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CIL per pannelli solari, fotovoltaici e termici


> L’esperto Pubblicato il 16 novembre 2015



Permesso di costruire, comunicazione inizio lavori: pannelli solari, fotovoltaici e termici a servizio degli edifici a servizio degli edifici, opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni.

L’art. 6, comma 2 – lett. d), del T.U. n. 380/2001 — come ulteriormente modificato dall’art. 7 del D.Lgs. 3-3-2011, n. 28 — prevede che possono essere installati, senza alcun titolo abilitativo ma previa comunicazione dell’inizio dei lavori all’amministrazione comunale (anche per via telematica), i pannelli solari e fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444.

Per gli impianti che investano tetti condominiali, si applicano le disposizioni dell’art. 26 della legge 9-1-1991, n. 10, relative alle maggioranze nelle assemblee.

Detto regime di edilizia libera previa comunicazione non è applicabile, dunque, nei centri storici.

Va ricordato, in proposito, che l’art. 11, comma 3, del D.Lgs. 30-5-2008, n. 115 fa rinvio all’art. 3, comma 3 – lett. cc), del D.Lgs. n. 192 del 2005, che esclude dagli obblighi relativi al rendimento energetico nell’edilizia le ville che si distinguono per la non comune bellezza e i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici [art. 136, comma 1 – lett. b) e c), del D.Lgs. n. 42/2004], qualora il rispetto delle prescrizioni implicherebbe una alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto con particolare riferimento ai caratteri storici o artistici.

L’art. 123, 1° comma del T.U. n. 380/2001 dispone che «Gli interventi di utilizzo delle fonti di energia di cui all’art. 1 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, in edifici ed impianti industriali non sono soggetti ad autorizzazione specifica e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria di cui all’art. 3, comma 1, lett. a). L’installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati ammessi, è considerata estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera».

L’art. 11, comma 3, del D.Lgs. 30-5-2008, n. 115 dispone che “sono considerati interventi di manutenzione ordinaria e non sono soggetti alla denuncia di inizio attività di cui agli artt. 22 e 23 del T.U. n. 380 del 2001… gli interventi di incremento dell’efficienza energetica che prevedono l’installazione di singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro, nonché di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi … qualora la superficie dell’impianto non sia superiore a quella del tetto stesso”.

Per la realizzazione degli interventi dianzi descritti è sufficiente “una comunicazione preventiva al Comune”.

Sempre l’art. 11, comma 3, del D. Lgs. n. 115/2008 fa espressamente salvo l’art. 26 della legge n. 10/1991, che:

—        prevede la concessione gratuita ex art. 9 della legge n. 10/1977, per i nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia;

—        assimila alla manutenzione straordinaria l’installazione di tali impianti in edifici industriali;

—        considera estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera l’installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi.

Da tutte le disposizioni normative dianzi citate deriva una disciplina piuttosto complessa, che può sintetizzarsi come segue:

—        costituiscono attività edilizia libera, previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori all’amministrazione comunale, gli interventi – da realizzare al di fuori dei centri storici (zone A di cui al D.M. n. 1444/1968) – di installazione dei pannelli nell’ambito di fabbricati anche con più unità immobiliari, a servizio di tutti gli abitanti, purché non modifichino la sagoma dell’edificio;

—        costituiscono attività edilizia libera, con “comunicazione preventiva al Comune”, gli interventi di incremento dell’efficienza energetica che prevedono l’installazione di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi, qualora la superficie dell’impianto non sia superiore a quella del tetto;

—        deve considerarsi estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera l’installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi;

—        è soggetta a permesso di costruire gratuito, ex art. 17, 3° comma, lett. e), del T.U. n. 380/2001, l’installazione di tutti gli altri impianti relativi a fonti rinnovabili di energia su edifici di abitazione;

—        è assimilata alla manutenzione straordinaria l’installazione di impianti di risparmio energetico su edifici ed impianti industriali.

Opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni

Il modificato art. 6, comma 2 – lett. c), del T.U. n. 380/2001 prevede che possono essere realizzate, senza alcun titolo abilitativo ma previa comunicazione dell’inizio dei lavori all’amministrazione comunale (anche per via telematica), le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta – che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale – ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati.

Deve trattarsi, ovviamente, di opere al servizio di unità abitative e tra esse non possono farsi rientrare quelle di ampliamento di piazzali industriali (vedi Cass. pen., sez. III, 15 luglio 2005, n. 26139, Pedrini).

Va esclusa, altresì, la realizzazione di volumi abitabili.

Diritto-Urbanistico

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1 Commento

  1. un proprietario di immobile residenziale proprietario di un appartamento in un condominio cittadino non in area storica che volesse installare un sistema solare per acqua calda sanitaria sul lastrico condominiale avvalendosi di un idraulico può presentare una CIL?
    Deve presentare una CILA perchè il pannello è inclinato di 45° rispetto al lastrico solare e quindi modifica la sagoma dell’edificio?

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