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Nel giudizio di sfratto anche senza l’avvocato

15 Novembre 2015
Nel giudizio di sfratto anche senza l’avvocato

Sono stato citato a un’udienza per lo sfratto e vorrei costituirmi solo per far rilevare al giudice che ho pagato tutti gli importi dovuti: ho bisogno di un avvocato?

Premettiamo innanzitutto che, qualora il conduttore (ossia l’inquilino) paghi tutti gli arretrati prima dell’ordinanza di convalida dello sfratto, egli evita la risoluzione del contratto di affitto e, quindi, anche lo stesso sfratto.

In secondo luogo, il conduttore intimato può stare in giudizio personalmente, ossia non ha bisogno dell’assistenza di un avvocato; questo, almeno, per quanto riguarda tutte le attività relative alla fase sommaria del procedimento (la cosiddetta convalida di sfratto), dalla semplice partecipazione in udienza, all’opposizione alla convalida, alla richiesta di un termine per la sanatoria (pagamento) della morosità intimata (cosiddetto termine di grazia). Nel caso di specie, dunque, l’inquilino potrà presentarsi in giudizio, con un breve scritto difensivo, allegando le prove del pagamento, e così potrà far estinguere il giudizio per sfratto.

L’assistenza di un avvocato difensore diventa invece obbligatoria nel caso in cui l’inquilino proponga opposizione e nel momento in cui si apre la seconda fase del procedimento, quella cioè ordinaria, con la causa vera e propria. Si pensi all’ipotesi in cui l’inquilino, a giustificazione del proprio inadempimento, sostenga che l’inadempimento è stato dovuto al fatto che l’immobile era divenuto inservibile all’uso, perché vi pioveva dentro, costringendolo pertanto ad andare via di casa. In tal caso, si apre un giudizio cosiddetto “di merito” per accertare la fondatezza delle rispettive ragioni. Ebbene, in tale fase è necessaria la presenza dell’avvocato.


note

Autore immagine: 123rf com


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