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Ingiuria e atti osceni depenalizzati

15 novembre 2015


Ingiuria e atti osceni depenalizzati

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 novembre 2015



Depenalizzati circa 60 reati previsti dal codice penale e dalle leggi speciali: in prima linea, la diffamazione, gli atti osceni, l’omesso versamento di ritenute previdenziali, alcune violazioni del diritto d’autore.

Con i due schemi di decreti legislativi approvati venerdì scorso, il Governo ha decretato la depenalizzazione di una sessantina di reati tra cui gli atti osceni in luogo pubblico e l’ingiuria. Al posto della sanzione penale – che spesso non sortiva effetti deterrenti posto l’alto numero di archiviazioni per prescrizione del reato e i rallentamenti sui processi più seri – scatterà ora:

– per gli atti osceni una sanzione amministrativa che potrà arrivare fino a massimo 30 mila euro;

– per l’ingiuria un procedimento civile con condanna sia al risarcimento del danno nei confronti della vittima, sia al pagamento di una sanzione pecuniaria da 100 a 8.000 euro da versare in favore delle casse dello Stato.

Così, chi verrà colto a fare sesso in pubblico (per esempio all’interno di un’auto posta in una pubblica via, su una spiaggia, ecc.) o a consumare altre manifestazioni di concupiscenza, sensualità, inverecondia sessuale, in grado di offendere il sentimento della morale sessuale e del pudore, non avrà più un procedimento penale, ma solo una sanzione amministrativa (al pari di una normale multa).

Allo stesso modo chi dirà parolacce o altre frasi offensive nei confronti di un’altra persona, ledendone l’onore e la reputazione, potrà essere da quest’ultima citata davanti al giudice civile (e non più davanti al tribunale penale), per l’indennizzo che da tale onta ha ricevuto, con pagamento ulteriore di una multa in favore dello Stato.

La depenalizzazione è davvero un colpo di spugna?

La conseguenza, che potrebbe sembrare a prima vista un colpo di spugna, è di tutt’altro segno: il procedimento amministrativo e quello civile, infatti, non sono soggetti ai rigidi tempi di prescrizione del processo penale e, quindi, a differenza di quest’ultimo, la condanna sarà quasi sempre certa. Insomma, se è vero che in precedenza sono stati in pochi gli italiani a scontare una pena per ingiuria o atti osceni, da oggi, invece, le sorti si invertiranno.

Le altre depenalizzazioni

Insieme ai due reati appena indicati, rientrano nell’elenco degli illeciti depenalizzati le violazioni del diritto d’autore consistenti nel noleggio o nella cessione non autorizzata, a fini di lucro, di originali o copie di opere protette, nonché l’abuso della credulità pubblica. Stessa sorte anche per l’omesso versamento di ritenute previdenziali sotto 10mila euro e le falsificazioni (per esempio: chi realizza la condotta di falsità utilizzando o lasciando utilizzare scritture private da lui stesso formate o alterate; chi commette falsità su fogli in bianco, chi distrugge una scrittura provata provocando un danno ad altri).

L’ingiuria

Attualmente il codice penale [1] punisce con la reclusione fino a 6 mesi o con la multa fino a 516 euro chiunque offenda l’onore o il decoro di una persona presente, o mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o con disegni diretti alla persona offesa.

La presenza dell’offeso costituisce elemento differenziale tra l’ingiuria e la diffamazione. Secondo parte della dottrina l’ingiuria può essere sia diretta che indiretta, a seconda che colpisca la persona cui è indirizzata la condotta offensiva o che sia rivolta nei confronti di una persona diversa da quella cui è apparentemente indirizzata l’offesa. La condotta ingiuriosa può manifestarsi in diverse forme, come la parola, gli scritti o le comunicazioni telegrafiche o telefoniche.

Il delitto si consuma nel momento in cui il soggetto passivo percepisce l’espressione ingiuriosa.

La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro 1.032, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone.

In linea generale la verità del fatto non costituisce una scriminante.

Il reato è procedibile a querela di parte, è di competenza del giudice di pace e ha un termine di prescrizione di sei anni.

Atti osceni

Il delitto di atti osceni, previsto e punito dal codice penale [2] con la reclusione da tre mesi a tre anni, tutela il pubblico onore e l’onore sessuale. Viene, in particolare, sanzionato chiunque compia, in luogo pubblico o aperto al pubblico, atti osceni, ovvero manifestazioni di concupiscenza, sensualità, inverecondia sessuale.

Trattandosi di reato di pericolo concreto, richiede che la visibilità del luogo in cui gli atti vengono compiuti sia valutabile sin dall’inizio, tenendo conto della natura del luogo, del momento del fatto e delle condizioni oggettive. È prevista anche un’ipotesi colposa, nel qual caso il soggetto agente ha tenuto per negligenza e imprudenza la condotta in un luogo che possa assumere in concreto il carattere di visibilità.

Ai fini della configurabilità del reato la condotta deve essere tenuta in un luogo pubblico, aperto al pubblico o comunque esposto al pubblico, ovvero in qualsiasi luogo visibile a terzi. Il delitto si consuma nel momento in cui si ha il compimento degli atti osceni in luogo visibile a terzi.

Il reato è procedibile d’ufficio, è di competenza del tribunale monocratico e si prescrive nel termine di 6 anni.

note

[1] Art. 594 cod. pen.

[2] Art. 527 cod. pen.

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