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Scheda carburante: guida sulla detrazione fiscale

15 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 novembre 2015



Detrazioni fiscali sull’acquisto di carburante, IVA, modello, caratteristiche dell’automobile: una guida pratica.

 

Il Fisco offre a imprese e lavoratori autonomi l’opportunità di detrarre dal reddito le spese per il carburante: per poter esercitare il diritto alla detrazione la scheda carburante deve possedere, oltre a requisiti di forma anche diversi elementi sostanziali. Vediamoli insieme.

La legge stabilisce che gli acquisti di carburante per autotrazione, effettuati presso i distributori da parte dei soggetti IVA (Imprese e Lavoratori autonomi), devono essere documentati da un’apposita documento denominato “scheda carburante”. L’obbligo della compilazione di tale documento rileva sia ai fini IVA – in quanto dalla sua regolare redazione dipende l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto – sia ai fini della deduzione del costo di acquisto in relazione all’imposizione diretta.

La scheda deve essere redatta, in conformità ad un modello ministeriale per ciascun veicolo a motore utilizzato nell’esercizio dell’attività d’impresa o della professione, che risulti intestato ovvero posseduto a vario titolo (locazione finanziaria, noleggio, comodato ecc.).

La scheda compilata con cadenza mensile o trimestrale e deve contenere:

– gli estremi di individuazione del veicolo, vale a dire casa costruttrice, modello, numero di targa o di telaio;

– la ditta, denominazione o ragione sociale ovvero cognome e nome;

– il domicilio fiscale;

– il numero di partita IVA.

Ad ogni rifornimento, l’addetto all’impianto di distribuzione deve indicare, anche con apposito timbro:

– la denominazione o la ragione sociale ovvero il cognome e nome dell’esercente l’impianto.

– l’ubicazione dell’impianto;

– la data in cui viene effettuato il rifornimento;

– l’ammontare del corrispettivo al lordo dell’IVA.

L’addetto deve poi verificare la corrispondenza della scheda al veicolo da rifornire e deve apporre la propria firma per convalida.

Non deve essere indicato il tipo o la quantità del carburante erogato.

 

È fatto divieto ai gestori di impianti stradali di distribuzione di carburanti per autotrazione di emettere per la cessione di tali prodotti la fattura.

La fattura deve essere emessa invece per gli acquisti di carburante effettuati:

– dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali, dagli istituti universitari e dagli enti ospedalieri, di assistenza e beneficenza;

– dagli autotrasportatori di cose per conto terzi.

Una volta terminato il periodo di utilizzo della scheda (mensile o trimestrale), si deve annotare il numero dei chilometri totali percorsi, così come risultanti sull’apposito dispositivo presente nel veicolo. Quest’ultima indicazione non è necessaria per i professionisti.

Dopo averlo compilato tale documento deve essere registrato come una normale fattura nel registro acquisti previsto dalla Legge Iva.

Dall’annotazione devono risultare i seguenti dati:

– il veicolo al quale si riferisce la scheda;

– il mese o il trimestre;

– l’ammontare complessivo delle operazioni ovvero, nel caso di detraibilità dell’imposta, l’ammontare dell’imponibile e dell’imposta.

 

Non sussiste l’obbligo, ai fini IVA, di annotare le fatture relative ad acquisti per i quali non ricorrono le condizioni di detraibilità dell’imposta. In questo caso avremo solo la deduzione del costo.

Acquisto di carburante con carta di credito

Il decreto Sviluppo ha modificato gli obblighi di tenuta della scheda carburante per i soggetti che effettuano gli acquisti di carburante mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate. Chi effettua il pagamento con tali mezzi è esonerato dalla compilazione della scheda carburante, potendo limitarsi a esibire l’estratto conto dal quale risultano i pagamenti al gestore della pompa di benzina.

In particolare è indispensabile che il mezzo di pagamento sia intestato al soggetto che esercita l’attività e che dall’estratto conto rilasciato dall’emittente della carta emergano tutti gli elementi necessari per l’individuazione dell’acquisto, quali, ad esempio, la data ed il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l’ammontare del relativo corrispettivo.

Le due metodologie ovvero scheda carburante o estratto conto devono intendersi alternative e quindi ogni soggetto deve scegliere quale dei due metodi adottare.

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che i soggetti che effettuano i pagamenti con sistemi promiscui (a volte con carta di credito e a volte in contanti ovvero per un automezzo in contanti e per un altro automezzo con carta di credito) sono tenuti all’adozione obbligatoria della scheda carburante per tutti gli acquisti di carburante effettuati nel periodo di imposta.

note

Autore immagine: 123rf com

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