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Pignoramento verso più terzi: stipendio e conto

15 novembre 2015


Pignoramento verso più terzi: stipendio e conto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 novembre 2015



Un creditore mi ha pignorato contemporaneamente sia lo stipendio che il conto corrente: è legittimo?

Tutto dipende dal credito fatto valere dal creditore pignorante e dalla consistenza delle somme trovate dallo stesso creditore sul conto e sullo stipendio: nulla vieta, infatti, il contemporaneo pignoramento di più crediti del debitore (per es., lo stipendio e il conto, oppure più conti presso differenti banche), ma ciò ovviamente nel limite della proporzione tra il debito contratto e le somme pignorate, non potendo le seconde superare il primo.

Insomma, il creditore deve potersi soddisfare integralmente, ma non oltre le proprie ragioni. Qualora tale tetto venga superato, in caso di pignoramento eseguito presso più terzi, il debitore può chiedere al giudice, una di queste due soluzioni:

– la riduzione proporzionale dei singoli pignoramenti nel caso in cui il valore dei beni pignorati sia superiore all’ammontare del credito e delle spese;

– la dichiarazione di inefficacia di uno di essi.

Il giudice, convocate le parti, provvede con ordinanza non oltre 20 giorni dall’istanza (termine che si ritiene ordinatorio). Tale provvedimento è impugnabile mediante opposizione agli atti esecutivi.

Inoltre, con una recente sentenza [1], la Cassazione ha sottolineato che le azioni giudiziarie non possono essere eccessivamente frazionate, altrimenti l’avvocato sarà passibile anche di una eventuale sanzione sul piano disciplinare. Viene infatti in evidenza la violazione del codice deontologico, che vieta l’aggravio, attraverso numerose e distinte azioni (decreti ingiuntivi; pignoramenti; interventi in esecuzione), e senza alcuna riscontrata ragione difensiva, la posizione del debitore.

Il legale non può fare uno strumentale utilizzo delle procedure esecutive, moltiplicandole senza plausibili ragioni giustificative, laddove la proposizione di un unico ricorso per ingiunzione in luogo di quelli depositati in pari data e di un unico atto di intervento per crediti adeguatamente raggruppati senza pervenire a liquidazioni di spese frammentate e, per l’effetto, aumentate.


note

[1] Cass. sent. n. 21948/2015.

[2] Art. 49 cod. deontologico forense.

Autore immagine: 123rf com


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