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Affidamento dei minori alla zia: una scelta originale

23 Marzo 2012 | Autore:
Affidamento dei minori alla zia: una scelta originale

Quando l’affidamento condiviso non è possibile, anziché disporre l’affidamento esclusivo, il giudice può collocare il figlio minore presso la zia in modo da consentirgli di continuare a vedere entrambi in genitori: la scelta originale della Corte d’Appello di Caltanissetta.

È accaduto di recente che il giudice [1], in un giudizio di separazione, abbia deciso di affidare in via provvisoria i figli minori ai servizi sociali e di collocarli presso una loro zia. Nessun affidamento quindi ai genitori naturali.

La Corte d’appello di Caltanissetta, nella scelta tra l’affidamento condiviso e quello esclusivo a un solo genitore, ha optato per questa “terza via” atipica, ritenendola l’unica possibile.

Nel caso specifico, infatti, il rifiuto dei figli verso la madre, accusata di averli abbandonati, e l’incapacità del padre di proteggerli hanno rafforzato nei giudici la convinzione che, anche in caso di separazione dei coniugi, deve rimanere vivo il diritto dei figli a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori. Pertanto decidere di collocare, ma solo provvisoriamente, i minori presso una loro zia avrebbe lo scopo di tentare una ricostruzione del rapporto dei figli con entrambi i genitori (anziché con uno solo di questi).

Da qui la scelta dei giudici di negare sia l’affidamento condiviso, per l’incapacità degli ex coniugi in continua lite di darvi atto, sia l’affido esclusivo a un solo genitore per evitare il rischio di fratture irreversibili nel rapporto dei figli con il padre e la madre.

Tale decisione è la riprova concreta di quanto già da me affermato in commento alla sentenza del Trib. Napoli, 21.10.2008.

 

 


note

[1] Corte d’Appello di Caltanissetta, ordinanza del 6.3.12.


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1 Commento

  1. l’incapacità del padre di proteggerli?
    o l’incapacità dei giudici di applicare la legge?
    Se v’è un’ombra di inidoneità genitoriale il caso è di competenza del tribunale dei Minorenni,ex art. 333 del Codice Civile.
    Ma il Pubblico Ministero era presente al processo o, se c’era, dormiva?

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