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Se il contatore della luce sbaglia: contestazioni e controllo

10 novembre 2015


Se il contatore della luce sbaglia: contestazioni e controllo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 novembre 2015



Richiesta di controllo all’Enel e bolletta della luce con importi sbagliati: quando il contatore è rotto o è vecchio, cosa fare?

Se l’utente del contratto di energia elettrica ritiene che il contatore non funzioni regolarmente deve richiedere al fornitore un controllo che potrebbe anche essere effettuato su iniziativa del distributore.

Se il fornitore verifica che il contatore fornisce registrazioni dei consumi sbagliate, per eccesso o per difetto deve ricostruire i consumi registrati erroneamente.

La mancata registrazione del consumo per guasto al contatore, non esonera l’utente (a prescindere espressa previsione nel contratto) dall’obbligo di pagare [1] la quantità di energia elettrica il cui consumo risulti accertato con metodo scientifico e coerenza logica in riferimento alla natura e all’epoca della insorgenza del guasto suddetto, nonché alla misura dei consumi di energia non registrati e quindi non pagati [2].

Ad esito del controllo, il fornitore deve informare l’utente dell’importo dovuto in base agli esiti della ricostruzione dei consumi e la documentazione giustificativa di tale importo, comprensiva delle modalità di determinazione del momento del guasto (o della rottura), delle stime dettagliate della ricostruzione e della metodologia di stima utilizzata, prima dell’eventuale sostituzione del contatore ed entro 2 mesi dall’effettuazione della verifica.

Se il guasto richiede l’immediata sostituzione del contatore, questa può avvenire soltanto con il consenso scritto dell’utente che, presa visione dei consumi registrati al momento della sua sostituzione, li sottoscrive.

Se il contatore è vecchio (cioè fabbricato almeno 25 anni prima dell’anno della richiesta di verifica), sono a carico del distributore tutti gli oneri derivanti dalla ricostruzione dei consumi nel caso in cui questa risulti sfavorevole per il cliente, cioè se gli sono stati addebitati consumi inferiori rispetto all’energia elettrica effettivamente utilizzata.

Se il malfunzionamento del contatore comporta l’interruzione della fornitura, la responsabilità dell’eventuale danno derivato all’utente, quand’anche imputabile in via esclusiva ad altri soggetti (come il distributore), ricade comunque sul fornitore che deve effettuare la prestazione [3].

Contestazione della ricostruzione

L’utente può contestare i risultati della ricostruzione dei consumi, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione scritta dei risultati, presentando proprie osservazioni scritte, adeguatamente documentate.

Nel corso della risoluzione di una controversia sulla ricostruzione dei consumi, il fornitore non può sospendere la fornitura per morosità.

note

[1] Ai sensi dell’art. 1562 cod. civ.

[2] Trib. Reggio Emilia sent. dell’11.10.1980.

[3] Trib. Nocera Inferiore sent. del 10.01.2008.


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