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Come recuperare un post offensivo su Facebook ormai cancellato

11 novembre 2015


Come recuperare un post offensivo su Facebook ormai cancellato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 novembre 2015



Ho subito diffamazione su Facebook ma l’utente ha cancellato il post: c’è un sistema per chiedere a Facebook la copia di quella pagina?

Anche se è vero che Facebook conserva un archivio generale di tutte le attività svolte dai propri utenti (post, immagini, conversazioni, ecc.), persino quelle nascoste dalla bacheca, le possibilità che la società americana collabori per reati di basso profilo come la diffamazione sono assai remote, specie in rapporto agli stretti termini che vi sono per presentare la querela (90 giorni dalla scoperta del fatto).

Posta tuttavia l’alta probabilità che chi, inizialmente spinto da un gesto di rabbia o di odio, cancelli in un momento successivo le frasi dal contenuto diffamatorio, è possibile comunque procurarsi la prova, per l’eventuale giudizio penale, in modi alternativi. Ecco qualche suggerimento.

Innanzitutto, a differenza di quanto avviene nel processo civile, in quello penale le dichiarazioni della parte offesa dal reato (la vittima del post offensivo, nel nostro caso) possono costituire fonte di prova se il giudice ne accerti l’attendibilità. Insomma, il processo penale potrebbe chiudersi già solo sulla base delle affermazioni del soggetto diffamato che dichiari di aver chiaramente visto e letto il post anche se, al momento del giudizio, lo stesso non è più presente. Non è quindi necessaria la materiale produzione di una stampa del contenuto illecito.

Poiché, tuttavia, la prudenza non è mai troppa ed è sempre meglio raccogliere quante più prove possibili contro il reo, in modo da eliminare il ragionevole dubbio circa la sua colpevolezza, si può comunque far ricorso alla prova testimoniale di altri utenti di Facebook o di amici e parenti che abbiano letto, sul monitor, il post offensivo. Questi verranno chiamati a deporre nell’ambito della causa penale o di quella civile per il risarcimento del danno.

Infine, un ottimo sistema per procurarsi una prova quasi inattaccabile contro il colpevole è quello di fare uno screenshot della pagina con il post offensivo quando ancora presente sul video, e poi stamparlo e farlo autenticare da un notaio. Lo screenshot è una sorta di fotografia del monitor attivata dallo stesso computer che viene registrata in formato “immagine” (di norma .jpeg) e quindi archiviata nell’hard disc del pc. In alternativa si può stampare direttamente la pagina della bacheca del colpevole. In entrambi i casi, poiché la stampa è solo una riproduzione meccanica e non fa fede se contestata dalla controparte, è necessario recarsi da un notaio perché ne certifichi la conformità all’originale ancora sul video. Dunque, è bene attivarsi immediatamente prima che il colpevole cancelli il contenuto per farne verificare l’esistenza al notaio.

Fuori da questi casi non esiste altra possibilità di recuperare contenuti cancellati da Facebook.

Più facile potrebbe essere, invece, il compito in caso di un blog o di un sito. In questi casi esistono servizi che consentono di recuperare gli archivi cancellati dal web. Si tratta cioè della possibilità di ripescare si presentava, anche molti anni prima, una determinata pagina web. Uno di questi servizi è fornito da http://archive.org/web/. Questo sistema non è tuttavia possibile per Facebook, che è protetto da codici di accesso e autenticazione.

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Autore immagine: 123rf com

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5 Commenti

  1. Chiaramente il notaio dovrebbe visualizzare il post sul *suo* computer, accedendo con l’account della presunta vittima e caricando la pagina, altrimenti lo si potrebbe “fregare” in quattro e quattr’otto.
    E se il notaio non fosse sufficientemente “smart” in fatto di Internet, si riuscirebbe a fregarlo lo stesso.

  2. Invece che spendere per il notaio ci si potrebbe recare dai Carabinieri col portatile connesso a Internet e mostrare il tutto al carabiniere che redige la querela, chiedendogli di verbalizzare la cosa e/o citarlo fra i testimoni. No?

  3. Ma se la foto è l accusa e la diffamazione riguarda il mio cane che devo fare? Una persona estranea commette illecito se fotografa il mio cane senza il mio consenso la pubblica e lo accusa?

  4. Le solite fregature all’italiana.
    Ti diffamano… tu lo vedi, fai lo screen shot della prova, prendi la stampa chiedi appuntamento ad un notaio che ti riceve dopo 3 giorni… poi quando vai là devi convincerlo ad aprire il computer con la tua password perchè magari là dove ti hanno massacrato da 3 giorni puoi vederlo solo tu… il notaio fa per guardare e quello nel frattempo cancella tutto.
    Rimanete lì come due cocali ma tu te ne vai anche spennato perchè il notaio comunque ti chiede una parcella.
    Ma sarà possibile sta storia?
    La verità? Abbiamo una politica di m….a e un apparato di giudici che vale sempre meno.
    Le cose che si postano sul web rimangono per almeno 5 anni. Se Facebook vuole operare senza pagare multoni impressionanti deve dare ad un giudice tutte le prove e in poco tempo. Altro che storie!!!!!!!!!

    1. caro Luca hai perfettamente ragione.. Ieri mi sono reccata dai Carabinieri della mia zona perche una persona mi ha acusata di cose mai fatta quindi diffamazione e lui mi ha detto lascia perdere…ma io dico:la mia onesta e immagine? La gente non puo fare quello che le va..senza conttare che la suddeta persona lo fa sempre con chiunque..e io rimango qua con la vergogna e mangiandomi il fegato per cose non vere

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