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Se paghi in ritardo la bolletta del gas

12 novembre 2015


Se paghi in ritardo la bolletta del gas

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 novembre 2015



Morosità nel pagamento della fornitura gas: sospensione e distacco dell’utenza, come ottenere la riattivazione.

Nel caso di utente moroso nel pagamento della bolletta del gas, la società erogatrice dell’utenza deve inviare una lettera raccomandata semplice in cui gli intima il pagamento entro un termine che non può essere inferiore a 15 giorni (tuttavia, se l’esercente non è in grado di documentare la data di invio della raccomandata, il termine non può essere inferiore a 20 giorni dalla sua data di emissione). In tale lettera è necessario che venga indicato:

  • – il termine ultimo entro cui l’utente deve provvedere al pagamento della bolletta insoluta;
  • – le modalità di comunicazione dell’avvenuto pagamento;
  • – i tempi entro i quali, in presenza di mora, la fornitura di gas può essere sospesa nonché i costi delle eventuali operazioni di sospensione e di riattivazione della fornitura. Detta comunicazione ha valore di costituzione in mora [1].

Tale diffida non è necessaria nei seguenti casi:

  • – accertata appropriazione fraudolenta del bene,
  • – manomissione e rottura dei sigilli dei gruppi di misura
  • – utilizzo degli impianti in modo non conforme al contratto e di necessità di garantire la pubblica sicurezza da fughe di gas.

Se neanche dopo la raccomandata l’utente paga il debito, il fornitore può procedere a una riduzione della potenza della fornitura del gas. Infine si può procedere alla sospensione dell’erogazione.

Interessi

Se la bolletta viene pagata dopo la scadenza indicata sulla stessa, il venditore può richiedere gli interessi di mora, per i giorni di ritardo, a un tasso pari a quello di riferimento fissato dalla BCE aumentato del 3,5%. Se, per esempio, il tasso di riferimento è al 3%, il tasso di mora applicabile ai clienti morosi sarà del 6,5% annuo. Il venditore può richiedere anche il pagamento delle sole spese postali per l’invio del sollecito.

Il cliente buon pagatore, cioè il cliente che nei 2 anni precedenti ha sempre pagato la bolletta entro la scadenza, ovvero il cliente che sia qualificato tale dall’esercente in base a criteri diversi, purché non peggiorativi, per i primi 10 giorni di ritardo deve pagare solo gli interessi legali.

L’esercente può sospendere la fornitura per morosità, dopo il preavviso di cui al n. 3123, e anche senza preavviso nel caso di accertata appropriazione fraudolenta del bene, di manomissione e rottura dei sigilli dei gruppi di misura ovvero di utilizzo degli impianti in modo non conforme al contratto e di necessità di garantire la pubblica sicurezza da fughe di gas.

Quando non si può sospendere la fornitura

L’esercente non può sospendere la fornitura al cliente quando:

  • – l’utente non è stato preavvisato con raccomandata;
  • – la bolletta è stata pagata nella scadenza prevista ma, per una causa non imputabile al cliente, l’incaricato alla riscossione non lo ha ancora comunicato al venditore;
  • – l’importo non pagato è inferiore o uguale al deposito cauzionale. In questo caso il venditore può trattenere la cauzione e addebitare nuovamente la cifra corrispondente al deposito cauzionale nella bolletta successiva;
  • – il mancato pagamento riguarda servizi diversi dalla fornitura di gas (per esempio l’energia elettrica) forniti dalla medesima impresa multiservizio;
  • – la sospensione cadrebbe nei giorni di venerdì e sabato e nei giorni festivi e prefestivi;
  • – il cliente abbia presentato reclamo scritto, relativo alla ricostruzione dei consumi a seguito di malfunzionamento del contatore;
  • – per fattispoecie previste in modo esplicito nel contratto di vendita;
  • – per mancata sottoscrizione del contratto di vendita.

Se la fornitura è stata sospesa o la potenza è stata ridotta per morosità dell’utente nonostante il mancato rispetto dei termini per il ritardato pagamento, l’utente ha diritto all’indennizzo di 20 euro. Se ciò avviene in mancanza del preavviso con raccomandata, l’indennizzo dovuto è di 30 euro.

Riattivazione

Dopo aver pagato l’insoluto, l’utente al quale sia stata sospesa la fornitura può richiedere la riattivazione della stessa. A tal fine egli deve comunicare l’avvenuto pagamento degli importi in sospeso (con le modalità indicate nella raccomandata di sollecito).

Il fornitore è tenuto a riattivarla entro 2 giorni feriali.

Per la riattivazione a seguito di morosità, il fornitore può richiedere il pagamento di un contributo. In caso di riattivazione ritardata, possono essere previsti degli indennizzi automatici.


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