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Lo sai che? Fisco e cittadini: la figura del Garante del contribuente

Lo sai che? Pubblicato il 13 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 novembre 2015

Rapporti tra Agenzia delle Entrate, amministrazione finanziaria e contribuenti: le denunce al Garante del Contribuente, il modello con il fac simile per la segnalazione.

Per migliorare il difficile rapporto tra cittadini e burocrazia fiscale è stata istituita la figura del “Garante del contribuente”. Trattasi di un organo istituito presso ogni Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate con funzioni di tutela del cittadino e di mediazione con l’Amministrazione finanziaria.

In calce il fac-simile della segnalazione al Garante.

 

Il ruolo del “Garante del Contribuente”.

Tra le diverse figure di Garanti presenti nel nostro ordinamento, lo Statuto del contribuente [1] ha previsto l’istituzione del “Garante del contribuente”: un organismo di tutela delle ragioni dei cittadini che si ritengono lesi da comportamenti illegittimi del Fisco, o da atti o prassi che appaiono non conformi ai principi di collaborazione e buona fede che si vorrebbero alla base di una moderna e leale dialettica tra Pubblica amministrazione e cittadini.

In pratica il Garante verifica, attraverso accessi agli uffici ed esame della documentazione, le irregolarità, le disfunzioni e le eventuali scorrettezze dell’attività fiscale segnalate dai contribuenti.

Il Garante è competente riguardo ai reclami relativi a qualsiasi tipo di tributo (sia per imposte dirette che indirette) come anche per i tributi locali (ad esempio quelli sugli immobili), ponendosi al fianco dei cittadini-contribuenti nei casi di presunte irregolarità commesse da parte dell‘Amministrazione finanziaria nei loro confronti.

Il legislatore ne ha previsto l’istituzione presso ogni Direzione Regionale delle Entrate e delle Province autonome di Trento e Bolzano, confermando, in tal modo, la funzione di collegamento più immediato tra il cittadino e gli uffici tributari locali. I relativi recapiti sono rinvenibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Una conseguenza di ciò è, secondo molti, la mancanza di una autorità centrale di collegamento e coordinamento tra i singoli Garanti, con il rischio di non renderne uniforme l’azione sull’intero territorio nazionale e di tutelare il contribuente in modo differente da una regione all’altra. Tanto è vero che i Garanti presenti nelle varie Regioni hanno costituito un Comitato di coordinamento per tentare di uniformare gli indirizzi e le prassi.

 

Funzioni del Garante. L’autotutela

Il Garante non è un organo di amministrazione attiva, non potendo emanare atti che incidono direttamente sulle questioni sottoposte al suo esame. Esso non dispone, inoltre, del potere di annullare o revocare atti dell’Amministrazione, né del potere di sostituirsi ad essa. È questo il limite principale di questa figura che, a tal proposito, non è in condizione di dare risposte dirette ed immediate alle ingiustizie segnalate da chi vi si rivolge.

Dalle disposizioni che ne disciplinano le funzioni, comunque, è possibile individuare due ipotesi principali di intervento.

La prima consiste in un’attività istruttoria sugli atti relativi alle ipotesi segnalate dal cittadino, ovvero nella richiesta di documenti o chiarimenti agli Uffici competenti allo scopo di rendere chiaro e corretto il rapporto con il Fisco.

La seconda ipotesi di intervento, quella sicuramente più incisiva, invece, concerne il potere di attivazione delle procedure di autotutela; potere esercitabile dal Garante relativamente agli “atti amministrativi di accertamento o di riscossione notificati al contribuente”.

Come è noto, l’esercizio dell’autotutela è previsto ed anzi a volte prescritto, all’organo che ha emanato l’atto ritenuto illegittimo e solo in caso di grave inerzia la competenza è avocata dalla competente Direzione Regionale, ovvero all’Organo sovraordinato.

In sostanza il Garante è legittimato a promuovere e ad intervenire presso l’Ufficio affinché venga adottato il relativo provvedimento di autotutela, in presenza, ovviamente, delle condizioni stabilite dalla legge. Non può, però, d’ufficio, emettere atti di annullamento in sostituzione degli Uffici dell’Amministrazione finanziaria.

L’intervento ha il valore di un sollecito “qualificato” dal quale nasce l’obbligo di procedere almeno al riesame dell’atto in precedenza adottato.

Tra i poteri del Garante è, inoltre, previsto quello di rivolgere raccomandazioni ai dirigenti degli Uffici per la tutela del contribuente e la migliore organizzazione dei servizi.

Il Garante, infine, segnala i casi nei quali può essere esercitato il potere ministeriale di rimessione in termini dei contribuenti colpiti da eventi di forza maggiore, o di sospensione o differimento degli adempimenti tributari nelle ipotesi di circostanze eccezionali ed imprevedibili.

Al termine dell’attività svolta a seguito della segnalazione, il Garante ne comunica l’esito alla Direzione regionale o al comando di zona della Guardia di finanza competente nonché agli organi di controllo, mettendone a conoscenza anche l’autore della segnalazione.

Uno strumento inutile?

Il limite di queste funzioni, come detto, è di non potersi sostituire agli uffici dell’Amministrazione finanziaria o degli enti locali nell’adozione degli atti di loro competenza ovvero nella rimozione degli atti che siano stati ritenuti viziati.

L’intervento del Garante del Contribuente potrebbe però innescare una proficua reazione verso best practies in linea con i moderni orientamenti sul rapporto tra Fisco e cittadini. Orientamenti consacrati nello stesso Statuto del contribuente, che all’art. 10 stabilisce che i rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede.

L’effetto più interessante, anche se privo di sanzione è, comunque, quello di promuovere un ripensamento da parte dell’autorità impositrice sulla base di un preliminare giudizio di fondatezza della lamentela, preceduto da un’istruttoria della vicenda attraverso l’acquisizione degli atti necessari.

Una delle carenze legislative segnalate a questo proposito è, peraltro, la mancanza di termini prestabiliti per la risposta sia da parte del Garante, che da parte dell’ente impositore.

 

Come segnalare un fatto fiscale ingiusto?

Al Garante si può rivolgere per iscritto (in carta libera) qualsiasi contribuente, inviando un’istanza contenente i propri dati anagrafici e il codice fiscale e segnalando eventuali disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative anomale o irragionevoli o qualsiasi altro comportamento suscettibile di pregiudicare il rapporto di fiducia tra i cittadini e l’Amministrazione finanziaria.

Sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate sono presenti tutti i recapiti dei Garanti di ciascuna Regione.

[1] Decreto del Presidente della Repubblica – 26/04/1986, n.131 – ART. N.57

FAC-SIMILE DI SEGNALAZIONE AL GARANTE DEL CONTRIBUENTE

Al Garante del Contribuente per la Regione ___________Via ___________

Città __________

Il sottoscritto/a _________________ nato/a ___________   (Prov.____) il __________e residente in ___________________________ (Prov. _____) via/piazza ______________ n. ____ cap __________ telefono _____________________ fax __________________ email ___________________­­­______ (Codice fiscale: ______________), espone quanto segue:

Con Avviso di accertamento N. ______ del _____ notificato in data __________ l’Agenzia delle Entrate di ______________ ha contestato la violazione delle norme fiscali in materia di ____________ ritenendo che

______________________

Tale avviso di accertamento appare chiaramente viziato in quanto _____________________

La palese illegittimità dell’atto, peraltro assunto sulla base di un costante orientamento della medesima Agenzia, oltre che da una interpretazione corretta delle norme di legge, si pone in contrasto anche con la prassi seguita da numerose altre Agenzie ( Si veda: ___________________ ),

Il sottoscritto, pertanto,

C H I E D E

l’intervento di Codesta Autorità di garanzia ai sensi dell’art. 13 della legge n. 212/2000 come modificato dalla legge n. 289/2002 affinchè, acquisita la documentazione necessaria e svolta l’istruttoria ritenuta utile, venga disposto nei confronti dell’Agenzia delle Entrate di _____________ il riesame in autotutela dell’atto impositivo, mediante applicazione degli indirizzi scaturenti dalle norme vigenti e dalle prassi della maggior parte delle altre Agenzie.

Si allegano i seguenti documenti:

1) Avviso di accertamento;

2) ________________________ ;

3) ________________________;

4) Copia documento di identità

Luogo e data __________________                            Firma (leggibile) __________

note

Autore immagine: 123rf com


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