Business | Articoli

Ferie: calcolo, diritti, doveri, la guida completa

31 Luglio 2016 | Autore:
Ferie: calcolo, diritti, doveri, la guida completa

Come si calcolano le ferie e quando maturano. Diritti e doveri del lavoratore e del datore, criteri di calcolo, ferie nel periodo di prova.

 

L’estate è ormai cominciata, il caldo torrido inizia a farsi sentire e si iniziano a contare i giorni per le tante agognate ferie, abbandonare il posto di lavoro per godersi un po’ di meritato riposo.

Ogni lavoratore dipendente ha diritto ad un periodo di ferie retribuite, finalizzate a reintegrare le energie psicofisiche spese dal lavoratore nello svolgere la sua prestazione lavorativa.

È un diritto che spetta nel nostro ordinamento a tutti i lavoratori dipendenti, al di là della propria qualifica, mansione o tipo di contratto applicato.

Come si calcolano le ferie e ogni quanto maturano?

I giorni di ferie si calcolano sulla base di due variabili :

  • la maturazione del diritto alle ferie al momento del godimento delle stesse
  • la durata stabilita dai contratti collettivi o dalla legge.

Come maturano le ferie?

Le ferie possono essere espresse in settimane, giorni di calendario, oppure in giorni lavorativi.
Esse maturano durante un periodo stabilito in 12 mesi dalla legge, in relazione dell’effettiva prestazione di lavoro. Il periodo di riferimento è fissato tramite contrattazione nazionale o aziendale e generalmente corrisponde all’anno civile (1 gennaio- 31 dicembre) o ad un periodo di 12 mesi decorrenti dall’ 1 agosto. È prassi che il numero di ferie maturate dal lavoratore venga indicato in busta paga, per una maggiore trasparenza e chiarezza, nell’interesse reciproco di datore e lavoratore.

Quanto durano le ferie?

Il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane, di cui due settimane vanno godute nel corso dell’anno di maturazione, mentre le restanti due settimane nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione. Generalmente la durata può variare in base ad una qualifica contrattuale ed all’anzianità di servizio del lavoratore. I giorni festivi non vengono computati nella durata minima delle ferie.

La formula generale per calcolare le ferie di un lavoratore dipendente spettanti nel periodo annuale è:

( giorni di ferie annuali contrattualmente previsti / 12     x  numero di mesi di servizio) + eventuali ferie residue degli anni precedenti.

I CCNL possono modificare la durata minima e massima e stabilire differenti criteri di calcolo.

In casi eccezionali la contrattazione collettiva può anche ridurre il periodo minimo delle due settimane, purché però tale riduzione non vanifichi la funzione delle ferie e sia giustificata da eccezionali esigenze di servizio o da esigenze aziendali serie. Tutto ciò, però, a condizione che la funzione sociale delle ferie non venga intaccata o snaturata, vale a dire garantendo, comunque, la ripresa delle energie psicofisiche del lavoratore, in ogni caso prioritaria.

Allo stesso modo i CCNL possono prolungare il termine di 18 mesi entro il quale completare la fruizione delle quattro settimane di ferie.

Quali assenze garantiscono la maturazione delle ferie?

Per la maturazione delle ferie è necessaria la costanza della prestazione lavorativa, pur se continuano a maturare anche nel caso di assenze previste dalla legge o dai contratti collettivi.

In linea di massima, le assenze dal lavoro per motivi indipendenti dalla volontà del lavoratore non interrompono la maturazione delle ferie. Rientrano per legge in questa categoria:

  • Astensione obbligatoria per maternità;
  • Infortunio;
  • Congedo matrimoniale;
  • CIG a orario ridotto;
  • Malattia;
  • Incarichi presso seggi elettorali;
  • Richiamo alle armi;
  • Permessi retribuiti;
  • Contratti di solidarietà;

Inoltre i Contratti collettivi possono prevedere ulteriori tipologie di assenze di questo tipo.

Non rientrano invece nella maturazione delle ferie:

  • Astensione facoltativa per maternità
  • Malattia del bambino
  • Sciopero
  • CIG a zero ore
  • Aspettativa

Le modalità di calcolo delle ferie maturate nei giorni di assenza vengono generalmente indicate dalla contrattazione collettiva o dalla prassi aziendale. Tuttavia, in base ai principi generali della disciplina il calcolo va effettuato applicando la seguente formula: (giorni di ferie spettanti × giorni di assenza)/giorni lavorativi.

Sono un lavoratore a tempo determinato. Come si calcola il periodo di maturazione?

In caso di contratto a tempo determinato, ove il lavoratore non lavori per un intero periodo di maturazione, o in caso di cessazione del rapporto nel corso dell’anno, il lavoratore ha diritto ad un numero di giorni di ferie proporzionale al servizio effettivamente prestato, considerando il numero di mesi o le frazioni di mesi. Generalmente per ogni mese di servizio si ha diritto ad un dodicesimo del periodo annuale di ferie; mentre le frazioni di mese di almeno 15 giorni valgono come mese intero.

 

Il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere le ferie?

Il datore non può negare le ferie al proprio dipendente, essendo un obbligo previsto dalla legge e che spetta non solo alle imprese, ma anche ai datori di lavoro individuali, ivi compresi i datori di lavoro domestici. Potrà però scegliere il periodo di fruizione delle stesse in base alle proprie esigenze imprenditoriali e aziendali.

Del resto la fruizione di un periodo adeguato di ferie è interesse dello stesso datore, cosicché il lavoratore recuperi le energie affinché il suo apporto futuro all’impresa sia proficuo di risultati [1]. Il datore può pertanto scegliere di far fruire ai lavoratori ferie collettive (contemporaneamente a tutti i lavoratori dell’impresa o a singoli reparti, sospendendo così l’attività produttiva), oppure ferie individuali (mantenendo, così, la regolare attività produttiva).

Il diniego delle ferie da parte del datore è sanzionato in via amministrativa, oltre a provocare un danno patrimoniale per il quale si può agire in giudizio[2]. Perché il datore di lavoro sia considerato sanzionabile per il mancato rispetto di tale previsione legislativa è sufficiente che il lavoratore, allo scadere del termine di maturazione, non abbia usufruito anche solo di una parte del periodo previsto ex lege. In tali casi l’onere della prova in giudizio è invertita, per cui spetterà al datore di lavoro provare l’effettiva fruizione delle ferie spettanti nel corso dell’anno [3].

Vale poi la pena sottolineare che, da un punto di vista contrattuale, qualsiasi patto collettivo o individuale tendente a eliminare il diritto alle ferie o teso alla rinuncia delle stesse è nullo. In tali casi la clausola viziata viene automaticamente sostituita con la disposizione attuativa del diritto stesso.

Sono in periodo di prova, ho diritto alle ferie?

Il diritto alle ferie spetta anche al lavoratore in prova. La materia è stata chiarita dalla Corte Costituzionale [4], che ha rilevato che il periodo di riposo ritenuto necessario per ritemprare le energie psico-fisiche del lavoratore, anche se ragguagliato ad un anno, può esser frazionato, e quindi “riconosciuto in proporzione alla quantità di lavoro da costui effettivamente prestata presso l’imprenditore”. La Costituzione [5], del resto, nel totale rispetto del principio di uguaglianza, garantisce il diritto alle ferie ad ogni lavoratore senza distinzione di sorta. Occorrerà poi verificare caso per caso se e in che misura siano maturate le condizioni per il totale soddisfacimento di tale diritto.

Il lavoratore può rinunciare alle proprie ferie e monetizzarle?

Il diritto alle ferie è diritto irrinunciabile del lavoratore, che pertanto potrà soltanto differirle nei termini previsti dalla legge. La Legge [6] stabilisce infatti che il periodo minimo di quattro settimane “non può essere sostituito da relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro”[7].

 

 

Cosa succede se non ho goduto delle ferie?

Le ferie non godute possono esser differite nel tempo; solo in casi eccezionali possono esser retribuite mediante indennità sostitutiva.

 

 

Interruzione e sospensione del periodo di ferie

In alcuni casi la fruizione del diritto alle ferie può interrompersi o sospendersi.
In caso di malattia insorta prima dell’inizio delle ferie e protrattasi durante le stesse, la malattia decorre regolarmente, non inciderà perciò sulle ferie, che potranno esser godute in una momento successivo. Il lavoratore che guarisce durante le ferie collettive godrà delle restanti ferie, potendo però recuperare successivamente quelle non utilizzate.

In caso di malattia sopravvenuta il godimento delle ferie è sospeso, purché siano state adempiute le condizioni previste dai CCNL per la sospensione. È infatti la contrattazione collettiva a stabilire i casi e i criteri sospensivi, nonché i relativi controlli. Ciò nonostante il datore di lavoro ha comunque al facoltà di accertare lo stato di malattia del proprio dipendente e l’incompatibilità eventuale dello stesso con la fruizione delle ferie. La comunicazione dello stato di malattia al datore deve essere tempestiva, dal momento che i giorni precedenti alla data di ricezione della comunicazione sono comunque imputabili a ferie e non a malattia.

Anche la malattia del figlio fino agli 8 anni di età, che comporti il ricovero ospedaliero, interrompe il decorso delle ferie in godimento da parte del genitore.

Ferie in caso di cessazione del rapporto di lavoro

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, ove il lavoratore non abbia goduto delle ferie, queste vengono monetizzate. Se invece il lavoratore ha fruito in anticipo delle ferie non ancora maturate, il datore di lavoro potrà effettuare una trattenuta in busta paga.


note

[1] C.Cost. sent. n. n. 616 del 30.12.1987.

[2] Cass. bn.14020  12.11.2001.

[3] Cass. sent. n. n. 13258 del 5.10.2000.

[4] C.Cost sent. n. n.189 del 22.12.1980.

[5] Cost. art.36 ultimo c.

[6] D.Lgs 66/2003, art.10 c. 2.

[7] Il decreto ha cosi recepito gli orientamenti della Suprema Corte: Cass. sent. n.9760 del 25.07.2000. La Corte nel 2005 ha poi limitato tale possibilità ai soli casi espressamente previsti dalla legge,  Cass. sent. n.13937 del 25.09.2005.


3 Commenti

  1. VERAMENTE UNA RECENTE SENTENZA HA STATUITO CHE LE FERIE NON GODUTE NON PER COLPA DELL’INTERESSATO DEBBONO ESSERE RETRIBUITE…..

  2. può il datore di lavoro decidere di mettermi in ferie un solo giorno infrasettimanale avvisandomi il giorno prima ?
    Grazie

Rispondi a antonio pittelli Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA