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DURC

11 novembre 2015 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 11 novembre 2015



Semplificazione amministrativa: durc online e nuova disciplina.

L’art. 38, comma 1, lett. i), del Codice dei contratti pubblici richiede, quale requisito di partecipazione, che il concorrente non abbia commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali ed assistenziali, secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti.

La prova del possesso di tale requisito può essere fornita dall’impresa concorrente mediante dichiarazione sostitutiva, così come per tutti i requisiti, ai sensi del comma 2 dello stesso art. 38. Tale forma di semplificazione istruttoria viene, però, sostituita con il documento unico di regolarità contributiva (DURC), ossia un certificato che «attesta contestualmente il regolare versamento, da parte di un operatore economico, di quanto dovuto per gli adempimenti ai fini pensionistici, l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie derivanti dal lavoro e la cassa edile per i lavori» (CACCIARI).

Si rileva che, nel sistema dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, invero, il DURC deve essere prodotto, oltre che per la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa alla regolarità contributiva, anche: 1. per l’efficacia dell’aggiudicazione del contratto; 2. per la stipula del contratto; 3. per il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori o delle prestazioni di servizi e forniture; 4. per il certificato di collaudo, il certificato di regolare esecuzione, il certificato di verifica di conformità, l’attestazione di regolare esecuzione e il pagamento del saldo finale.

Tale certificato, che ha il valore di una dichiarazione di scienza, attesta il possesso del requisito generale di partecipazione di cui si è detto e la stazione appaltante, che ha l’obbligo di acquisirlo d’ufficio (art. 38, comma 3, D.Lgs. 163/2006; già in precedenza art. 16bis L. 2/2009) è vincolata alle risultanze dello stesso.

L’art. 6 D.P.R. 207/2010, Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice dei contratti pubblici, richiamando la disciplina generale codicistica, prevede l’acquisizione d’ufficio del DURC in corso di validità e rilevante è la previsione, di cui al comma 8 della norma, per la quale il responsabile del procedimento, in caso di DURC irregolare per due volte consecutive, «propone» la risoluzione del contratto con il soggetto affidatario.

Il dovere di acquisizione d’ufficio è anche confermato dall’art. 44bis D.P.R. 445/2000, che prevede che «le informazioni relative alla regolarità contributiva sono acquisite d’ufficio, ovvero controllate ai sensi dell’articolo 71, dalle pubbliche amministrazioni procedenti, nel rispetto della specifica normativa di settore».

La disciplina del DURC è stata oggetto di numerose recenti normative tutte volte a semplificarne la procedura di rilascio e a facilitare i rapporti tra le imprese e le amministrazioni interessate.

Se l’art. 31 D.L. 69/2013, conv. in L. 98/2013 ha stabilito che il documento rilasciato per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha validità di centoventi giorni dalla data del rilascio, in ordine alle modalità di rilascio, l’art. 4 D.L. 34/2014, conv. in L. 78/2014, pur rimettendo la disciplina di dettaglio ad un successivo decreto, prevede “che chiunque vi abbia interesse, compresa la medesima impresa, verifica con modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale la regolarità contributiva nei confronti dell’INPS, dell’INAIL e, per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia, nei confronti delle Casse edili. La risultanza dell’interrogazione ha validità di 120 giorni dalla data di acquisizione e sostituisce ad ogni effetto il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), ovunque previsto, fatta eccezione per le ipotesi di esclusione individuate”.

In attuazione di tale previsione è stato emanato il recente decreto interministeriale 30 gennaio 2015, in virtù del quale a decorrere dal 1° luglio 2015, la verifica della regolarità contributiva nei confronti dell’INPS, dell’INAIL e delle Casse Edili, avviene con modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare.

L’esito positivo della verifica di regolarità genera un Documento denominato “Durc On Line”.

Il Documento, in formato «pdf» non modificabile, denominato “Durc On Line” riporta i seguenti contenuti minimi:

a) la denominazione o ragione sociale, la sede legale e il codice fiscale del soggetto nei cui confronti è effettuata la verifica;

b) l’iscrizione all’INPS, all’INAIL e, ove previsto, alle Casse Edili;

c) la dichiarazione di regolarità;

d) il numero identificativo, la data di effettuazione della verifica e quella di scadenza di validità del Documento.

Una volta prodotto il Durc On Line, il sistema presso il quale la richiesta è stata inoltrata darà notizia via PEC a tutti i richiedenti che il Documento è disponibile e lo stesso, così generato è liberamente consultabile e potrà essere stampato o esportato oltre che dal soggetto che lo ha richiesto anche da chiunque vi abbia interesse. In ogni caso, il Durc On Line potrà essere utilizzato entro il periodo di 120 giorni della sua validità.

Laddove venga rilevata una situazione di irregolarità, ciascuno degli Enti che l’ha rilevata provvede a trasmettere, esclusivamente tramite PEC, all’interessato l’invito a regolarizzare, contenente l’indicazione analitica delle cause che hanno determinato l’irregolarità; l’interessato, avvalendosi delle procedure in uso presso ciascun Ente, entro un termine non superiore a 15 giorni dalla notifica dell’invito, deve regolarizzare provvedendo al versamento delle somme indicate o alla sistemazione delle omissioni contestate.

L’art. 10, comma 3, del decreto stabilisce che tale Documento soddisfa il possesso del requisito indicato all’art. 38, comma 1, lettera i), del Codice dei contratti pubblici e assolve all’obbligo della presentazione della dichiarazione sostitutiva di cui agli artt. 44bis e 46, comma 1, lettera p) del D.P.R. 445/2000 ovunque prevista.

In ragione della particolare rilevanza che tale previsione riveste nella procedura contrattuale, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, con nota n. 62304 del 19 maggio 2015, ha chiarito che continua a permanere, anche con riguardo al nuovo sistema di verifica, la previsione della presentazione della dichiarazione sostitutiva da parte degli operatori economici e delle imprese concorrenti in sede di partecipazione alla gara e che le amministrazioni aggiudicatrici procederanno, sempre a decorrere dal 1° luglio 2015, alla verifica delle dichiarazioni sostitutive con le modalità individuate.

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note

Autore immagine: 123rf com


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