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Lo sai che? Se la multa non indica il giudice e il termine entro cui ricorrere

Lo sai che? Pubblicato il 10 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 novembre 2015

Violazioni del codice della strada: la mancata indicazione dell’autorità presso cui impugnare l’atto e i giorni entro cui farlo non rende nullo il verbale.

È valida la multa che non contiene l’indicazione del termine d’impugnazione e dell’organo dinanzi al quale può essere proposto ricorso [1]: tale omissione non rende nulla la contravvenzione stradale, ma comporta semplicemente, sul piano processuale, il riconoscimento della scusabilità dell’errore in cui sia eventualmente incorso il ricorrente, con conseguente riammissione in termini per l’impugnativa ove questa sia stata proposta tardivamente. In pratica, il ricorso oltre i termini (30 giorni dalla notifica) presentato dall’automobilista è comunque considerato valido e, in caso di presentazione al giudice incompetente, al ricorrente è data possibilità di riassumere il giudizio presso l’ufficio corretto.

Lo ha chiarito la Cassazione con una sentenza di poche ore fa [2], scusando così l’errore della pubblica amministrazione che aveva omesso un elemento spesso considerato dagli avvocati come essenziale ai fini dell’esercizio di difesa. Evidentemente, si tratta, secondo i giudici, di un errore che consente al massimo di giustificare gli errori del ricorrente in termini processuali, ma non vizia il verbale di nullità.

Si mettono male le sorti del giudizio per l’automobilista che si limita a contestare il verbale solo per far valere l’omessa indicazione dei suddetti dati (termini per ricorrere e autorità competente presso cui agire), senza però prendere posizione nel merito della contravvenzione: in tal caso, poiché la carenza dell’atto è considerata non invalidante, ma rende solo giustificabile l’errore processuale del ricorrente, in assenza di contestazioni sulle ragioni della multa il giudice chiude la causa rigettando il ricorso e condannando il conducente.

Nella sentenza si precisa, infine, che non è necessario che sul verbale ci sia la firma dell’agente accertatore se redatto con sistemi meccanizzati.

note

[1] Prevista dall’art. 3, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

[2] Cass. sent. n. 22901 del 10.11.15.

[3] Ex art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

Autore immagine: 123rf com


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