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Avvocato: la competenza territoriale per la riscossione della parcella

15 novembre 2015


Avvocato: la competenza territoriale per la riscossione della parcella

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 novembre 2015



Competenza per territorio: se il cliente è un consumatore, non si deroga al foro di residenza di quest’ultimo stabilito dal codice del consumo.

Se il cliente dell’avvocato è un cittadino privato e non un’azienda – o anche un imprenditore, ma che agisce per interessi personali e non della propria ditta o società – il foro di competenza per promuovere la causa di recupero del credito per il mancato pagamento della parcella (anche nell’ipotesi di decreto ingiuntivo) è inderogabilmente quello di residenza del debitore: una regola imposta dal codice del consumo che non trova eccezione neanche quando ad agire sia un legale. È quanto chiarito a più riprese dalla Cassazione (le massime delle relative sentenze sono riportate nel box sottostante “Sentenze”).

In tema di competenza per territorio – chiarisce la Corte – qualora un avvocato abbia presentato ricorso per ingiunzione per ottenere il pagamento delle proprie competenze professionali dal proprio cliente, prevale il foro speciale di residenza del consumatore. Il foro del consumatore, insomma, risulta prevalente. Per cui se l’avvocato notifica un decreto ingiuntivo emesso dal tribunale ove questi ha studio, il decreto è revocabile con opposizione da spiegarsi entro 40 giorni dalla notifica stessa.

note

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Ove un avvocato abbia presentato ricorso per ingiunzione per ottenere il pagamento delle competenze professionali da un proprio cliente, avvalendosi del foro speciale di cui all’articolo 637 c.p.c., comma 3, e Decreto Legislativo 1 settembre 2011, n. 150, articolo 14, comma 2, il rapporto tra quest’ultimo ed il foro speciale della residenza del consumatore – previsto dal Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, articolo 33, comma 2, lettera u) – va risolto a favore del secondo, in quanto di competenza esclusiva, che prevale su ogni altra, in virtu’ delle esigenze di tutela, anche sul terreno processuale, che sono alla base dello statuto del consumatore.
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 12 gennaio 2015 n. 181

Nei rapporti tra avvocato e cliente quest’ultimo riveste la qualità di consumatore ex articolo 3, comma 1, lettera a) d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, a nulla rilevando che il rapporto sia caratterizzato dall’intuitu personae e sia non di contrapposizione, ma di collaborazione, non rientrando tali circostanze nel paradigma normativo. Alla controversia tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore di cui all’articolo 33, comma 2, lettera u), del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206.

Corte di Cassazione, sezione VI- 3, Ordinanza 24 gennaio 2014 n. 1464

In tema di competenza per territorio, ove un avvocato abbia agito, con il procedimento di ingiunzione, al fine di ottenere dal proprio cliente il pagamento di competenze professionali avvalendosi del foro speciale di cui all’articolo 637, terzo comma, cod. proc. civ. , il rapporto tra quest’ultimo ed il foro speciale della residenza o del domicilio del consumatore previsto dall’articolo 33, comma 2, lettera u), del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 va risolto nel senso della prevalenza del foro del consumatore, sia perché esso è esclusivo sia perché, trattandosi di due previsioni speciali, la norma successiva ha una portata limitatrice di quella precedente.

Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 9 giugno 2011 n. 12685

Al fine dell’applicazione della disciplina di cui agli articoli 1469 bis e segg. cod. civ . relativa ai contratti del consumatore, deve essere considerato “consumatore” la persona fisica che, pur svolgendo attività imprenditoriale o professionale, conclude un contratto per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all’esercizio di dette attività, mentre deve essere considerato professionista tanto la persona fisica quanto quella giuridica, sia pubblica che privata, che, invece, utilizza il contratto nel quadro della sua attività imprenditoriale o professionale. Perché ricorra la figura del professionista non è necessario che il contratto sia posto in essere nell’esercizio dell’attività propria dell’impresa o della professione, essendo sufficiente, viceversa, che venga stipulato per uno scopo connesso all’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale.
Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 9 novembre 2006 n. 23892

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