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Se uno dei coniugi non vuole separarsi cosa bisogna fare?

8 novembre 2015


Se uno dei coniugi non vuole separarsi cosa bisogna fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 novembre 2015



Ho chiesto il divorzio a mio marito ma lui dice che non me lo vuole concedere: che devo fare?

Prima del divorzio bisogna passare da un gradino intermedio, la separazione, e, solo dopo di esso (decorsi sei mesi o un anno, a seconda del caso, per come si dirà a breve) si può ottenere la definitiva cessazione degli effetti civili del matrimonio.

La mancanza di collaborazione da parte di uno dei due coniugi a tale procedura non è di ostacolo all’altro, che potrà procedere ugualmente, in via “forzosa”, alla separazione, ossia procedendo con una normale causa. Ma procediamo con ordine.

Se vi è volontà congiunta dei due coniugi di separarsi, gli stessi potranno dar vita a un procedimento abbreviato e privo sostanzialmente di costi: o separandosi direttamente in Comune (solo se la coppia non ha avuto figli e in assenza di trasferimenti di proprietà immobiliari), oppure presso lo studio degli avvocati (cosiddetta negoziazione assistita: in questo caso, anche se la coppia ha avuto figli e l’accordo preveda trasferimenti di proprietà).

In alternativa, le parti possono – con l’ausilio di un avvocato (o anche di uno a testa) – chiedere che la separazione venga pronunciata dal Presidente del Tribunale, in un’unica sentenza (celere e immediata). I costi di tale procedura corrispondono esclusivamente all’onorario del difensore, che è bene concordare in anticipo.

Queste tre forme di separazione (in Comune, con la negoziazione assistita o in tribunale) vengono anche dette “separazione consensuale”. I vantaggi per chi decide di non farsi guerra sono numerosi. Il procedimento è più celere e si sostanzia, come detto, o in una sola udienza o in una procedura di carattere amministrativo celere e priva di costi. Inoltre, chi sceglie la separazione consensuale può divorziare dopo solo sei mesi (in forza delle nuove norme sul “divorzio breve”).

Se, invece, i coniugi non dovessero trovare accordo sulle condizioni di separazione (per esempio, sulla misura dell’assegno di mantenimento, sull’affidamento dei figli, ecc.) oppure una di esse dovesse fare ostruzionismo alla separazione, all’altra non resterebbe altra carta che avviare una causa di separazione giudiziale. In buona sostanza, si passa sempre da un’udienza preliminare, davanti al Presidente del Tribunale (i tempi sono piuttosto brevi), in cui viene immediatamente dichiarata la separazione della coppia, con autorizzazione ai soggetti di vivere separati; poi però è necessario proseguire il giudizio davanti al giudice, con tutte le cadenze che il processo civile conosce (ammissione prove, testimonianze, memorie difensive, ecc.).

In questo caso, il procedimento, oltre ad essere più costoso – specie per la parte che frappone ostruzionismo, che potrebbe vedersi addebitate le spese processuali – rende anche più lungo il termine entro cui divorziare: in questo caso, infatti, per poter ottenere il divorzio sarà necessario attendere non più sei mesi, ma un anno.

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Autore immagine: 123rf com

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