Depenalizzazione dei rumori in condominio e della coltivazione di droga

13 Novembre 2015
Depenalizzazione dei rumori in condominio e della coltivazione di droga

Al Consiglio dei Ministri, oggi, oltre a droga, immigrazione e rumori, l’abrogazione di ingiuria, sottrazione di cose comuni, appropriazione di cose smarrite.

 

Il governo deciderà oggi il pacchetto “depenalizzazioni”: sul banco ci sono numerosi reati ritenuti di basso conto che usciranno fuori dall’ambito penale per essere puniti solo con una sanzione amministrativa di tipo pecuniario; per altri, invece, si parla di una sostanziale abrogazione con applicazione di sanzioni punitive di natura civile. Tra i primi rientrano i reati di clandestinità, di mancato rispetto dell’autorizzazione per la coltivazione di piante da cui ricavare sostanze stupefacenti e le immissioni di rumori oltre la normale tollerabilità che provocano disturbo al riposo delle persone.

La decisione spetterà al Consiglio dei ministri che si riunirà questa mattina: all’esame ci sono due decreti legislativi che, in esecuzione della delega ottenuta dal Parlamento [1], disciplinano il passaggio a illeciti amministrativi di una nutrita serie di reati contenuti nel Codice penale e in leggi speciali. In particolare si prevede:

– una generale di depenalizzazione di tutti i reati attualmente sanzionati da leggi speciali con la pena pecuniaria: i reati sono stati riuniti in tre gruppi puniti con multa o ammenda non superiore nel massimo a 5000 euro il primo, a 20.000 euro il secondo, superiore a 20.000 euro il terzo. Ad essi corrisponderà una sanzione pecuniaria amministrativa compresa, rispettivamente, tra 5.000 e 10.000 euro, tra 5.000 e 30.000, infine tra 10.000 e 50.000.

– una depenalizzazione di reati previsti dal codice pensale indicati in maniera espressa. Tra questi ultimi, per esempio, ci sono gli atti osceni e quelli contrari alla pubblica decenza, le pubblicazioni e gli spettacoli osceni, il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, l’abuso della credulità popolare, le rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive.

Per essi le sanzioni varieranno in questo modo:

– sanzione amministrativa da 5.000 a 15.000 euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a sei mesi;
– sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a un anno;
– sanzione amministrativa da 10.000 a 50.000 euro per i delitti e le contravvenzioni puniti con una pena detentiva superiore a un anno.

una totale abrogazione di alcuni reati, che non saranno puniti neanche con sanzioni amministrative, ma solo con sanzioni di tipo civile. Si parla di ingiuria, sottrazione di cose comuni, appropriazione di cose smarrite: per tali illeciti, se commessi dolosamente, scatterà a carico del responsabile un obbligo, oltre che alle restituzioni e al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, a norma delle leggi civili, anche al pagamento della sanzione civile pecuniaria stabilita dalla legge.

La decisione dell’Esecutivo si presenta tutt’altro che agevole. L’opposizione, infatti, cavalca un cavallo di matrice fortemente ideologica, contrario alla depenalizzazione. Di parere opposto è il Ministro della Giustizia: Orlando, la scorsa estate, si era già sbilanciato in parlamento a favore dell’opportunità di cancellare tali reati, specie quello di clandestinità.

note

[1] Legge n. 67 del 2014.

Autore immagine: 123rf  com


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