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Come funziona l’accompagnamento

7 Febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Febbraio 2018



    Lavoratori con minorazioni fisiche o psichiche, non in grado di provvedere, in maniera indipendente, alla propria gestione: le tutele di legge.

Spesso si sente parlare di persone che, a causa di problematiche fisiche o mentali, non hanno la capacità di prendersi cura di se stesse, non potendo lavorare e non riuscendo neanche a compiere quei gesti quotidiani che sono automatici, come ad esempio camminare o andare in bagno da soli. Chi vive questa situazione disagiata merita una apposita tutela da parte dello Stato che, proprio al fine di facilitare coloro che soffrono e le loro famiglie, predispone degli appositi provvedimenti. Molti ne parlano, ma come funziona l’accompagnamento?

Cos’è l’accompagnamento?

L’accompagnamento è un’indennità economica, introdotta mediante un’apposita legge[1], riservata a chi, per patologie fisiche o psichiche, indipendentemente dall’età, non possa attendere alle proprie necessità autonomamente. Tale beneficio viene erogato in presenza di invalidità totale e permanente del 100%.

A chi viene concesso l’accompagnamento?

L’accompagnamento viene concesso:

– a chi non riesce a camminare se non con l’aiuto costante di un accompagnatore;

– a chi non riesce a compiere gli atti quotidiani (mangiare, lavarsi, andare in bagno) e ha bisogno di un’assistenza continua;

– a chi non sia stato mai ricoverato presso strutture ospedaliere, case di cura o reparti di lunga degenza dello Stato o dipendenti da altri Enti pubblici.

Come ottenere l’accompagnamento?

Al fine di ottenere il beneficio economico, la persona affetta dalla patologia invalidante deve recarsi presso il proprio medico curante che, in seguito ad accurata visita medica, possa attestare la presenza dei requisiti predetti, redigendo un apposito certificato, in forma telematica, che viene inoltrato all’Inps quale Ente di previdenza ed assistenza di riferimento. La ricevuta di effettuato inoltro deve essere stampata dal medico e consegnata al paziente che deve conservarla con cura ed esibirla, insieme all’originale cartaceo del certificato, durante la visita della commissione giudicante. Il procedimento telematico consente di attribuire ad ogni certificato inviato un codice identificativo, che deve essere inserito al momento della presentazione della domanda.

La richiesta di accompagnamento

La richiesta di accompagnamento può essere presentata esclusivamente in maniera telematica e può essere effettuata in maniera autonoma, accedendo al sito internet dell’Inps e richiedendo il Pin di ingresso per operare all’interno del portale, ad esempio da un familiare del richiedente, oppure avvalendosi dell’aiuto di appositi patronati. All’interno della domanda deve essere inserito il codice identificativo del certificato predisposto dal medico curante.

In seguito all’invio della domanda di accompagnamento, il richiedente viene convocato presso l’Azienda Sanitaria di riferimento da una commissione medica, composta almeno da tre elementi, che ha il compito di valutare la situazione clinica e accordare o meno l’indennità economica. Se il richiedente, a causa dell’invalidità, è impossibilitato ad uscire di casa, può richiedere di essere visitato a domicilio.

La commissione medica redige apposito verbale che viene inviato al richiedente insieme all’esito, positivo o negativo della visita.

A quanto ammonta l’accompagnamento 2018?

In caso di esito positivo, il beneficio erogato come indennità di accompagnamento, in 12 mensilità, non è prevista infatti la tredicesima, per l’anno 2018 ammonta ad € 516,35 euro al mese, pertanto pari ad € 6.196,20 euro all’anno.

Cosa fare in caso di rigetto della richiesta di accompagnamento?

In caso di rigetto della richiesta da parte della commissione medica, il richiedente può impugnare il verbale, coadiuvato da un avvocato, con ricorso, presso il Tribunale del luogo di residenza.

Informazioni utili sull’accompagnamento

L’accompagnamento:

  • non dipende da limiti di età;
  • non è soggetto all’Irpef;
  • non è cumulabile ad altre indennità (ad esempio indennità di lavoro o di guerra);
  • non è trasferibile agli eredi;
  • non è soggetto a limiti di reddito;
  • non contrasta con lo svolgimento di un’eventuale attività lavorativa;
  • non dipende dalla composizione del nucleo familiare dell’invalido.

note

[1] Legge 11.02.1980, n. 18.

Autore immagine: 123rf com


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