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Mancata notifica di cartelle di pagamento: Equitalia, relata e cartoline ar

8 Novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Novembre 2015



Dall’estratto di ruolo che ho chiesto allo sportello di Equitalia risultano notificate cartelle di pagamento che ritengo non aver mai ricevuto: come posso chiedere a Equitalia che mi faccia vedere le relate di notifica o le cartoline con l’avviso di ricevimento delle raccomandate?

Il fenomeno delle cartelle di pagamento mai notificate o notificate oltre i termini è tutt’altro che infrequente: anzi, costituisce una delle principali cause di impugnazione degli estratti di ruolo. È bene, a riguardo sapere che:

– chi lamenti di non aver mai ricevuto la notifica di una cartella esattoriale, e invece ne trovi gli estremi ugualmente indicati nell’estratto di ruolo consegnatogli da Equitalia, può comunque fare ricorso. A seguito, infatti, di una recente e innovativa sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, è stato riconosciuto il diritto del contribuente di proporre impugnazione alla Commissione Tributaria Provinciale (nel caso di tributi) o al Tribunale ordinario (per i contributi previdenziali) o al giudice di pace (per le multe), anche se non è in possesso di alcun atto contro cui ricorrere. Insomma, l’estratto di ruolo – benché non indicato dalla legge come uno degli atti tipici contro cui è consentito il ricorso – è ormai considerato un elemento sufficiente per ottenere, dal tribunale, la cancellazione del debito mai preceduto da una cartella di pagamento;

– il ricorso contro l’estratto di ruolo non ha limiti di tempo massimo: per cui, se anche il contribuente si accorge, dopo numerosi anni, che nell’estratto di ruolo è indicata una cartella asseritamente notificata in passato e di cui invece non ha mai ricevuto copia, può ugualmente chiederne la cancellazione al giudice.

Benché Equitalia non sia considerabile una pubblica amministrazione sotto l’aspetto formale, essa tuttavia deve rispettare le norme che presiedono al funzionamento delle P.A., soprattutto quelle in tema di trasparenza e di garanzia dei diritti del contribuente. Questo significa che qualsiasi interessato può sempre fare richiesta di accesso agli atti amministrativi e chiedere che gli vengano esibite le relate di notifica o le cartoline con l’avviso di ricevimento delle raccomandata a/r con cui sono state spedite le cartelle di pagamento. È proprio con tale istanza che il debitore può venire in possesso delle prove della notifica e verificare se si è trattato di un errore da parte dell’amministrazione finanziaria o di una sua mancanza (che, magari, assente per molto tempo, non ha controllato nella cassetta delle lettere gli avvisi di giacenza).

La richiesta di accesso agli atti deve essere evasa da Equitalia entro 30 giorni; in difetto l’interessato potrebbe far ricorso al TAR contro il silenzio dell’amministrazione. Ma, in verità, quest’ultima carta è sconsigliabile per i tempi e i costi che implica. Peraltro – cosa più importante – in un eventuale contenzioso, l’onere di dimostrare la tempestiva notifica della cartella è di Equitalia e non del contribuente. Risultato: il debitore ben potrebbe, in caso di silenzio da parte dell’Agente della riscossione, presentare ugualmente ricorso contro l’estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto notifica della cartella e allegando, come prova della propria “buona volontà”, la richiesta di accesso agli atti rimasta inevasa. In tal caso, sarà la controparte, cioè l’amministrazione finanziaria, a dover dimostrare il corretto procedimento di notifica, allegando non le copie (che non fanno prova nel processo), ma gli originali delle relate di notifica delle cartelle (in caso di consegna a mani da parte del messo notificatori) o degli avvisi di ricevimento delle raccomandate (in caso di notifica a mezzo del servizio postale). Vien da sé che se Equitalia non darà tale prova, l’estratto di ruolo verrà “epurato” dall’importo a debito; viceversa se Equitalia dovesse fornire la prova della corretta notifica, l’esibizione nel fascicolo di parte dell’istanza di accesso agli atti rimasta inevasa potrebbe essere considerata, dal giudice, come una valida giustificazione a compensare le spese di lite.

Attenzione: se Equitalia dovesse produrre una fotocopia di tali documenti, autenticata da uno dei suoi dirigenti, essa non avrebbe valore di prova: la giurisprudenza, infatti, sostiene da tempo che i dipendenti dell’Agente della riscossione non sono pubblici ufficiali e, quindi, non hanno potere di autenticazione.

Non sono pochi i casi in cui il contribuente, sollevando contro l’estratto di ruolo l’eccezione di mancata notifica abbia vinto ugualmente il ricorso per la distrazione e incuria, da parte di Equitalia, nella conservazione dei documenti. Le cartelle sono ormai milioni e la conservazione delle stesse diventa sempre più problematica, anche per gli archivi informatizzati.

In alternativa alla causa ordinaria, il contribuente – sempre dopo aver presentato la richiesta di accesso agli atti per la presa visione dei documenti inerenti al procedimento di notifica – potrebbe tentare il ricorso in autotutela, presentandolo direttamente allo sportello di Equitalia e chiedendo la cancellazione “in via bonaria” della cartella perché mai notificata. Purtroppo, benché ciò corrisponda a un diritto del contribuente e a un preciso obbligo da parte dell’Agente della riscossione di procedere alla cancellazione, è del tutto raro che l’ufficio collabori in tal senso. Ad ogni modo, è sempre consigliabile il tentativo, tanto più che l’istanza può essere inviata comodamente da casa, attraverso la PEC (posta elettronica certificata).

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Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Non ho mai ricevuto avvisi,intimazioni da parte di Equitalia,Vivo all estero dal 1991,e solo nel 2006 ni e stato pignorato,di un quinto la mia pensione.Non ho mai avuto risposte chiare alle innumerevoli,e,nail,lettere o altro.sOLO EVASIVE E NON SPECIFICHE GIUSTIFICAZIONI AL SEQUESTRO DI BEN OLTRE 23000 EURO,CON SCADENZA AL 02.02.2026,gRAZIE

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