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Lo sai che? Affitto: dopo quante mensilità di arretrato posso essere sfrattato?

Lo sai che? Pubblicato il 15 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 novembre 2015

Sono in affitto e indietro di una sola mensilità con il canone di locazione: il padrone di casa mi ha detto che mi può sfrattare già solo per questo; è vero?

 

In caso di inadempimento nel pagamento del canone di locazione, da parte dell’inquilino, il locatore (ossia il padrone di casa) può procedere alla intimazione di sfratto per morosità: una procedura abbreviata rispetto ai normali giudizi, che gli consente non solo di buttare via di casa il conduttore, ma anche di ottenere una ingiunzione di pagamento per tutti gli arretrati.

La condizione essenziale per procedere allo sfratto, tuttavia, è che il contratto di locazione sia scritto e registrato (diversamente si potrà procedere solo con il procedimento ordinario, per come descritto in “Lo sfratto dell’inquilino senza contratto”).

Di norma, il contratto di affitto (o meglio, di locazione) indica, in apposita clausola, il numero di mensilità insolute oltre il quale il padrone di casa ha diritto ad adire il giudice per ottenere lo sfratto. Tuttavia, in caso di mancata indicazione, i termini per adempiere sono estremamente stretti. In particolare:

– per le locazioni ad uso abitativo, anche il semplice inadempimento di una sola mensilità può far scattare lo sfratto; in ogni caso devono inoltre essere decorsi 20 giorni dalla scadenza della mensilità per poter procedere giudizialmente [1];

– per le locazioni ad uso diverso o commerciale, non ci sono regole speciale, ma valgono quelle previste, per tutti i contratti, dal codice civile [2]; in pratica, la risoluzione del contratto è possibile solo in presenza di un inadempimento “grave” che deve essere valutato di volta in volta dal giudice; ad esempio, l’importanza può essere desunta dall’interesse del locatore all’esatto e tempestivo pagamento, dalla volontà manifestata dai contraenti, dalla natura e finalità del rapporto [3].

Il contratto potrebbe contenere anche la cosiddetta clausola risolutiva espressa: si tratta di una previsione con cui le parti si accordano, sin dall’inizio della locazione, che, al mancato pagamento di una o più mensilità, il contratto di intenderà automaticamente risolto, senza neanche bisogno dell’intervento del giudice (il quale, a questo punto, sarà necessario solo per attivare la procedura esecutiva dello sfratto, con l’ufficiale giudiziale).

note

[1] Artt. 5 e 55 L. 392/78.

[2] Art. 1455 cod. civ.

[3] Trib. L’Aquila sent. del 6.03.2012.

Autore immagine: 123rf com


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