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Il pignoramento dei diritti d’autore

8 novembre 2015


Il pignoramento dei diritti d’autore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 novembre 2015



Sono autore e compositore: recentemente ho ricevuto un pignoramento dei miei diritti d’autore, eppure ero informato che per legge tali diritti non sono pignorabili (art. 111 della legge sul diritto d’autore che recita: “I diritti di pubblicazione dell’opera dell’ingegno e di utilizzazione dell’opera pubblicata non possono formare oggetto di pegno, pignoramento e sequestro, né per atto contrattuale, né per via di esecuzione forzata, finché spettano personalmente all’autore. Possono invece essere dati in pegno o essere pignorati o sequestrati i proventi dell’utilizzazione e gli esemplari dell’opera, secondo le norme del Codice di procedura civile). Desidero sapere: qual è la verità in proposito ? Possono o NON possono pignorarli?

La risposta al quesito del lettore passa da una preliminare spiegazione di come è strutturato, nel nostro ordinamento, il diritto d’autore.

Il diritto d’autore si compone di due categorie di diritti, i quali subiscono una diversa disciplina:

i diritti personali, che non soggetti a termini di durata, non possono essere oggetto di prescrizione né di rinuncia. Essi, cioè, sono “indisponibili” (non possono essere, cioè, ceduti a terzi): tra di essi vi è il diritto alla paternità dell’opera (ossia ad essere sempre riconosciuti come l’autore dell’opera, anche nel caso in cui la stessa venga ceduta a terzi), alla pubblicazione, al ritiro dell’opera, all’anonimato, ecc. Tali diritti, proprio per la loro natura fortemente legata alla persona dell’autore, non possono neanche essere pignorati o costituire oggetto di pegno;

i diritti patrimoniali, legati cioè allo sfruttamento economico dell’opera: essi sono cedibili, alienabili e, quindi, anche oggetto di pegno e pignoramento. Tali diritti sono, ad esempio, quelli relativi ai proventi derivanti dalla vendita dell’opera artistica, la riproduzione in un locale, la copia, la rappresentazione ed esecuzione, ecc.

Il creditore non potrebbe pignorare il diritto dell’autore di un’opera ad essere considerato il suo effettivo creatore (diritto, peraltro, difficilmente valutabile economicamente), ma potrebbe invece pignorare i ricavi economici conseguenti a una eventuale sfruttamento dell’opera, come nel caso di esecuzione in pubblico o di cessione dell’opera a una casa discografica.

Nel caso del lettore, dunque, è verosimile che il creditore abbia pignorato proprio i diritti di natura economica, quelli cioè patrimoniali. Il pignoramento potrebbe avvenire direttamente in capo al terzo debitore delle somme a lui accreditate (per esempio il cessionario dell’opera) attraverso il cosiddetto “pignoramento presso terzi” del cui atto una copia va notificata anche al debitore.

note

Autore immagine: 123rf com

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