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News Come sapere i metri quadrati di casa tua su internet

News Pubblicato il 9 novembre 2015

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> News Pubblicato il 9 novembre 2015

Pubblicato su internet il sistema dell’Agenzia delle Entrate per conoscere la superficie catastale e i metri quadri degli appartamenti, utile ai fini della Tari: l’iniquità del catasto sarà davanti agli occhi di tutti.

Nel tentativo di riformare il catasto, L’agenzia delle Entrate ha sviluppato un sistema informatico, grazie all’incrocio dei dati, che consente di conoscere la superficie dell’appartamento dei contribuenti nelle visure catastali eseguite dai professionisti tramite internet, attraverso il portale Sister, e dai proprietari tramite Fisconline, oltre che direttamente negli uffici provinciali del Territorio e negli sportelli catastali decentrati dei Comuni. Il debutto è previsto per oggi.
La novità riguarda le unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria corredate da planimetria e iscritte nei gruppi A (abitazioni e uffici), B (uffici pubblici, ospedali, scuole e così via) e C (box auto, cantine, laboratori, magazzini e negozi). Il sistema online indicherà, per ognuna di queste unità, la superficie catastale, calcolata al lordo degli spazi accessori [1], nonché i metri quadrati ai fini dell’applicazione della Tari, cioè la tassa sui rifiuti. Ricordiamo che, per le abitazioni, la metratura non comprende balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie [2].
Tali dati non avranno effetto ai fini fiscali dell’Imu e della Tasi, le quali verranno determinate ancora attraverso il vecchio sistema del numero dei vani per le case e gli uffici: il numero dei vani continua, quindi, a determinare la rendita catastale da cui discendono appunto le suddette due imposte sulla casa, l’imposta di registro sulle compravendite e il reddito fondiario degli immobili non locati.

Tuttavia la superficie catastale è comunque un’informazione utile ai fini della Tari: i cittadini potranno così fare un riscontro, attraverso tale dato, per controllare la correttezza della base imponibile dell’imposta sui rifiuti. Questo sempre a condizione che la planimetria non sia difforme rispetto alla situazione di fatto del fabbricato. Se invece la planimetria è assente o è ormai superata (per es. nel caso di compimento di lavori in muratura all’interno dell’appartamento come la copertura di una veranda sul balcone), bisogna ricorrere a un Docfa, presentato all’Agenzia delle Entrate da un geometra o da un altro tecnico abilitato.

I dati sulla superficie catastale degli appartamenti degli italiani faranno emergere quella che è la principale iniquità del catasto: il calcolo, cioè, dell’imposizione fiscale sui vani e non sui metri quadri: per esempio, a parità di superficie e di tutte le altre variabili, un alloggio in un palazzo costruito negli anni 30 può avere cinque vani, mentre la casa del vicino che abita in un condominio realizzato negli anni ’70 può arrivare anche a sette od otto vani, con un aumento del valore catastale del 50-60%.

note

[1] Secondo le regole dettate dall’allegato C al Dpr 138/1998.

[2] Così come previsto dalla legge di Stabilità per il 2014.


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