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Docenti: aspettativa senza assegni e incarichi dirigenziali all’ASL

14 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 novembre 2015



Per quanti anni il dirigente scolastico può concedere ad un docente di ruolo l’aspettativa senza assegni, per svolgere altra attività lavorativa e, precisamente, un incarico dirigenziale presso un’azienda sanitaria, con contratti di durata annuali o biennali?

 

ASL e aziende ospedaliere possono concludere contratti a tempo determinato per l’attribuzione di incarichi di natura dirigenziale con esperti di provata competenza, in possesso del diploma di laurea e di specifiche capacità professionali. Questi contratti possono essere conclusi anche con personale in forza presso altre amministrazioni e con docenti, che chiederanno quindi – con riguardo alle loro ordinarie attività – la collocazione in aspettativa.

La legge [1] consente alle aziende sanitarie e ospedaliere di riservare nel loro organico alcuni posti a carattere dirigenziale a personale esterno, da assumersi con contratto a tempo determinato di durata annuale o biennale.

La medesima legge dispone in particolare che, per il periodo di durata del contratto, i dipendenti di pubbliche amministrazioni siano collocati in aspettativa senza assegni con riconoscimento dell’anzianità di servizio.

Ciò significa che, qualora venga affidato un incarico dirigenziale ad un dipendente pubblico, normalmente in forza presso altra amministrazione, questo dovrà essere collocato in aspettativa senza assegni (e cioè senza retribuzione) per tutta la durata dell’incarico dirigenziale attribuito (quindi per 1 o 2 anni), con riconoscimento però dell’anzianità di servizio.

La collocazione in aspettativa con privazione di assegni viene infatti disposta in quanto il dipendente pubblico lascerà temporaneamente l’incarico ordinariamente svolto e quindi, non esercitandolo, non avrà diritto di percepire il relativo compenso. Diversamente il dipendente verrebbe retribuito due volte: sia per l’incarico che temporaneamente lascia, sia per l’incarico dirigenziale temporaneamente acquisito.

L’anzianità di servizio continuerà invece a maturare poichè il pubblico dipendente presterà comunque servizio, sebbene come dirigente.

I predetti contratti possono essere conclusi anche con docenti in possesso di diploma di laurea e particolari capacità tecnico-professionali, i quali dovranno, per il periodo di durata del contratto chiedere al dirigente scolastico la collocazione in aspettativa senza assegni.

In materia sembrano però scontrarsi le previsioni della legge [1] con quanto prevede il tema di aspettativa il CCNL Scuola.

La prima legge, infatti, non pone limiti alla possibilità di concludere successivi contratti con ASL e aziende ospedaliere, mentre il CCNL Scuola [2] limita la possibilità di ottenere l’aspettativa per lo svolgimento di altro lavoro ad un anno scolastico e non consente di richiederla più di una volta in tutta la carriera di insegnante.

Quale disciplina prevale?

Secondo i principi generali, il contratto collettivo deve ritenersi gerarchicamente subordinato alla legge: in altre parole la legge prevale sempre sulle previsioni del contratto collettivo, tranne nel caso in cui queste ultime siano più favorevoli per il lavoratore.

Tale prevalenza viene confermata anche dalle norme che disciplinano specificamente il pubblico impiego [3], le quali specificamente stabiliscono che la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali deba essere disciplinata dalla legge e non dai contratti collettivi.

Ciò considerato, il docente può chiedere ed ottenere la collocazione in aspettativa senza assegni, ma con mantenimento dell’anzianità di servizio, per lo svolgimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato presso una ASL potenzialmente per tutta la durata della sua carriera di insegnante.

note

[1] Art. 15-septies, D.Lgs. 502/92

[2] Art. 18, CCNL Scuola

[3] Art. 40, D.Lgs. 165/2001

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