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Inps, coefficienti 2016 per il calcolo della pensione

9 novembre 2015 | Autore:


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Calcolo della pensione retributivo, misto e contributivo: come funziona, nuovi coefficienti di rivalutazione e di trasformazione.

 

L’Inps, con recenti messaggi e circolari [1], ha reso noti dei nuovi coefficienti di rivalutazione delle retribuzioni (che servono per il calcolo retributivo della pensione), nonché nuovi coefficienti di rivalutazione del montante contributivo e nuovi coefficienti di trasformazione (utili al calcolo contributivo).

I nuovi coefficienti servono, nel caso della rivalutazione, ad aumentare il valore delle retribuzioni pregresse, qualora spetti il computo retributivo, o ad aumentare il montante contributivo, qualora spetti il calcolo contributivo, ossia quello che si basa sui contributi accantonati; i coefficienti di trasformazione, invece, utili sempre in caso di computo contributivo, trasformano i contributi accumulati in pensione annuale.

Purtroppo, considerati gli adeguamenti alla speranza di vita ed il tasso d’inflazione, le novità riguardanti i coefficienti sono negative, e comportano rivalutazioni più basse e trasformazioni del montante contributivo meno vantaggiose: paradossalmente, un lavoratore che può scegliere di pensionarsi nel 2015, ma decide di fare la domanda nel 2016, a causa dei nuovi coefficienti di trasformazione si ritroverà con una pensione più bassa, pur avendo lavorato in più.

Ma con quale meccanismo i coefficienti influiscono sul trattamento previdenziale? Per comprenderlo, dobbiamo prima capire brevemente come funziona il calcolo della pensione.

Calcolo retributivo

Il calcolo retributivo si applica ai lavoratori che possiedono oltre 18 anni di contributi al 31.12.1995, ed è suddiviso in due quote, A e B. A partire dal gennaio 2012 si applica, però, il calcolo contributivo per tutti.

Come funziona il calcolo retributivo

Per quantificare la pensione col calcolo retributivo, , bisogna prima calcolare l’ammontare della quota A e della quota B:

– la quota A è basata sulla media degli ultimi 5 anni di retribuzione, incrementata secondo i coefficienti Istat di rivalutazione delle retribuzione (vedasi tabella), e sulle settimane accreditate sino al 31 dicembre 1992.

Come si calcola la quota A?

Per quantificare la Quota A, bisogna rivalutare gli ultimi 5 anni di retribuzione secondo i parametri Istat. Bisognerà poi dividere la somma delle retribuzioni per 260 (numero di settimane in 5 anni) per trovare la retribuzione settimanale media(R.M.S.). La R.M.S. andrà moltiplicata per il numero di settimane di contribuzione precedenti al 31.12.1992 e per il coefficiente 0,0015384 (se la R.M.S. è inferiore a € 826,10, diversamente bisognerà moltiplicare l’eccedenza per coefficienti diversi, a scaglioni).

La quota B si basa sulla retribuzione media annua, anch’essa rivalutata secondo gli appositi parametri Istat, degli ultimi 10 anni, e sulle settimane accreditate dal 01.01.93 al 31.12.11.

Come si calcola la quota B?

Per calcolare la quota B, bisognerà dapprima rivalutare gli ultimi 10 anni di retribuzione secondo i parametri Istat (si veda la tabella). La somma delle retribuzioni andrà poi divisa per 520 (numero di settimane in 10 anni) per trovare la retribuzione settimanale media(R.M.S.). In seguito, la R.M.S. andrà moltiplicata per il numero di settimane di contribuzione dal 01.01.1993 al 31.12.2011, e per il coefficiente 0,0015384 (se la R.M.S. è inferiore a € 826,10, diversamente l’eccedenza dovrà essere moltiplicata per coefficienti diversi, a scaglioni).

Sommando le due quote, si otterrà l’ammontare retributivo del trattamento previdenziale: dal 01.01.2012, invece, per tutti si applica il metodo contributivo, da calcolarsi a parte (Quota C).

Tabella dei coefficienti di rivalutazione dei redditi al 2015

1981 e preced 3,988
1982 3,428
1983 2,981
1984 2,696
1985 2,482
1986 2,340
1987 2,236
1988 2,131
1989 1,999
1990 1,884
1991 1,770
1992 1,679
1993 1,612
1994 1,551
1995 1,472
1996 1,417
1997 1,392
1998 1,368
1999 1,347
2000 1,313
2001 1,279
2002 1,248
2003 1,218
2004 1,195
2005 1,175
2006 1,152
2007 1,132
2008 1,097
2009 1,089
2010 1,072
2011 1,044
2012 1,013
2013 1,002
2014 1,000

Calcolo pensione metodo misto

Per quanto riguarda il calcolo dell’assegno col metodo misto, valgono le stesse considerazioni fatte per il retributivo, ma la quota B terminerà al 31 dicembre 1995, e non al 31 dicembre 2011. Dal primo gennaio 1996, bisognerà pertanto effettuare il calcolo contributivo.

Calcolo pensione metodo contributivo

Per quantificare la pensione col metodo contributivo occorre:

-individuare la retribuzione annuale, se si tratta di un lavoratore dipendente, o i redditi conseguiti, se si tratta di un lavoratore autonomo o parasubordinato;

calcolare i contributi di ogni anno sulla base del raffronto tra l’aliquota effettiva e l’aliquota media decennale, cioè quella riferita ai 10 anni precedenti il collocamento a riposo (resa nota con circolare dell’Inps);

– determinare il montante contributivo individuale , sommando i contributi di ciascun anno, opportunamente rivalutati ( la rivalutazione , a differenza di quella effettuata nel metodo retributivo, si basa sul tasso annuo di capitalizzazione, derivante dalla variazione media quinquennale del PIL determinata dall’Istat);

– applicare al montante contributivo il coefficiente di trasformazione, che varia secondo l’età del lavoratore alla decorrenza del trattamento, e non alla maturazione dei requisiti.

Per chi si avvale dell’opzione contributiva (sia Opzione Donna che Opzione Contributiva Dini), per i contributi precedenti al 1996, si procede in questo modo:

– se dipendenti pubblici, si sommano le retribuzioni dal 1993 al 1995, rivalutate (si vedano a tal proposito le tabelle), al fine di trovare la retribuzione media; tale retribuzione media si moltiplica per il numero di anni precedenti al 01.01.1996; per trovare i contributi, si deve applicare il raffronto tra aliquota media decennale e aliquota effettiva;

– lo stesso procedimento vale per i dipendenti privati, ma prendendo in considerazione le annualità dal 1986 al 1995; infine, per gli autonomi, si prenderà in considerazione l’ultimo quindicennio (1981-1995).

Tabella delle rivalutazioni del montante contributivo per le pensioni con decorrenza nell’anno 2015, Quota B, contributi versati dal primo gennaio 1996

Montante maturato Coefficiente
31 dicembre 1996
31 dicembre 1997
31 dicembre 1998
31 dicembre 1999
31 dicembre 2000
31 dicembre 2001
31 dicembre 2002
31 dicembre 2003
31 dicembre 2004
31 dicembre 2005
31 dicembre 2006
31 dicembre 2007
31 dicembre 2008
31 dicembre 2009
31 dicembre 2010
31 dicembre 2011
31 dicembre 2012
31 dicembre 2013
1,055871
1,053597
1,056503
1,051781
1,047781
1,043698
1,041614
1,039272
1,040506
1,035386
1,033937
1,034625
1,033201
1,017935
1,016165
1,011344
1,001643
1,000000

Tabella nuovi coefficienti di rivalutazione montante contributivo Quota A, annualità sino al 1995

1957
1958
1959
1960
1961
1962
1963
1964
1965
1966
1967
1968
1969
1970
1971
1972
1973
1974
1975
1976
1977
1978
1979
1980
1981
1982
1983
1984
1985
26,6885
25,7079
25,8102
25,1759
24,5352
23,201
21,3463
19,9244
19,025
18,5377
18,1454
17,8535
17,2754
16,4494
15,6491
14,6874
13,112
11,1853
9,5836
8,2133
6,9767
6,1958
5,3759
4,549
3,8431
3,3143
2,9077
2,6181
2,4145
1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2,28
2,1623
2,0527
1,9277
1,7989
1,6698
1,5948
1,5296
1,4671
1,3784
1,3183
1,2988
1,276
1,2561
1,2248
1,1929
1,1646
1,1366
1,1145
1,0957
1,0744
1,0561
1,0231
1,0155
1
1
1
1
1

I nuovi coefficienti di trasformazione 2016

Età Coefficiente di trasformazione dal 2016 Coefficiente di trasformazione vigente ad oggi
57 4,246% 4,304%
58 4,354% 4,416%
59 4,468% 4,535 %
60 4,589% 4,661%
61 4,719% 4,796 %
62 4,856% 4,94 %
63 5,002% 5,094 %
64 5,159% 5,259 %
65 5,326% 5,435 %
66 5,506% 5,624 %
67 5,700% 5,826 %
68 5,910% 6,046 %
69 6,135% 6,283 %
70 6,378% 6,541 %

Quando l’età, alla data del pensionamento, non corrisponde ad un anno esatto (ad esempio, 57 anni e 7 mesi), devono essere aggiunte al coefficiente le relative frazioni di anno.

Ad esempio, per calcolare il coefficiente di trasformazione di un lavoratore con decorrenza della pensione a 58 anni e 8 mesi di età, dovremmo svolgere le seguenti operazioni:

4,535 (coefficiente vigente per chi si pensiona a 59 anni) – 4,416 (coefficiente vigente per chi si pensiona a 58 anni)= 0,119.

Dobbiamo poi dividere il risultato per 12 mesi, ottenendo 0,0099167 circa. Moltiplicheremo il nuovo risultato per 8 mesi, ed otterremo 0,079 , arrotondando.

A questo punto, dobbiamo sommare questa cifra al coefficiente per chi si pensiona a 58 anni, arrivando così al coefficiente corretto per chi si pensiona a 58 anni ed 8 mesi, cioè 4,495.

Per trasformare il montante contributivo in pensione, dovremmo applicare questo coefficiente, come percentuale, al montante rivalutato: dividendo il risultato per 13 , si arriverà alla pensione mensile.

È chiaro che, più basso è il coefficiente, più esigua sarà la pensione: dalla tabella, si osserva che i coefficienti di trasformazione del 2016 sono ridotti, rispetto a quelli del 2015, con corrispondenti riduzioni dell’assegno, e disparità di trattamento anche notevoli da un anno all’altro.

Per chi può scegliere, meglio allora collocare la decorrenza della pensione prima del 31 dicembre 2015, diversamente si risulterà penalizzati, pur avendo lavorato periodi in più.

note

[1] Inps Mess. 6462/2015.


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1 Commento

  1. Buonasera, ho lavoratore 18 anni nel privato prima del 1992 dopodichè per altri 18 nella scuola dal 1996
    non avendo lavorato negli anni 1993 al 1995 come recupero l’aliquota media sulla contribuzione ante 1992
    questo con il sistema opzione donna
    grazie

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