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Lo sai che? Se l’assegno è scoperto: la quietanza liberatoria del creditore

Lo sai che? Pubblicato il 11 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 novembre 2015

Come evitare il protesto con la quietanza liberatoria: la revoca dell’assegno con il pagamento dell’importo scoperto, interessi, spese e penale del 10%; il fax simile.

La crisi economica incombe, ma anche un semplice momento di difficoltà personale può essere la causa di un assegno scoperto: vediamo insieme una soluzione per evitare altri problemi con la Banca, con il nostro lavoro e con la nostra attività.

Tutti sanno cos’è un assegno bancario, cioè un mezzo di pagamento attraverso il quale il correntista ordina alla propria banca di pagare l’importo in esso previsto a favore di un terzo soggetto. La predetta definizione contiene in se un elemento essenziale di questo strumento: la presenza di fondi disponibili sul proprio conto.

Ebbene, può evidentemente accadere che sia emesso, ma soprattutto portato all’incasso, un assegno bancario privo della cosiddetta provvista, cioè delle somme necessarie a coprirlo sul proprio conto. Tale circostanza non è poco frequente, se pensiamo, ad esempio, alla diffusa pratica commerciale degli assegni post datati e alla ormai costante crisi che caratterizza l’attività imprenditoriale. A ogni buon conto, anche da un’imprevista difficoltà economica può scaturire che l’assegno sia versato dal creditore in assenza della dovuta copertura.

Quando ciò avviene, le conseguenze per il correntista non sono irrilevanti. Nei suoi riguardi, infatti, sarà avviata la procedura di protesto. Se entro sessanta giorni non si provvederà alla revoca del medesimo assegno mediante la copertura dell’importo scoperto, il pagamento degli interessi e delle spese e il pagamento della penale di circa il 10%, la conseguenza sarà l’iscrizione definitiva presso la CAI (Centrale di Allarme Interbancaria).

L’emissione di un assegno emesso e incassato privo della provvista è altresì sanzionata amministrativamente dalla legge con la sanzione pecuniaria da 516,45 a 3.098,74 euro. Se l’assegno supera i 10.329 euro, e in tutti i casi di reiterazione, la sanzione varia da 1.032,92 a 6197,48 euro [1]. È infine comminata la sanzione accessoria consistente nel divieto di emettere assegni per un periodo variabile da due a cinque anni.

Il malcapitato debitore può evitare tutte le sopra indicate conseguenze del protesto pagando direttamente al creditore l’importo dell’assegno scoperto entro sessanta giorni dal termine di presentazione dello stesso. In realtà non è neanche importante sapere come il correntista abbia adempiuto il proprio obbligo: potrebbe averlo fatto in contanti oppure potrebbe esserci stata una transazione tra le parti. Ciò che è necessario è che il creditore lo liberi : questo avviene con la quietanza liberatoria [2].

Con la quietanza liberatoria dell’assegno, la banca ha la prova formale e sostanziale dell’avvenuto pagamento. Con questo documento, il beneficiario dichiara a tutti gli effetti di essere stato soddisfatto. La firma di quest’ultimo deve essere autenticata. A tale riguardo è bene informarsi presso la propria Banca se preferisce sia utilizzato il modulo da essa previsto in tal caso e se predilige l’autentica notarile della sottoscrizione [3].

In ogni caso si tratta di un documento all’interno del quale, il creditore, previamente identificato e consapevole delle responsabilità penali in caso di dichiarazioni mendaci, nella qualità di prenditore dell’assegno bancario in contestazione, afferma di essere stato integralmente pagato e soddisfatto e di non aver altro a pretendere.

La quietanza liberatoria, una volta sottoscritta e autenticata, dovrà essere portata dal correntista alla propria banca o trasmessa alla stessa, chiedendo contestualmente l’archiviazione definitiva del procedimento relativo al protesto avviato a suo carico.

Di seguito un modello di quietanza liberatoria :

Quietanza liberatoria assegno

Il/La sottoscritto/a ………………………………..………., nato a …………………..……..….. il …………………, residente a …………………………………………………, Via …………………………………….……………, nr. …..,

Consapevole delle sanzioni penali, nel caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti, richiamate dall’art. 76 del D.P.R. 445 del 28/12/2000

DICHIARA

quale prenditore dell’assegno nr. ……………..………. pari ad € ……………….….. (euro ………………) emesso in data ………….……, tratto sulla banca ………………….., filiale di ……….………, sul conto corrente nr. ……………………………. intestato a …….………………………………….……………….

di aver ricevuto in data odierna dal Sig. …………….……………, emittente dell’assegno sopra citato, il totale dell’importo facciale ed il pagamento degli interessi, della penale e delle spese di protesto, a norma di quanto previsto dall’articolo 8 della legge del 15 dicembre 1990 nr. 386, di non avere pertanto più nulla a pretendere, rilasciando ampia quietanza liberatoria a favore del medesimo.

Luogo e data

Firma

 

SOTTOSCRIZIONE AUTENTICATA DA PUBBLICO UFFICIALE

Ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. 445/2000 attesto io sottoscritto ……………………… attesto che la sopra riportata sottoscrizione e’ stata apposta in mia presenza, dal dichiarante della cui identità mi sono accertato previa esibizione di …………………………  nr. …………………………….

rilasciato in data …………………. Dal …………………

Luogo e data

Firma…………………

note

[1] Legge 386/90.

[2] Art. 8 Legge 386/90.

[3] Ai sensi della Legge 106/2011 l’autenticazione della sottoscrizione può essere effettuata anche dal funzionario comunale incaricato dal Sindaco, ai sensi dell’art. 21 comma 2 D.P.R. 445/2000.

Autore immagine: 123rf com


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