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Quanto costa un pignoramento?

9 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2015



Il pignoramento è la fase processuale in cui il creditore può effettivamente conseguire ciò che gli spetta: l’ottenimento dei propri crediti. Ma arrivare a questo punto non è immediato.

Prima o poi ci siamo trovati tutti nella situazione in cui un debitore non vuole pagare. E allora che fare? La soluzione (ovvia) è quella di rivolgersi ad un legale e, se il debito continua a non essere onorato, arrivare al pignoramento del dovuto.

Il pignoramento [1], come è noto, è quella fase del processo esecutivo in cui l’Ufficiale Giudiziario espropria crediti o beni del debitore per soddisfare il creditore direttamente o attraverso la vendita degli stessi.

Come detto, a questa fase bisogna arrivarci.

Per chiedere ed ottenere un pignoramento bisogna prima procurarsi un “titolo esecutivo[2]. Il titolo esecutivo è una sentenza definitiva o un decreto ingiuntivo non opposto, cioè non contestato dal debitore, in cui sia chiaro quale sia l’esatto ammontare del dovuto.

Esistono delle tabelle e dipende molto dal legale a cui ci si rivolge ma, tanto per fare qualche conto, mediamente, per ottenere un titolo esecutivo da decreto ingiuntivo, per un credito di €.2/3.000 occorrono più o meno €.700/800, mentre per un credito di €.6/7.000 occorrono più o meno €.8/900 e per un credito di €.15/20.000 occorrono più o meno €.1.100/1.200.

Tutti i valori a cui si fa riferimento devono essere aumentati dell’IVA (22%) e della CPA (la Cassa Avvocati al 4%).

Dopo che si è ottenuto il titolo esecutivo ed il debitore continua a non pagare è necessario notificare a quest’ultimo un atto di precetto [3]. Anche qui il costo dell’atto dipende molto dal valore del credito che si richiede, ma per gli importi a cui abbiamo fatto riferimento il costo varia intorno a €.2/300.

Muniti di titolo esecutivo e precetto, si può finalmente procedere al pignoramento.

Esistono tre tipi di pignoramento: quello mobiliare, quello immobiliare e il pignoramento presso terzi. L’efficacia, i tempi ed i relativi costi sono differenti l’uno dall’altro.

Per i costi esistono i c.d. scaglioni dei valori che determinano la quota di spese legali da appicarsi a seconda del valore della somma da pignorare: fino a €.1.100; da €.1.101 a €.5.200; da €.5.201 a €.26.000 e così via. Per una più facile comprensione, faremo degli esempi.

Per il pignoramento mobiliare i tempi sono abbastanza brevi (qualche mese), ma l’efficacia è sempre molto limitata dato che dipende da ciò che l’Ufficiale Giudiziario trova nella residenza o nel domicilio del debitore e, soprattutto, da quanto si potrà realizzare con la vendita dei beni pignorati. Ad esempio, il costo è di più o meno €.500 per i crediti intorno a €.2/3000, di più o meno €.800 per crediti di €.6/7000, e poco di più per i crediti tra €.15/20.000.

Per il pignoramento immobiliare il discorso è diverso. I tempi sono più lunghi dato che la procedura è molto lunga e complessa, ma l’efficacia è molto maggiore. I costi sono maggiori dato che la procedura e i tempi sono molto più lunghi e, tanto per dare dei valori, partono da €.1000 a €.1.500/2.000 a salire, ed anche di più a seconda di come si sviluppa tutto l’iter esecutivo, con vendite, incanti, aste e quant’altro.

Il pignoramento presso terzi è quello preferibile, se applicabile. Accomuna una tempistica relativamente breve ad una efficacia molto alta. I costi anche qui vanno da €.7/800 a €.1000/1200 per dei crediti da recuperare di livello medio.

Da ultimo, una cosa molto importante da sottolineare è la seguente: se il pignoramento va a buon fine, il creditore recupera tutte (ma proprio tutte, ndr.) le somme spese per la procedura a cominciare da quelle per il titolo esecutivo, compresi gli interessi.

note

[1] Artt. 491 e segg. cod. proc. civ.

[2] Art. 474 cod. proc. civ.

[3] Art. 480 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. CHE FARE SE SONO ESISTENTI SVARIATI IMBROGLI,TRAMITE ACCORDI PER TRUFFE, E’ VIA DICENDO ?

    QUANSO SI INIZIANO LE CAUSE,E’ OBBLIGATORI CHE IL GIUDICE PRENDE ATTO DELLE DUE PARTI ?

    A MIO MODESTO AVVISO E’ PIU’ CHE LOGICO; MENTRE SONO ESISTENTI SVARIATI CASI CHE,(TANTO PER CAMBIARE),I GIUDICI ASCOLTANO E’ PRENDONO PER “ORO COLATO” SOLO LE SVARIATE “FALSITA'” DEGLI ESSERI SENZA SCRUPOLI,IMBROGLIONI,FALSIFICATORI DI ATTI E’ DI FIRME,ECC.,ECC.,PER CUI “IGNORANO” COMPLETAMENTE I PURI DI CUORE,ESSENDO GENTE SERIA ED ONESTA,E’ CONTINUANO AD EMETTERE ATTI STILATI AL COMPLETO CONTRARIO DELLA REALTA’ DEI FATTI.

    RINGRAZIO DELLA RISPOSTA CHE CHIEDO GENTILMENTE DI INVIARMI LA MIA EMAIL CHE DI SEGUITO SCRIVO.

    CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI GRAMMATICALI E ORTOGRAFICI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO LA IV E. PER CRUDELTA’ E’ IGNOBILTA’ DEI MIEI GENITORI ADOTTIVI E’ LA CRICCA DEI LORO IGNOBILI E’ CRUDELI PARENTI.

    IN FEDE CECILIA LOLIVA PINTO PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A.

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