Diritto e Fisco | Articoli

Contributi INPS prescritti non versati dal datore: come recuperarli

12 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 novembre 2015



I contributi Inps prescritti non devono più essere versati dal datore di lavoro, ma possono essere recuperati dal lavoratore o dal pensionato tramite il riscatto dei periodi scoperti.

I lavoratori e i pensionati possono recuperare i contributi Inps prescritti [1] non versati dal datore di lavoro grazie al sistema del riscatto. I contributi relativi ai periodi riscattati sono utili per il diritto e la misura dei trattamenti pensionistici e delle prestazioni previdenziali.

Il riscatto dei periodi privi contribuzione previdenziale obbligatoria copre la lacuna di tutela dei lavoratori e pensionati nei casi di omissione di versamento da parte del datore di lavoro. Per legge, infatti, i contributi prescritti non possono più essere versati [2] e, senza la possibilità di recupero volontario da parte del lavoratore, sarebbero definitivamente persi.

Vediamo come funziona il riscatto, chi può beneficiarne e quando.

Innanzitutto, è possibile riscattare i periodi di lavoro la cui contribuzione obbligatoria è ormai prescritta, se i contributi risultano non versati:

– dal datore di lavoro per attività di lavoro subordinato;

– dal titolare di impresa artigiana o commerciale per i coadiuvanti;

– dal titolare del nucleo coltivatore diretto, colono e mezzadro in favore dei familiari coadiuvanti.

– dagli iscritti alla gestione separata Inps che non siano titolari all’obbligo contributivo.

 

Quali periodi si possono riscattare?

È consentito riscattare i periodi non coperti da contribuzione relativi a:

– corso legale di laurea, lauree brevi e titoli di studio equiparati;

– attività lavorativa svolta all’estero in Paesi non convenzionati;

astensione facoltativa per maternità che si colloca al di fuori del rapporto di lavoro;

– anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;

– attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1.4.1996;

– periodi non lavorati e privi di contribuzione previsti da specifiche disposizioni di legge e comunque successivi al 31.12.1996;

– periodi di lavoro svolto con contratto part time;

periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni;

ulteriori periodi di riscatto previsti da specifiche disposizioni di legge.

 

Chi può chiedere il riscatto?

Possono chiedere il riscatto dei periodi di retribuzione rimasti scoperti i seguenti soggetti:

– i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria;

– iscritti ad una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;

– iscritti alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati;

– iscritti ai fondi speciali gestiti dall’Inps;

superstiti dei lavoratori o dei pensionati deceduti rientranti nelle categorie sopra elencate.

 

Domanda di riscatto e costi

La domanda di riscatto può essere presentata alla sede Inps territorialmente competente per residenza, allegando la documentazione richiesta.

La richiesta di riscatto non è gratuita e richiede il pagamento del cosiddetto onere di riscatto, il cui importo viene comunicato dall’Inps, unitamente a modalità e termini di versamento, nel provvedimento di accoglimento della domanda.

Il pagamento può essere effettuato in unica soluzione, entro 60 giorni dalla data di ricezione del provvedimento, oppure in forma rateale.

Il mancato pagamento dell’importo in unica soluzione o del versamento della prima rata è considerato come rinuncia alla domanda che viene archiviata dall’Inps senza ulteriori adempimenti. Tuttavia è sempre possibile presentare nuova domanda di riscatto.

Se è stato autorizzato il pagamento a rate, in caso di interruzione dei versamenti, viene accreditato un periodo contributivo di durata proporzionale all’importo del capitale versato.

L’ammissione al pagamento rateale è prevista solo se il richiedente non è pensionato e se i contributi riscattati non siano da utilizzare immediatamente per il diritto ad un trattamento pensionistico.

Il pagamento rateale deve essere interrotto (e il residuo onere deve essere pagato in unica soluzione) se, nel corso della rateazione, l’interessato perfeziona il diritto alla pensione e presenta la relativa domanda.

A seguito del pagamento dell’onere di riscatto, i contributi sono da considerare come tempestivamente accreditati e vanno a coprire i periodi ai quali si riferiscono.

note

[1] Si ricorda che I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori si prescrivono per legge in cinque anni. Si applica il termine di prescrizione decennale: – quando sono stati posti in essere atti interruttivi della prescrizione, o avviate procedure di recupero coattivo dei contributi, prima del 1 gennaio 1996 (anno di entrata in vigore della legge che ha ridotto da dieci a cinque il termine di prescrizione); quando il mancato versamento dei contributi è stato denunciato dal lavoratore. prima del 1 gennaio 2006.

[2] Art. 3, c. 9, L. n. 335/1995.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI