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Le Guide Quando si prescrive la multa: tutti i termini

Le Guide Pubblicato il 8 novembre 2015

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> Le Guide Pubblicato il 8 novembre 2015

Termine di decadenza per l’invio della contravvenzione a casa, l’iscrizione della sanzione a ruolo e la notifica della cartella di pagamento da parte di Equitalia: fermo e pignoramento.

La multa conseguente all’infrazione del codice della strada, per essere valida deve rispettare un procedimento con scadenze e termini prestabiliti dalla legge: eccoli riassunti in questa breve scheda.

Entro quando la multa va notificata al conducente

Tutte le volte (e solo quelle) in cui il conducente multato non sia stato fermato al momento dell’infrazione ai fini della contestazione immediata, l’autorità che ha provveduto ad elevare la contravvenzione deve notificarla al proprietario dell’automobile entro 90 giorni dall’infrazione stessa. La multa inviata dopo la scadenza di tale termine è nulla e può essere contestata tanto al giudice di pace quanto al prefetto.

L’amministrazione potrebbe giustificarsi solo adducendo che siano stati necessari ulteriori accertamenti per individuare il proprietario del mezzo, ma questa motivazione non può essere, per esempio, utilizzata nel caso di contravvenzioni elevate con mezzi di rilevamento elettronici come l’autovelox, il tutor, ecc. Si deve, cioè, trattare di situazioni di obiettiva difficoltà.

La velina con la multa lasciata sul parabrezza non si considera notificata e, pertanto, oltre a non essere possibile il ricorso contro di essa, è necessario che al proprietario del mezzo sia spedita a casa la multa vera e propria: solo contro di essa potrà essere fatta valere l’impugnazione davanti al giudice o al Prefetto.

Entro quando la multa non pagata va iscritta a ruolo

Entro 30 giorni dal ricevimento della multa il proprietario del mezzo può scegliere se contestarla davanti al giudice di pace o pagarla. In alternativa potrebbe fare ricorso in via amministrativa al Prefetto: in tal caso il termine non è di 30, ma di 60 giorni. Se, invece, lascia scadere questo termine, l’importo viene iscritto a ruolo: in pratica, la competenza alla riscossione viene trasferita ad Equitalia. L’importo iscritto a ruolo sarà più elevato rispetto alla multa notificata al conducente: esso infatti non sarà più nella misura ridotta indicata nel verbale medesimo, bensì nella maggior misura, pari alla metà del massimo della sanzione irrogata.

Qui scatta un secondo termine: dopo che il Comune ha consegnato il ruolo all’Agente della riscossione, Equitalia ha due anni di tempo per notificare la cartella di pagamento. La cartella notificata dopo oltre due anni dall’iscrizione a ruolo della sanzione è nulla [1]. Questo termine viene detto “di decadenza” ed è cosa diversa dalla “prescrizione” del diritto alla riscossione che vedremo nel successivo paragrafo.

Per verificare la data di iscrizione a ruolo della contravvenzione è sufficiente controllare la sezione della cartella ove sono riportate, nel dettaglio, tutte le informazioni sull’importo richiesto. La mancata indicazione della data di iscrizione a ruolo comporterebbe anch’essa la nullità della cartella, per impedimento all’esercizio del diritto di difesa.

Se, quindi, per esempio, la multa viene elevata il 1 gennaio 2016 e poi viene notificata al conducente il 1 marzo 2016, il verbale è valido (è stato rispettato il termine di 90 giorni), ma se poi la cartella esattoriale viene spedita all’interessato nel 2020, ossia dopo 2 anni dall’iscrizione a ruolo, essa è nulla.

Entro quanto si prescrive la cartella di pagamento

Dopo aver notificato la cartella di pagamento, Equitalia può agire in riscossione entro massimo cinque anni dal giorno in cui è stato notificato il verbale (Equitalia va sostenendo, in processo, la tesi della prescrizione decennale, che tuttavia non ha trovato quasi mai accoglimento da parte dei giudici e, da ultimo, anche dalla Cassazione). Dunque, se entro tale termine non abbia avviato atti di riscossione come il fermo auto o il pignoramento, il contribuente può chiedere al giudice o allo stesso sportello di Equitalia (con ricorso in autotutela) che l’importo venga depennato dalla sua posizione debitoria.

Questo significa che se la multa viene notificata entro i 3 mesi dall’illecito stradale, e la cartella notificata entro i 2 anni dall’iscrizione a ruolo, ma decorrono cinque anni dalla notifica del verbale, nulla è più dovuto ed un eventuale fermo auto sarebbe illegittimo.

Il termine di cinque anni può essere allungato dall’invio, da parte di Equitalia, di un atto interruttivo della prescrizione: tale può essere, per esempio, un sollecito di pagamento che indichi con precisione l’importo dovuto e la causale, oppure il preavviso di fermo.

Entro quanto impugnare la cartella di pagamento

Se, come appena detto, l’impugnazione della multa va fatta al giudice di pace entro 30 giorni dal ricevimento del verbale (i giorni diventano 60 per il ricorso al Prefetto), l’opposizione contro la cartella esattoriale può essere effettuata entro 60 giorni. In questa sede, però, non si possono rimettere in discussione le contestazioni sul merito della contravvenzione: sarebbe altrimenti come riaprire i termini ormai spirati; tutto ciò che si può fare è, invece, eccepire solo vizi propri della cartella di pagamento (per es.: notifica nulla, pagamento già avvenuto, multa sospesa o annullata da un giudice o da un’autorità amministrativa, invio al soggetto non tenuto al pagamento come nel caso degli eredi, ecc.).

Se la multa non è mai stata notificata

Se la contravvenzione stradale non è mai stata notificata al titolare del mezzo e questi ne viene a conoscenza con la notifica della cartella esattoriale, quest’ultima è nulla. L’impugnazione potrà essere fatta valere davanti al giudice di pace facendo rilevare che non è mai stato ricevuto l’atto prodromico (ossia la multa).

note

[1] Art. 1, co. 153, L. 24.12.2007 n. 244 ossia la finanziaria 2008. In precedenza il termine era di un anno (art. 1 co. 417 l. n. 311/2004).

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    se una banca dovesse “fallire” chi ha dei beni in una cassetta di sicurezza perde il contenuto? e con le nuove normative del bail-in?

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