utilizzano, come motivo di ricorso, la mancata conoscenza della decurtazione di punti. Secondo il Ministero, l’amministrazione che voglia vincere tale eccezione non deve limitarsi a produrre in giudizio solo la stampa dell’estratto del ced per dimostrare la decurtazione consapevole, ma deve anche allegare una copia dei verbali muniti di regolare relata di notifica.

Anche la contestazione circa il tardivo inserimento delle decurtazioni da parte della polizia, prosegue la nota, viene meno a fronte della dimostrazione della conoscenza della decurtazione tramite la produzione in giudizio del verbale notificato. Spetta dunque agli uffici della motorizzazione acquisire copia delle multe presso gli organi di polizia stradale in caso di ricorso con un provvedimento di revisione della patente di guida per azzeramento dei bonus disponibili.

note

[1] Ministero Trasporti circolare n. 24867 del 28.10.2015.

[2] Cass. S.U. ord. n. 15689/2015 e n. 15690/2015.

[3] Art. 128 cod. str.

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Il provvedimento con il quale viene ordinato al titolare della patente di abilitazione alla guida di sottoporsi all’esame di idoneità tecnica nel caso di azzeramento dei punti partecipa della medesima natura di sanzione accessoria propria della perdita dei punti, applicata in conseguenza delle singole violazioni alle norme di comportamento nella circolazione stradale; sanzione in relazione alla quale non è dubitabile la giurisdizione del giudice ordinario, essendo avverso la stessa proponibile opposizione davanti al medesimo giudice competente per l’opposizione ai verbali di contestazione, secondo quanto previsto dall’art. 7, comma 4, del d.lg. n. 150 del 2011.

Cass. S.U. sent. n. 15689/2015

Cassazione civile sez. un. 27/07/2015 ( ud. 21/07/2015 , dep.27/07/2015 ) Numero: 15689

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE – SEZIONI UNITE CIVILI                        

ha pronunciato la seguente:

ordinanza                                      

sul ricorso 20363/14 per regolamento di giurisdizione d’ufficio proposto dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte,Sezione Seconda, nel giudizio vertente tra:

D.S.;

– ricorrente non costituito in questa sede –

E

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, in persona del Ministro pro tempore;

– resistente non costituito in questa sede –

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 21 luglio 2015 dal Consigliere relatore Dott. Stefano Petitti; lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott. DEL CORE Sergio il quale chiede che le Sezioni Unite dichiarino la giurisdizione del giudice ordinario.

RITENUTO IN FATTO

Con ordinanza del 26 aprile 2014, il Giudice di pace di Torino declinava la propria giurisdizione in favore del giudice amministrativo in merito al ricorso con il quale D. S. aveva impugnato, per mancata preventiva comunicazione in ordine all’esaurimento dei punti e alle singole decurtazioni di volta in volta operate, il provvedimento n. 1491 del 18 marzo 2014, con il quale l’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile di Torino aveva disposto, ai sensi del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 126-bis, comma 6, la revisione della sua patente di guida, mediante nuovo esame di idoneità tecnica, per avvenuto esaurimento del punteggio originariamente attribuito (20 punti).

Con ricorso iscritto al R.G. n. 868 del 2014, D.S. riassumeva fa causa dinnanzi al TAR Piemonte, il quale, ritenendosi a sua volta privo di giurisdizione in ordine ala domanda di annullamento del provvedimento impugnato, con ordinanza del 31 luglio 2014, n. 1387/2014, disponeva la trasmissione degli atti a questa Corte per la risoluzione del conflitto negativo di giurisdizione.

CONSIDERATO IN DIRITTO

La giurisdizione in ordine alla controversia in questione appartiene al giudice ordinario.

Queste Sezioni Unite hanno già avuto modo di affermare che “in tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, l’opposizione giurisdizionale, nelle forme previste dalla L. 24 novembre 1981, n. 689, artt. 22 e 23ha natura di rimedio generale esperibile, salvo espressa previsione contraria, contro tutti i provvedimenti sanzionatori, ivi compresi quelli di sospensione della validità della patente di guida e quelli prodromici a tale sospensione, quali la decurtazione progressiva dei punti” (Cass., S.U., n. 20544 del 2008), sicchè essi, ai sensi degli artt. 204-bis e 205 C.d.S. e art. 216 C.d.S., comma 5, rientrano nella competenza de giudice di pace (Cass., S.U., n. 9691 del 2010).

A tale generale devoluzione della giurisdizione al giudice ordinario non si sottraggono neanche i provvedimenti adottati dall’amministrazione per effetto della perdita dei punti della patente di guida.

Il D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 126-bis, comma 6 statuisce che alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità tecnica di cui all’art. 128. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno cinque punti, commetta altre due violazioni non contestuali, nell’arco di dodici mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di ameno cinque punti. Nelle ipotesi di cui ai periodi precedenti, l’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, su comunicazione dell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, dispone la revisione della patente di guida. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato con atto definitivo, dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici. Il provvedimento di sospensione è notificato al titolare della patente a cura degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, che provvedono al ritiro ed alla conservazione del documento.

Nel caso di specie, per effetto dell’azzeramento dei punti, l’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile di Torino ha disposto la sottoposizione del D. a revisione della patente di guida, mediante nuovo esame di idoneità tecnica.

Il provvedimento in questione si configura come atto dovuto e partecipa della medesima natura propria delle sanzioni previste dal codice della strada con riguardo alla c.d. “patente a punti”, costituendo la conseguenza della definitiva perdita della dotazione di punti a disposizione del titolare della patente di abilitazione alla guida. Da qui la affermazione della giurisdizione del giudice ordinario.

Non osta a tale soluzione la sentenza n. 15966 del 2009 di queste Sezioni Unite, nella quale si è affermato che l’impugnazione del provvedimento di revisione della patente di guida emesso dal direttore dell’Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile ai sensi dell’art. 128 C.d.S., comma 1, rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, trattandosi di provvedimento la cui adozione, sganciata dall’accertamento di una qualsiasi violazione delle norme sulla circolazione stradale, è rimessa alla discrezionalità della P.A. che, nell’espletamento delle sue funzioni istituzionali di tutela del pubblico interesse, deve aver cura di evitare che la conduzione degli autoveicoli possa essere consentita a soggetti incapaci”.

L’art. 128 C.d.S., comma 1, invero, dispone che gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, nonchè i prefetto nei casi previsti dagli artt. 186 e 187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all’art. 119, comma 4, o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica.

L’esito della visita medica o dell’esame di idoneità sono comunicati ai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente.

Orbene, è sufficiente il confronto tra la formulazione letterale dell’art. 128 C.d.S., comma 1, e quella dell’art. 126-bis C.d.S., comma 6, e in particolare tra le forme verbali adoperate nell’uno e nell’altro caso (“possono” nell’ipotesi di cui all’art. 128; “deve” nel caso di cui all’art. 126 bis, comma 6), per rivelare la diversità della natura dei provvedimenti emessi, che si configurano come atti discrezionali nel primo caso e come atti vincolati nel secondo.

A differenza dall’art. 128 C.d.S., dunque, il citato art. 126-bis, comma 6 non attribuisce alla Motorizzazione Civile la facoltà di disporre, ove lo ritenga opportuno, l’esame di idoneità tecnica; piuttosto, pur richiamandone la procedura, configura l’ordine di sottoposizione a tale esame in termini di atto vincolato che la Motorizzazione civile deve adottare per il sol fatto che si sia verificato il fatto costituito dalla perdita totale dei punti della patente, senza che alcun apprezzamento in merito alla opportunità di tale provvedimento possa essere compiuto dall’Ufficio chiamato ad adottarlo.

Si conferma, quindi, che il provvedimento con il quale viene ordinato al titolare della patente di abilitazione alla guida di sottoporsi all’esame di idoneità tecnica nel caso di azzeramento dei punti partecipa della medesima natura di sanzione accessoria propria della perdita dei punti, applicata in conseguenza delle singole violazioni alle norme di comportamento nella circolazione stradale; sanzione in relazione alla quale non è dubitabile la giurisdizione del giudice ordinario, essendo avverso la stessa proponibile opposizione davanti al medesimo giudice competente per l’opposizione ai verbali di contestazione, secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7, comma 4, (vedi Cass., S.U., n. 3936 del 2013: in tema di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del codice della strada che, ai sensi dell’art. 126-bis, comportino la previsione dell’applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, il destinatario del preannuncio di detta decurtazione – di cui deve essere necessariamente fatta menzione nel verbale di accertamento – ha interesse e può quindi proporre opposizione dinanzi al giudice di pace, ai sensi dell’art. 204-bis C.d.S., onde far valere anche vizi afferenti alla detta sanzione amministrativa accessoria, senza necessità di attendere la comunicazione della variazione di punteggio da parte dell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida).

4- In conclusione, deve dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario, dinnanzi al quale vanno rimesse le parti.

Non vi è luogo a provvedere sulle spese del presente giudizio, trattandosi di regolamento di giurisdizione d’ufficio e non avendo le parti del giudizio di merito svolto difese in questa sede.

PQM

La Corte, pronunciando sul conflitto, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario; cassa l’ordinanza in data 26 aprile 2014 del Giudice di pace di Torino.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio delle Sezioni Unite Civili della Corte suprema di cassazione, il 21 luglio 2015.

Depositato in Cancelleria il 27 luglio 2015

Cassazione civile  sez. un.  Data: 27/07/2015 ( ud. 21/07/2015 , dep.27/07/2015 ) Numero: 15690

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI 

RITENUTO IN FATTO

Con sentenza del 17 aprile 2014, il Giudice di pace di Torino declinava la propria giurisdizione in favore del giudice amministrativo in merito al ricorso con il quale A.G. aveva impugnato, per mancata preventiva comunicazione in ordine all’esaurimento dei punti e alle singole decurtazioni di volta in volta operate, il provvedimento n. 244/RA del 16 gennaio 2014, con il quale l’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile di Torino aveva disposto, ai sensi del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 126-bis, comma 6, la revisione della sua patente di guida, mediante nuovo esame di idoneità tecnica, per avvenuto esaurimento del punteggio originariamente attribuito (20 punti).

Con ricorso iscritto al R.G. n. 869 del 2014, A.G. riassumeva la causa dinnanzi al TAR Piemonte, il quale, ritenendosi a sua volta privo di giurisdizione in ordine alla domanda di annullamento del provvedimento impugnato, con ordinanza del 31 luglio 2014, n. 1388/2014, disponeva la trasmissione degli atti a questa Corte per la risoluzione del conflitto negativo di giurisdizione.

Il Procuratore Generale, con atto del 13 gennaio 2015, ha chiesto che venga dichiarata la giurisdizione del Giudice ordinario.

Nessuna delle parti ha svolto difese in questa sede.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. – La giurisdizione in ordine alla controversia in questione appartiene al giudice ordinario.

Queste Sezioni Unite hanno già avuto modo di affermare che “in tema di sanzioni amministrative per violazioni del C.d.S., l’opposizione giurisdizionale, nelle forme previste dalla L. 24 novembre 1981, n. 689, artt. 22 e 23 ha natura di rimedio generale esperibile, salvo espressa previsione contraria, contro tutti i provvedimenti sanzionatori, ivi compresi quelli di sospensione della validità della patente di guida e quelli prodromici a tale sospensione, quali la decurtazione progressiva dei punti” (Cass., S.U., n. 20544 del 2008), sicchè essi, ai sensi degli artt. 204-bis e 205 C.d.S. e art. 216 C.d.S., comma 5, rientrano nella competenza del giudice di pace (Cass., S.U., n. 9691 del 2010).

2. – A tale generale devoluzione della giurisdizione al giudice ordinario non si sottraggono neanche i provvedimenti adottati dall’amministrazione per effetto della perdita dei punti della patente di guida.

Il D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 126, comma 6 statuisce che alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità tecnica di cui all’art. 128. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno cinque punti, commetta altre due violazioni non contestuali, nell’arco di dodici mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di ameno cinque punti. Nelle ipotesi di cui ai periodi precedenti, l’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, su comunicazione dell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, dispone la revisione della patente di guida. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato con atto definitivo, dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici. Il provvedimento di sospensione è notificato al titolare della patente a cura degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, che provvedono al ritiro ed alla conservazione del documento.

Nel caso di specie, per effetto dell’azzeramento dei punti, l’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile di Torino ha disposto la sottoposizione dell’ A. a revisione della patente di guida, mediante nuovo esame di idoneità tecnica.

Il provvedimento in questione si configura come atto dovuto e partecipa della medesima natura propria delle sanzioni previste dal codice della strada con riguardo alla c.d. “patente a punti”, costituendo la conseguenza della definitiva perdita della dotazione di punti a disposizione del titolare della patente di abilitazione alla guida. Da qui la affermazione della giurisdizione del giudice ordinario.

3. – Non osta a tale soluzione la sentenza n. 15966 del 2009 di queste Sezioni Unite, nella quale si è affermato che l’impugnazione del provvedimento di revisione della patente di guida emesso dal direttore dell’Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile ai sensi dell’art. 128 C.d.S., comma 1, rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, trattandosi di provvedimento la cui adozione, sganciata dall’accertamento di una qualsiasi violazione delle norme sulla circolazione stradale, è rimessa alla discrezionalità della P.A. che, nell’espletamento delle sue funzioni istituzionali di tutela del pubblico interesse, deve aver cura di evitare che la conduzione degli autoveicoli possa essere consentita a soggetti incapaci”.

L’art. 128 C.d.S., comma 1, invero, dispone che gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, nonchè il prefetto nei casi previsti dagli artt. 186 e 187, possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui all’art. 119, comma 4, o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica.

L’esito della visita medica o dell’esame di idoneità sono comunicati ai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente.

Orbene, è sufficiente il confronto tra la formulazione letterale dell’art. 128, comma 1, e quella dell’art. 126-bis C.d.S., comma 6, e in particolare tra le forme verbali adoperate nell’uno e nell’altro caso (“possono” nell’ipotesi di cui all’art. 128; “deve” nel caso di cui all’art. 126-bis C.d.S., comma 6), per rivelare la diversità della natura dei provvedimenti emessi, che si configurano come atti discrezionali nel primo caso e come atti vincolati nel secondo.

A differenza dell’art. 128 C.d.S., dunque, il citato art. 126-bis, comma 6 non attribuisce alla Motorizzazione Civile la facoltà di disporre, ove lo ritenga opportuno, l’esame di idoneità tecnica;

piuttosto, pur richiamandone la procedura, configura l’ordine di sottoposizione a tale esame in termini di atto vincolato che la Motorizzazione civile deve adottare per il sol fatto che si sia verificato il fatto costituito dalla perdita totale dei punti della patente, senza che alcun apprezzamento in merito alla opportunità di tale provvedimento possa essere compiuto dall’Ufficio chiamato ad adottarlo.

Si conferma, quindi, che il provvedimento con il quale viene ordinato a titolare della patente di abilitazione alla guida di sottoporsi all’esame di idoneità tecnica nel caso di azzeramento dei punti partecipa della medesima natura di sanzione accessoria propria della perdita dei punti, applicata in conseguenza delle singole violazioni alle norme di comportamento nella circolazione stradale; sanzione in relazione alla quale non è dubitabile la giurisdizione del giudice ordinario, essendo avverso la stessa proponibile opposizione davanti al medesimo giudice competente per l’opposizione ai verbali di contestazione, secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7, comma 4, (vedi Cass., S.U., n. 3936 del 2013: in tema di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del C.d.S. che, ai sensi dell’art. 126-bis, comportino la previsione dell’applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, il destinatario del preannuncio di detta decurtazione – di cui deve essere necessariamente fatta menzione nel verbale di accertamento – ha interesse e può quindi proporre opposizione dinanzi al giudice di pace, ai sensi dell’art. 204-bis dello stesso codice, onde far valere anche vizi afferenti alla detta sanzione amministrativa accessoria, senza necessità di attendere la comunicazione della variazione di punteggio da parte dell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida).

4. – In conclusione, deve dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario, dinnanzi al quale vanno rimesse le parti.

Non vi è luogo a provvedere sulle spese del presente giudizio, trattandosi di regolamento di giurisdizione d’ufficio e non avendo le parti del giudizio di merito svolto difese in questa sede.

P.Q.M.

La Corte, pronunciando sul conflitto, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario; cassa la sentenza in data 17 aprile 2014 del Giudice di pace di Torino.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio delle Sezioni Unite Civili della Corte suprema di cassazione, il 21 luglio 2015.

Depositato in Cancelleria il 27 luglio 2015

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