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Le Guide L’assegno al nucleo familiare: come funziona

Le Guide Pubblicato il 14 novembre 2015

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Assegno al nucleo familiare: a chi spetta, quando spetta, quanto spetta, come richiederlo.

 

L’assegno per il nucleo familiare, siglato come ANF, è un assegno che viene erogato a carico dell’INPS, ma anticipato dal datore di lavoro, ogni mese, in busta paga. Gli assegni spettano anche ai pensionati presso gestioni dell’Inps, ed a chi fruisce di ammortizzatori sociali, come disoccupazione o Cassaintegrazione.

La funzione dell’ANF è quella di sostenere le famiglie formate da più persone, con redditi compresi entro una certa soglia: l’ammontare è differente a seconda del numero dei componenti e della loro particolare situazione (disabili, minori, ecc.).

L’ANF è finanziato grazie al pagamento, da parte dei datori di lavoro, di un contributo chiamato Cuaf (che si versa unitamente alla contribuzione mensile obbligatoria).

Assegno al nucleo familiare: a chi spetta

L’Anf, nel dettaglio, spetta ai seguenti soggetti:

lavoratori dipendenti;

– lavoratori dipendenti agricoli;

lavoratori domestici;

– lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps;

– titolari di pensioni a carico del FPLD (fondo pensioni lavoratori dipendenti), nonché di fondi speciali ed Enpals;

– titolari di prestazioni previdenziali;

– lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

Assegno al nucleo familiare: come richiederlo.

L’assegno deve essere domandato direttamente al datore di lavoro, compilando il modulo SR 16 ANF/DIP. La domanda va presentata per il primo anno di fruizione, e successivamente entro il 30 giugno di ogni anno.

In tale modulo devono essere indicati i seguenti elementi:

componenti del nucleo familiare;

– ammontare dei redditi del nucleo;

– assenza di altro ANF o di altro trattamento di famiglia.

Ogni variazione nei componenti del nucleo deve essere segnalata entro 30 giorni.

Autorizzazione Anf

Qualora siano presenti situazioni particolari, come coniugi separati o divorziati, o genitori conviventi non coniugati, per inserire determinati familiari nel nucleo l’Inps dovrà rilasciare un’apposita autorizzazione, denominata ANF 43, che andrà richiesta presentando il modello di domanda ANF 42.

In particolare, l’autorizzazione dell’Inps è necessaria per inserire i seguenti soggetti:

– familiari residenti all’estero;

fratelli, sorelle e nipoti;

– figli di genitori divorziati o separati legalmente (propri o del coniuge), figli nati fuori del matrimonio riconosciuti dall’altro genitore, oppure figli dell’altro coniuge nati da precedente matrimonio sciolto per divorzio;

– figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti, per i nuclei familiari numerosi;

nipoti minori a carico del nonno o della nonna richiedente;

– familiari maggiorenni inabili a proficuo lavoro e minorenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età (in assenza di certificazione sanitaria);

La domanda di autorizzazione deve essere richiesta all’INPS esclusivamente tramite uno dei seguenti canali:

sito web dell’Inps, accedendo, col proprio Pin, alla sezione Servizi per il Cittadino, Domande di prestazioni a sostegno del reddito;

Contact center, chiamando il numero verde INPS 803 164;

patronato.

Assieme alla domanda dovranno essere presentati i documenti attestanti la situazione di fatto del richiedente, che andranno spediti tramite raccomandata o presentati allo sportello, se contenenti dati non autocertificabili.

Assegno al nucleo familiare, come si calcola il reddito

Il reddito familiare da considerare, quale base per calcolare l’ANF spettante, è la somma dei redditi complessivi conseguiti dai componenti del nucleo familiare; il periodo di riferimento è costituito dall’anno solare precedente rispetto all’anno di presentazione della domanda.

Considerando che il periodo di spettanza dell’ANF parte dal primo luglio sino al 30 giugno dell’anno successivo, qualora una richiesta sia presentata, per esempio, per il periodo da gennaio 2015 a giugno 2015, si dovrà considerare il reddito del 2013, perché la domanda si considererà presentata con riferimento al primo luglio 2014.

Il reddito complessivo deve essere composto da redditi da lavoro dipendente o assimilabili per almeno il 70% (è escluso dalla disposizione, ovviamente, l’assegno spettante ai pensionati).

Devono essere computati, per quantificare l’assegno, i seguenti redditi:

– redditi assoggettabili all’Irpef;

– redditi di qualsiasi tipologia, redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte superiori a 1.032,91 Euro annui.

Sono, invece, esplicitamente esclusi:

ANF;

TFR ed anticipazioni;

– rendite vitalizie INAIL;

– parte non tassabile dell’indennità di trasferta;

pensioni di guerra e privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva per infortunio;

indennità di accompagnamento e di frequenza, indennità ai ciechi parziali ed ai sordi prelinguali.

Assegno al nucleo familiare: a quanto ammonta

L’importo dell’assegno è determinato dal datore di lavoro (direttamente dall’inps, nelle casistiche particolari) in base al reddito ed alla composizione del nucleo familiare, secondo quanto indicato in apposite tabelle, reperibili sul sito dell’Inps.

Le tabelle sono suddivise, in base alla composizione del nucleo familiare, in questo modo:

Tabella 11: riguarda i nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)

Tabella 12: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)

Tabella 13: riguarda i nuclei con solo minori non inabili;

Tabella 14: riguarda i nuclei con entrambi i genitori, senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile, oppure con almeno un figlio minore e almeno un componente inabile;

Tabella 15: riguarda i nuclei co un solo genitore e almeno un figlio minore (e almeno un componente inabile), oppure senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile;

Tabella 16: riguarda i nuclei orfanili con almeno un minore e almeno un inabile;

Tabella 19: riguarda i nuclei orfanili con solo maggiorenni inabili;

Tabella 20 A: riguarda i nuclei con entrambi i coniugi e senza figli ed almeno un fratello, sorella o nipote inabile;

Tabella 20 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli (e almeno un fratello, sorella o nipote inabile);

Tabella 21 A: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote senza componenti inabili;

Tabella 21 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, senza componenti inabili;

Tabella 21 C: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);

Tabella 21 D: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, nei quali solo il richiedente è inabile.

Per quantificare l’assegno, il datore dovrà poi individuare la fascia di reddito familiare ( da Euro Tot. A Euro Tot.) tramite la tabella prescelta, con riguardo alla colonna riportante il numero dei componenti della famiglia.

Assegno al nucleo familiare: riduzione dell’importo

L’importo dell’Anf è frazionato se:

– la retribuzione è corrisposta con periodicità inferiore al mese;

– il contratto è iniziato o cessato nel corso del mese;

– il lavoratore ha un part time verticale o misto (in questo caso, si avrà riguardo alle giornate di effettivo lavoro, a meno che le ore di lavoro prestate nel mese siano superiori a 24).

Assenze che danno diritto all’Assegno al Nucleo Familiare

L’ANF spetta, oltre che per l’effettiva attività di lavoro, anche per le seguenti ipotesi di assenza, se il rapporto di lavoro è iniziato da almeno una settimana:

congedo matrimoniale;

cure termali, se il periodo è coperto dall’indennità di malattia o da un diverso trattamento a carico dell’INPS;

ferie e festività, escluse le domeniche, compresi i festivi soppressi, se non lavorati e retribuiti;

maternità, congedo parentale, assenza per malattia del bambino;

infortunio sul lavoro e malattia professionale, per massimo tre mesi, se inabilità temporanea;

integrazioni salariali (Cig, Cigs, Solidarietà), interamente anche per i periodi a zero ore;

malattia, sino a 180 giorni in un anno solare;

licenziamento illegittimo, in caso di sentenza di reintegra;

– permessi e aspettative per cariche pubbliche e sindacali (sarà conferito direttamente dall’Inps);

permessi Legge 104 (per assistenza ai portatori di handicap);

preavviso non lavorato, per un massimo di 3 mesi;

sciopero, solo se retribuito;

sospensione per motivi disciplinari, se retribuita;

assenza ingiustificata.

note

Autore immagine: 123rf com


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8 Commenti

  1. salve volevo un chiarimento sono sposato con moglie e 2 figli a carico nel 2014 ho fatto un reddito di mobilità di 1.137 euro poi ho fatto un lavoro come prestazione lavoratore arte proffestinista abituale di euro 6954 senza partia iva da giugno 2015 ho trovato un lavoro come collaboratore domestico. da sottolineare che ho moglie e figlia minore con invalidità volevo un chiarimento posso chiedere gli a.n.f. dell anno 2015. grazie distinti saluti

  2. Salve, volevo sapere se a mia moglie spettano gli assegni familiari visto che nel febbraio 2015 sono stato licenziato,fatto domanda ho percepito 10 mesi di disoccupazione (fino a gennaio 2016)e da allora sono disoccupato.In famiglia siamo in quattro io mia moglie e due ragazzi uno maggiorenne ,e uno minorenne e gli unici assegni familiari che che percepisce sono quelli del minore (42 euro mensile).In questa situazione cosa mi spetta. Vi ringrazio anticipatamente Cesare Bitondo

  3. Salve. Mi sono accorto dopo due anni che non mi venivano erogati gli ssegni familiari che mi spettavano, ovvero mi sono stati erogati ma con importo errato. Dopo aver consultato la tabella i un CAF per capre a quanto avevo diritto, ho un bel pò di arretrati da recuperare degli ultimi due anni. Il fatto è che il datore di lavoro non è stato chiaro nell’aiutarmi nella compilazione, facendomi percepire un assegno di appena 26 euro quando me ne speterebbero 137,50 secondo la tabella inps con 1 figlio a carico e un reddito complessivo inferiore ai 14.383,37 euro. Posso dunque recuperare gli arretrati? ovvero si possono recuperare gli arretrati di assegni familiari già erogati con importo errato non corrispondente a quanto spettava?

    1. Certamente, presenti nuovamente al datore il modellino Anf Dip ed anche il conteggio, vedraà che saranno erogati

  4. Scusate mio marito in busta paga non prende gli assegni del nucleo familiare abbiamo due minori il datore di lavoro non li vuole anticipare .ma noi possismo chiederlu direttamente all inps senza dar conto al suo datore?

  5. Save sono dipendente di una ditta posso fare assegno familiare il reddito di 2016 per lavoro otonomo come fare la domanda? , Grazie

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