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Lo sai che? Come smaltire i toner e le cartucce della stampante?

Lo sai che? Pubblicato il 13 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 novembre 2015

Smaltimento di toner e cartucce esauste di fax e stampanti: come deve fare il cittadino e come fare le aziende e i titolari di partita iva.

Il toner e le cartucce inkjet della stampante, concluso il loro ciclo vitale, vengono dette “esauste” e sono considerate un rifiuto speciale (pericoloso o non pericoloso, in base alla loro composizione) dal Testo Unico ambientale [1]. Dove e come devono essere smaltite dal cittadino? Trattandosi di rifiuto speciale, non possono essere collocati in uno dei bidoncini che abbiamo in casa, magari nella plastica o nell’indifferenziata, né possono essere riversati nei cassonetti presenti in strada, come fossero un rifiuto ordinario. Ecco le possibili alternative:

isola ecologica: si tratta di un centro di raccolta allestito dal Comune in apposita area, in cui i cittadini possono portare quei rifiuti che non possono essere smaltiti tramite il normale sistema di raccolta, come i cosiddetti “ingombranti” (ad esempio, i mobili o gli elettrodomestici) e quelli speciali, come toner e cartucce;

– specifici contenitori predisposti dal Comune presso enti pubblici, banche, assicurazioni, che periodicamente da parte di un gestore o di una ditta privata incaricata. Tale metodologia di raccolta non è tuttavia presente in ogni Comune;

– centri Eco Store: sono dei negozi che consentono di portare le vecchie cartucce e comprare le nuove; effettuano inoltre il servizio di ricarica delle cartucce, eliminando il problema di doversene disfare. Eco Store è presente in tutta Italia con più di 300 punti vendita.

Lo smaltimento per le aziende e i titolari di partita iva

La responsabilità dello smaltimento del rifiuto ricade su chi lo produce. Il toner è una polvere finissima utilizzata nelle stampanti, fotocopiatrici e fax, presente all’interno della cartuccia. In base al tipo di polvere utilizzata, il toner esaurito e le cartucce vengono classificate come rifiuto speciale pericoloso o un rifiuto speciale non pericoloso. Questa differenza determina degli obblighi di legge e delle modalità di smaltimento diverse. Come si fa a capire se la cartuccia e il toner in nostro possesso sono rifiuti pericolosi o non pericolosi? Da un codice identificativo (detto codice CER) che il produttore del toner deve indicare in apposita certificazione allegata al prodotto. Secondo la normativa vigente, esistono due diversi codici CER per i toner esausti [2]:

– 08 03 17* toner per stampa esauriti contenenti sostanze pericolose;

– 08 03 18 toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 17.

Rifiuti speciali non pericolosi

Il toner esausto e le cartucce esaurite devono essere conservati in un appositi contenitori detto ecobox, destinati a contenere esclusivamente questo tipo di rifiuto. Ciascuna azienda deve avere i propri contenitori, che saranno svuotati almeno una volta l’anno tramite una ditta specializzata nello smaltimento e/o il recupero di questi materiali.

Rifiuti speciali pericolosi

– È obbligatoria l’iscrizione al Sistri (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti).

– È necessario allestire un deposito temporaneo in azienda con accesso limitato solo al personale autorizzato.

– Bisogna richiedere il registro di carico e scarico presso la Camera di Commercio competente per territorio. Tale registro è un documento sul quale l’azienda o il titolare di partita iva devono annotare i movimenti dei rifiuti speciali pericolosi prodotti. Deve essere compilato entro 10 giorni dalla produzione del rifiuto e comunque prima dell’avvio delle operazioni di trasporto, e conservati per i 5 anni successivi.

– È necessario, quindi, contattare un trasportatore di rifiuti autorizzato, che ritirerà i rifiuti e compilerà il FIR (formulario identificativo del rifiuto [3] ) in 4 copie. Una copia del formulario deve rimanere presso l’azienda e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una all’azienda che ha prodotto i rifiuti.

– Il produttore del rifiuto deve inoltre compilare il MUD (modello unico di dichiarazione ambientale) in cui tiene traccia dei movimenti dei rifiuti prodotti, da presentare alla Camera di Commercio entro il 30 aprile di ogni anno.

Il FIR, il MUD e i registri di carico e scarico sono gli strumenti che, più in generale, vengono utilizzati per il controllo dei rifiuti speciali.

note

[1] TU ambiente, d.lgs. n. 152/06, parte IV, allegato D.

[2] TU ambiente, d.lgs. n. 152/06, parte IV, allegato D.

[3] D.m. n. 145/98.


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