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Taglio degli alberi in condominio

15 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 novembre 2015



Abbattimento degli alberi condominiali: maggioranza necessaria, perizia di un tecnico, alberi di particolare pregio, regolamento sul verde pubblico e privato.

Per l’abbattimento degli alberi presenti in area condominiale occorre il parere favorevole di tutti i condomini, e quindi l’unanimità, in sede di votazione dell’assemblea condominiale [1]. Ma ciò non è sufficiente: il condominio deve anche ottenere una autorizzazione dal Comune, che ha il compito di valutare se le ragioni dell’abbattimento sono valide. Ciò in quanto, secondo la Corte di Cassazione, in caso di irrimediabile taglio degli alberi, in particolare di quelli ad alto fusto – seppur presenti in un giardino condominiale – i danni appaiono irreversibili non solo per i condomini, ma più in generale per i cittadini [2]. In buona sostanza, viene riconosciuta agli alberi una utilità pubblica, nonostante siano beni situati in aree private.

 

Il regolamento sul verde pubblico e privato

I Comuni hanno appositi regolamenti sul verde pubblico e privato, che dettano la disciplina su aspetti come la potatura e l’abbattimento e, più in generale, sulla gestione degli spazi verdi e degli elementi che lo compongono. I regolamenti sono tra loro simili, ma non uguali.

Abbattimento degli alberi condominiali

Per abbattere un albero condominiale, oltre al voto unanime dei condòmini, è necessario chiedere autorizzazione al Comune, in genere tramite appositi formulari reperibili negli uffici comunali, specificando le ragioni che giustificano tale decisione, allegando la documentazione richiesta (ad esempio, planimetria, fotografie dell’albero). L’autorizzazione viene rilasciata entro i 30/45 giorni successivi (si ritiene ugualmente concessa se, trascorso questo tempo, il condominio non riceva alcuna comunicazione, secondo il principio del silenzio assenso) durante i quali il Comune può anche effettuare dei sopralluoghi o chiedere di integrare la documentazione già fornita.

 

Abbattimento degli alberi condominiali di particolare pregio

Gli alberi tutelati, quelli di particolare pregio, quelli ad alto fusto, quelli a più fusti, ecc… possono essere abbattuti solo per specifici motivi (ad esempio, quando siano ormai morti, quando versino in condizioni tali da rappresentare un pericolo. La casistica varia in base ai regolamenti comunali) e la richiesta di autorizzazione deve essere accompagnata da una perizia di un tecnico abilitato (di solito un agronomo) che ne certifichi lo stato di salute e ne tracci un quadro generale. In seguito all’abbattimento, il materiale di risulta deve essere conservato per un certo periodo di tempo (in genere, 15 giorni), in modo tale da poter consentire alle autorità eventuali controlli su di esso: si pensi, ad esempio, al caso in cui la morte dell’albero non sia avvenuta per esaurimento del suo ciclo vitale, ma perché qualcuno lo ha avvelenato o comunque ne ha compromesso irrimediabilmente la struttura. Alcuni regolamenti del verde, inoltre, prevedono che, in luogo, dell’albero abbattuto, ne sia piantato un altro.

Gli abbattimenti possono anche essere disposti da sentenze giudiziarie o in attuazione del Codice della Strada o stabiliti dal Comune a tutela dell’incolumità pubblica. In questi casi non si segue la disciplina precedentemente descritta.

note

[1] C. App. Roma, sent. n. 478 del 6.02.2008. Secondo tale sentenza, l’abbattimento di alberi condominiali, comportando la distruzione di un bene comune, rappresenta una innovazione vietata ai sensi dell’art. 1120 cod. civ., II c.. In quanto tale, per la sua approvazione è richiesta l’unanimità dei consensi. Qualora non dovesse essere raggiunta, la conseguente delibera assembleare che dispone comunque l’abbattimento o lo sradicamento è nulla e, pertanto, impugnabile in qualsiasi momento. Sulla necessita dell’unanimità, anche Cass. sent. n. 24396/05.

[2] Cass. sent. n. 24396/05.

Autore immagine: 123rf com

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