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Sanzioni disciplinari: il giudice non può modificarle

12 novembre 2015


Sanzioni disciplinari: il giudice non può modificarle

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 novembre 2015



Lavoro: il tribunale non può rimodulare l’entità della sanzione applicata dal datore di lavoro, potendo solo confermarla o annullarla.

Nel caso in cui il lavoratore dipendente impugni un provvedimento disciplinare inflittogli dal datore di lavoro, ritenendolo illegittimo, il giudice non ha il potere di modificare l’entità della pena applicata, riproporzionandola in ragione del proprio convincimento. Il magistrato deve limitarsi a convalidare oppure annullare la sanzione comminata dal datore di lavoro verificando che siano state rispettate le regole stabilite dalla legge e dal contratto collettivo che disciplina la materia: regole che, come noto, impongono da un lato l’immediatezza della contestazione rispetto al fatto illecito e, dall’altro lato, la proporzionalità della sanzione.

Nel caso di specie, la Cassazione ha respinto il ricorso di Poste italiane che aveva punito con 4 giorni di sospensione un dipendente che aveva temporaneamente abbandonato il posto di lavoro. La ricorrente aveva chiesto al giudice in subordine di ridurre la sanzione se considerata dai giudici troppo severa.

note

[1] Cass. sent. n. 22150/2015.

Autore immagine: 123rf com

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