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Come interrompere l’usucapione: cosa deve fare il proprietario

9 novembre 2015


Come interrompere l’usucapione: cosa deve fare il proprietario

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2015



Usucapione: sospensione e interruzione, l’atto di citazione, la lettera di ammissione del debitore, la diffida e messa in moro; carrellata di sistemi utili e inutili ad evitare che l’immobile finisca in proprietà di terzi.

Il termine per il compimento dell’usucapione può essere interrotto o sospeso: in particolare, l’interruzione si verifica quando l’effettivo proprietario del bene pone in essere determinati comportamenti volti a contestare il possesso altrui e a riaffermare il proprio diritto esclusivo; la sospensione, invece, può avvenire a causa di particolari rapporti fra possessore e titolare del diritto. Ma procediamo con ordine.

L’usucapione è un metodo legale di acquisto della proprietà altrui attraverso il possesso della stessa in modo pacifico, continuo e non interrotto per il tempo stabilito dalla legge. In pratica è necessario che qualcuno si impossessi del bene altrui, utilizzandolo come se fosse l’effettivo proprietario, in modo indisturbato, per 20 anni nel caso di acquisto della proprietà (mobili o immobili), 15 per i fondi rustici, 10 per i beni mobili registrati (se l’acquisto invece avviene in buona fede i termini si riducono a 10 anni per gli immobili e 3 per i mobili registrati).

Interruzione dell’usucapione

Al contrario di quanto comunemente si pensa, non è sufficiente, ad interrompere l’usucapione, una lettera di diffida o messa in mora da parte del proprietario del bene. E questo poiché il possesso utile ai fini dell’usucapione si può esercitare anche in aperto contrasto con la volontà del titolare del bene. Hanno efficacia interruttiva del possesso solo gli atti che privano materialmente il possessore del potere di fatto sulla cosa o gli atti giudiziali diretti a ottenere tale privazione.

Si ha, pertanto, interruzione dell’usucapione nei seguenti casi:

  • – in presenza di un’iniziativa assunta dal titolare del diritto (è ad esempio il caso in cui il proprietario dell’immobile eserciti l’azione giudiziale di rivendica del bene, della quale parleremo a breve);
  • – quando il possessore dell’immobile è stato privato del possesso per oltre un anno. In tal caso, se entro l’anno dallo spoglio egli non ha recuperato il possesso (esercitando l’azione di reintegrazione), l’interruzione si considera non avvenuta;
  • – quando il possessore riconosca espressamente il diritto del proprietario;
  • – in caso di notifica dell‘atto di citazione con cui il proprietario richieda la materiale consegna di tutti i beni immobili.

Sotto un profilo pratico, dunque, per ottenere l’interruzione dell’usucapione, si può agire nel seguente modo:

  • – se c’è la collaborazione del possessore e, quindi, i rapporti con il titolare sono pacifici: sarà sufficiente far firmare a questi una dichiarazione con cui egli riconosce espressamente all’effettivo proprietario tutti i diritti sul bene, ammettendo di poterne disporre solo in virtù del consenso del primo;
  • – se non c’è la collaborazione del possessore: si potrà notificare a questi un atto di citazione con cui il proprietario chiede la restituzione del proprio bene. Si tratta dell’atto che serve per intraprendere la normale causa in tribunale, anche se, in questo caso, non c’è alcun bisogno, poi, di proseguire il giudizio e, quindi, di iscriverlo a ruolo. Insomma, non si dovranno pagare le tanto temute tasse (contributo unificato) relative all’avvio della domanda giudiziale: ci si potrà fermare alla semplice notifica. L’importante è che l’atto sia redatto da un avvocato e notificato dall’ufficiale giudiziario (il costo della notifica ammonta a circa 11 euro).

In tutti questi casi è necessario agire prima che l’usucapione si verifichi e, quindi, che si compiano i termini suddetti. Inoltre, è necessario sapere che l’atto interruttivo non impedisce definitivamente l’usucapione, ma fa solo sì che i termini inizino a decorrere da capo. Pertanto in prossimità della successiva scadenza degli stessi, sarà necessario porre in essere un ulteriore atto interruttivo.

Sospensione dell’usucapione

La sospensione dell’usucapione può avvenire a causa di particolari rapporti tra il possessore e il titolare del diritto (ad esempio: tra i coniugi, tra il curatore e il minore emancipato, tra il tutore e il minore fino a che non sia stato reso il conto), o particolari condizioni di quest’ultimo. In tal caso, però, il possesso anteriore conserva efficacia e si somma con quello che maturerà dopo la fine della sospensione.

Ad esempio: A che possiede da 10 anni il terreno di B, sposa B. In tal caso l’usucapione è sospesa fino a che cessa il matrimonio. Se divorziassero, A può usucapire il terreno decorsi 20 anni ossia i 10 precedenti al matrimonio + quelli decorsi dopo, se B non rivendica il terreno.

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Autore immagine: 123rf com

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3 Commenti

  1. Buongiorno, ho ereditato un terreno tramite testamento olografo per cui ho fatto la successione e volturato a mio nome e moglie.
    In questo terreno grava una sentenza civile in quanto un parente della defunta ha cercato di portarmi via il terreno producendo un testamento falso, dopo quattro anni di causa e dopo le varie perizie il Tribunale ha stabilito l’annullamento del testamento falso e il rinvio a giudizio del parente della defunta che, non era sposata e aveva solo un fratello anch’esso defunto prima di lei. In conclusione ora un fratello del falsario vuole usucapire il terreno, cioè in un modo e nell’altro vogliono portarmelo via. E’ normale questa procedura anche in virtù di una sentenza civile che ha accertato il falso???grazie.

  2. azione di accertamento della proprietà, da esercitarsi nei confronti del possessore.

    salvo che si faccia firmare una dichiarazione “fatta bene” che avrà l’umiltà di farsi redigere da un avvocato onde non prendersela nel culo in futuro

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