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Come revocare l’avvocato

31 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 gennaio 2018



Revoca del mandato, la formula della lettera da inviare all’avvocato, il codice deontologico, il rapporto cliente-professionista.

Il cliente è sempre libero di rinunciare all’avvocato precedentemente nominato, revocandogli il mandato professionale. Il rapporto che lega l’avvocato al proprio assistito è infatti basato sulla fiducia personale e professionale reciproca e nel momento in cui questa viene a mancare è necessario prendere provvedimenti in merito. I motivi che possono condurre a questa decisione sono molteplici, ad esempio il venir meno del rapporto  fiduciario tra le parti, la scelta da parte del cliente di essere assistito da un altro professionista, la discrepanza di vedute circa la predisposizione dello schema difensivo, l’insoddisfazione generale sull’operato dell’avvocato e così via.

La revoca dell’avvocato, da parte del cliente, può avvenire per qualsiasi ragione e non deve essere necessariamente motivata, né è dovuto un risarcimento per la revoca “senza preavviso”. Coloro che si trovano in queste situazioni si domandano: come revocare l’avvocato?

Il contratto di mandato

Il vincolo che lega le due parti scaturisce dal contratto di mandato [1], un contratto secondo il quale una parte, il mandatario, si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto di un’altra parte, il mandante. L’assistito, informato circa le modalità di azione, le strategie difensive approntate e su tutto quanto riguarda lo svolgimento dell’incarico, sottoscrive la procura alle liti, in ambito civilistico, e nomina l’avvocato, in ambito penalistico. In entrambi i casi, tale momento preliminare è di estrema importanza perché determina la volontà del cliente di affidarsi all’operato del professionista. Ma cosa succede quando questa volontà non c’è più, come revocare l’avvocato?

Il codice deontologico

Il codice deontologico forense, ossia il codice che indica i criteri di comportamento dell’avvocato nello svolgimento della propria attività professionale, mette in evidenza come la fiducia reciproca rappresenti l’elemento cardine del rapporto giuridico con l’assistito e, come tale, in mancanza, la sua prosecuzione è veramente impossibile.

In costanza di rapporto, qualora il cliente non sia soddisfatto dell’attività svolta dal professionista, perché, ad esempio, lamenta di non ricevere sufficienti informazioni circa l’andamento del proprio procedimento giuridico o perché non approva il comportamento tenuto, può decidere di revocarlo.

Come comunicare la revoca

Per la revoca è sufficiente una dichiarazione con la quale si esprime la non volontà di proseguire il percorso intrapreso. Pertanto detta revoca dell’avvocato può avvenire sia in forma scritta che in forma orale ma, per ovvi motivi di opportunità, si preferisce generalmente utilizzare la forma scritta, mediante l’invio di lettera raccomandata a/r, in modo da avere riscontro sul ricevimento, oppure email con posta elettronica certificata. Diversamente si può stilare una lettera scritta e consegnarla a mani del professionista, avendo cura di farsi firmare una copia per conoscenza.

La comunicazione, redatta dal cliente e trasmessa al professionista, rappresenta l’atto attraverso il quale si mette fine al rapporto giuridico sorto tra le parti.

Pagamento onorari e restituzione documentazione

Occorre precisare che, una volta inoltrata la revoca, è obbligo del cliente corrispondere all’avvocato gli onorari maturati, mentre, è obbligo dell’avvocato la restituzione della documentazione relativa all’incarico e in caso di successive comunicazioni, la loro immediata trasmissione alle parti interessate. L’avvocato non può subordinare la restituzione delle “carte” al pagamento del proprio onorario: ciò costituirebbe un comportamento illecito, sanzionabile all’ordine degli avvocati di competenza territoriale. Inoltre, una volta revocato il mandato processuale, l’avvocato precedente deve fornire al cliente una breve sintesi dello stato della causa in cui si trova (indicazione del giudice, del numero di ruolo, della prossima udienza e dell’attività svolta), in modo da consentire a chi lo sostituirà una pronta difesa del cliente.

Di seguito, un esempio di revoca di avvocato.

LETTERA DI REVOCA DEL MANDATO

(Nome e Cognome)                                                                                      Preg.mo avv._______

(indirizzo del cliente)

 

Lettera Raccomandata A/R, __/__/____

 

Oggetto: Revoca dell’incarico

 

Preg.mo Avv.______,

con riferimento all’incarico da me conferitoLe in data __/__/____ , in relazione a ________ (descrivere brevemente l’incarico),

vengo a comunicarLe, ai sensi dell’art. 2237 Codice Civile, la mia intenzione di recedere dal contratto con Lei stipulato e revocarLe il mandato.

Le chiedo pertanto, gentilmente, di restituirmi la documentazione relativa al mio caso, e a farmi pervenire la nota spese riguardante il compenso a Lei dovuto per l’attività sino a ora prestata.

 

RingraziandoLa, porgo cordiali saluti

 

(Firma)


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7 Commenti

  1. La lettera deve essere schietta? va bene se si espongono i motivi per cui si vuole revocare il mandato, oppure ci sono istanze successive per farlo?

      1. supponiamio il caso …(concreto) che il cliente abbia notificato all’avvocato la revoca del mandato , depositandola pure agli atti del fascicolo rendendola nota al giudice della causa civile, e che l’avvocato , dopo alcuni mesi in cui continua a comunicare i provvedimenti al suo ex assistito , cessi di farlo, pur in assenza di una effettiva sua sostituzione, impedendo quindi al cliente di agire nei termini per un’opposizione o un ricorso. Puo’ in questo caso il cliente menomato del diritto di difesa ricorrere per essere rimesso in termini ? In effetti il caso e’ piu’ complesso , ma ho dovuto restringerlo per ovvi motivi.

    1. Se ha preso soldi offrendo consulenza si, se ha fatto finta di fare delle cose facendosi pagare si è reso responsabile di truffa…..non così raro tra i cosidetti professionisti del foro

  2. se, -con la motivazione della fretta per non doversi “costosamente” costituire in giudizio- tra contratti e scritture private, finisce per fare l interesse della controparte come ci si comporta?

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