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Malattia, chi manda la visita fiscale?

16 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 novembre 2015



Malattia del dipendente e visita fiscale: chi richiede i controlli, adempimenti del datore e del lavoratore.

Sono assente per malattia: se il mio datore di lavoro non chiama l’Inps, può il medico fiscale fare ugualmente la visita di controllo? Chi potrebbe chiamarlo?

Per i lavoratori privati, in caso di malattia, il datore di lavoro può decidere di richiedere, tramite l’Inps, la visita fiscale; anche nel caso in cui non la richieda, però, è possibile essere sottoposti ad accertamenti sanitari a campione. Per i lavoratori pubblici, invece, è sempre l’Amministrazione ad attivarsi, richiedendo il controllo medico fiscale, seguendo, però, precise disposizioni ministeriali.

Vediamo insieme gli adempimenti del lavoratore e del datore di lavoro relativi alla malattia ed alla visita fiscale.

Malattia: che cosa deve fare il lavoratore

Non appena il lavoratore si ammala, deve recarsi immediatamente dal proprio medico curante, che invierà all’Inps un certificato telematico, e ne rilascerà copia, o almeno numero di protocollo, al lavoratore. Se non reperisce il medico curante, potrà richiedere certificato e trasmissione alla Guardia Medica, o ad altra struttura sanitaria, in caso di ricoveri o urgenze: la trasmissione cartacea del certificato (invio all’Inps ed al datore di raccomandata a/r, entro 2 giorni) è permessa solo in casi di malfunzionamento del sistema informatico.

Il dipendente, oltre a preavvertire il datore di lavoro dell’assenza, dovrà poi, su richiesta di quest’ultimo, o in base ad accordi collettivi, anche aziendali, trasmettere il codice di protocollo del certificato medico.

In caso di ricaduta, entro due giorni dalla nuova assenza, il lavoratore dovrà richiedere un nuovo certificato, che sarà inviato dal medico all’Inps, seguendo la medesima procedura prevista per il primo evento morboso. Per la ricaduta, può essere chiesta una nuova visita fiscale, poiché si tratta di un evento diverso.

Malattia: che cosa deve fare il datore

Il datore, una volta avvertito dell’assenza, può richiedere al lavoratore il codice univoco del certificato, per visualizzare l’attestazione medica sul sito dell’Inps. La visualizzazione è possibile anche senza protocollo, qualora in possesso di Pin aziendale, o tramite un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, ecc.).

A questo punto, il datore può decidere di richiedere all’Inps un controllo medico fiscale: inviare la visita fiscale al domicilio del lavoratore sarà, però, esclusivamente a sue spese. Il controllo può essere richiesto sin dal primo giorno d’assenza.

In caso contrario, può scegliere di non fare nulla, ed aspettare che sia l’Inps a mandare la visita fiscale, nell’ambito dei controlli a campione.

Dal 2014, però, a causa della spending review, i controlli a campione sono sempre più rari, ed è molto facile, per i furbetti, farla franca.

In caso di fondati sospetti, il datore può allora effettuare, tramite agenzia investigativa privata, delle indagini sullo stato di salute del lavoratore: può, ad esempio, farlo seguire , per vedere se si reca a svolgere altra attività lavorativa [1].

Qualora il lavoratore sia dipendente del Comparto scuola, il Dirigente Scolastico può richiedere visite fiscali sin dal primo giorno , solo per assenze contigue a giornate non lavorative (non solo festivi o domeniche, ma anche giorni liberi).

Orari visite fiscali

L’orario della visita fiscale, per i pubblici dipendenti, va dalle 9:00 alle 13:00, e dalle 15:00 alle 18:00; la reperibilità è 7 giorni su 7, compresi, dunque, i festivi e le giornate libere.

Per i dipendenti privati, invece, le fasce di reperibilità partono dalle 10:00 , sino alle 12:00 e dalle 17:00 sino alle 19:00; la reperibilità è sempre per l’intera settimana, comprese giornate libere e festive.

L’obbligo di reperibilità non esiste, invece, in caso di:

  • – malattie nelle quali è a rischio la vita;
  • ricovero in ospedale;
  • infortunio sul lavoro;
  • – patologie per causa di servizio;
  • gravidanza a rischio;
  • -malattie collegate all’invalidità riconosciuta.

Il medico curante può automaticamente escludere dalla visita fiscale il lavoratore, assegnando al certificato il codice E: in questo modo, il dipendente non entrerà nella lista di coloro che possono essere sottoposti a controlli a campione.

Assenza a visita fiscale

Sia nel caso in cui la visita fiscale sia inviata dal datore di lavoro, sia nell’ipotesi in cui sia inviata dall’Inps, nell’ambito dei controlli a campione, le conseguenze per la mancata reperibilità agli accertamenti sanitari sono le medesime, ossia:

  • – perdita del 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di assenza;
  • – perdita del 50% della retribuzione, dall’undicesimo giorno di assenza in poi.

Presentarsi presso l’ambulatorio Asl per la seconda visita fiscale non giustifica la prima assenza, ma è utile soltanto ad accertare la sussistenza della malattia.

Assenza a visita fiscale giustificata

La mancata reperibilità ai controlli sanitari può essere giustificata nelle ipotesi di sottoposizione a cure, visite o analisi : in questo caso, per non essere sanzionabile, il lavoratore dovrà effettuare una comunicazione preventiva al datore o all’amministrazione , ed esibire, in seguito, l’attestazione inerente.

Non sono giustificabili, invece, ipotesi come il mancato funzionamento del citofono, o il non essersi potuti alzare per aprire, poiché vale il principio per cui il lavoratore è tenuto a predisporre tutti gli accorgimenti possibili per consentire l’accesso al medico fiscale.

note

[1] Cass. Sent. n. 25162/14.

Autore immagine: 123rf com

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8 Commenti

  1. SALVE
    SE IL LAVORATORE HA TEMPO DUE GIORNI PER RECARSI DAL MEDICO E DUNQUE PER COMUNICARE IL NUMERO DI PROTOCOLLO , COME FA L’AZIENDA AD INVIARE LA VISITA DI CONTROLLO IL PRIMO GIORNO DI ASSENZA DAL LAVORO?

    1. SEMPLICE..TU AVVISI IL DATORE DI LAVORO COMUNICANDO CHE TI ASSENTI PER MALATTIA……L’AZIENDA AVVISA L’ I.N.P.S e MANDA IL CONTROLLO MEDICO FISCALE A PRESCIDERE DALLA COMUNICAZIONE CHE FARA’ IL TUO MEDICO DI FAMIGLIA

  2. Se non è ancora stato inviato il numero di protocollo alla scuola(perché il medico curante non ha ancora compilato il certificato ) può arrivare il controllo del medico? Sono un’insegnante non è che la dirigente nel voler essere troppo zelante commette alcune scorrettezze piuttosto rilevanti?

  3. Ho due lavori privati il primo parte dalle 5 di mattina fino alle 8 di mattina il secondo tutto il giorno possibile che il primo lavoro possa essere controllato ugualmente anche se gli orari previsti per la visita sono in mattinata tardi?
    Ketty

  4. mi sono operato di poliposi nasale con prognosi 10 gg il medico fiscale è venuto ed io non ho aperto perche dormivo viso che tutta la notte sonon stato sveglio che succede

  5. Buonasera. Può un lavoratore pubblico ricevere per li stesso certificato, prima il medico inviato dell’Inps e poi dal datore di lavoro?

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