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Quando il dipendente ha diritto all’aumento dello stipendio?

16 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 novembre 2015



Lavoro subordinato, scatti di anzianità e mobilità verso l’alto: quando il diritto a paga e livello più alti?

 

Sono assunto da quattro anni presso la stessa azienda, ma lo stipendio è sempre uguale: è possibile che non abbia diritto a scatti di anzianità o aumento di livello?

Riguardo agli scatti di anzianità, alla mobilità verso l’alto, e ad ulteriori previsioni di aumento dello stipendio, la relativa normativa è stabilita dai contratti collettivi: tuttavia, è impossibile che, in quattro anni, uno stipendio rimanga invariato, poiché tutti gli accordi collettivi prevedono aumenti periodici della retribuzione, a prescindere dall’adozione di un nuovo contratto. Anche per quanto concerne gli scatti di anzianità, non sono molti i contratti che prevedono uno scatto dopo 4 anni, poiché quasi tutti prevedono il primo scatto dopo 2 o 3 anni, dalla data dell’assunzione. Per quanto riguarda l’aumento di livello, il discorso è più complesso, e bisogna aver riguardo, oltreché agli accordi collettivi, alle mansioni cui è concretamente adibito il lavoratore. Ma andiamo per ordine.

Mobilità verso l’alto

La legge riconosce un aumento di stipendio e di livello al lavoratore, in caso di assegnazione a mansioni superiori. Nel dettaglio, il Jobs Act stabilisce che, in mancanza di previsione da parte dei contratti collettivi o degli accordi aziendali, l’assegnazione ad un livello più alto diviene definitiva dopo sei mesi continuativi; sono escluse le ipotesi di sostituzione di un altro dipendente in servizio, nonché, ovviamente, il disaccordo del dipendente stesso riguardo alla promozione.

Non esiste, invece, per legge, un automatico diritto alla promozione solo perché si è fermi tanti anni al medesimo livello, ma in questo caso possono venire in aiuto i contratti collettivi, stabilendo, ad esempio, che l’inquadramento in un determinato livello sia correlato alla mancata esperienza professionale del lavoratore, che si considera acquisita dopo un certo periodo di servizio.

Quale che sia il motivo che determini lo “scatto” di livello, in caso di mancato riconoscimento della promozione da parte dell’azienda, ci si potrà rivolgere alla DTL (Direzione Territoriale del Lavoro) o ad un’organizzazione sindacale, sino ad arrivare al contenzioso giudiziario, per richiedere l’inquadramento più alto, spettante in base a quanto previsto dagli accordi collettivi.

Il dipendente che agisce per ottenere l’inquadramento in un livello superiore, ha comunque l’onere di allegare e di provare gli elementi sui quali si fonda la richiesta, ed in special modo di specificare le mansioni svolte in concreto, confrontandole sia con quelle previste della qualifica superiore rivendicata, sia con quelle previste dal livello inferiore riconosciuto dall’azienda [1].

La domanda per il riconoscimento della qualifica superiore si prescrive in 10 anni, mentre il solo riconoscimento delle retribuzioni ulteriori spettanti si prescrive in 5 anni. Il decorso del termine parte dalla cessazione del rapporto lavorativo, per le aziende con meno di 16 dipendenti.

Scatti di anzianità

È invece più semplice il riconoscimento degli scatti di anzianità: questi rappresentano degli aumenti della retribuzione, che crescono con l’anzianità di servizio in azienda.

La frequenza e l’ammontare degli scatti cambiano a seconda del contratto collettivo e dell’inquadramento del lavoratore. In certi casi possono risultare “congelati” per un determinato periodo, in altri casi può essere previsto uno scatto a biennio o a triennio, in talune ipotesi addirittura uno scatto dopo il primo quinquennio di lavoro.

Ad ogni modo, il loro riconoscimento è automatico, in base all’applicazione del contratto collettivo ed alla sussistenza del rapporto di lavoro con un determinato inquadramento: pertanto, il lavoratore, qualora gli scatti non siano riconosciuti, dovrà dimostrare solo la sussistenza del rapporto lavorativo e l’appartenenza ad un determinato livello.

Il diritto del lavoratore al riconoscimento degli scatti di anzianità maturati si prescrive autonomamente e singolarmente per ciascun rateo: la prescrizione del singolo scatto è decennale (anche se alcune sentenze sostengono la prescrizione quinquennale). Nelle aziende con meno di 16 addetti la prescrizione decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Qualora un primo scatto sia già prescritto, ma il dipendente agisca per ottenere gli scatti successivi, questi andranno corrisposti come se quello  scatto prescritto fosse stato riconosciuto.

Aumenti periodici delle retribuzioni

Qualora il contratto collettivo applicato preveda un aumento periodico della retribuzione minima, a determinate scadenze, questo è da considerare valido nei confronti di tutti i lavoratori, ed il datore non può disapplicarlo nei confronti dei dipendenti. Il riconoscimento dell’aumento è automatico, parimenti a quanto avviene per gli scatti di anzianità; pertanto il lavoratore, in un eventuale contenzioso, dovrà soltanto dimostrare la sussistenza del rapporto di lavoro, il livello d’inquadramento, ed il Ccnl applicato.

note

[1] Trib. Firenze, Sent. 9/1/2015.

Autore immagine: 123rf com


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8 Commenti

  1. salve, vorrei capire una cosa: possibile che sulle mie buste paga NON è MAI COMPARSA LA DATA RELATIVA ALLO SCATTO DI ANZIANITà? Sono stato assunto a marzo del 2010 come apprendista operaio 5 livello nel settore metalmeccanico artigianato, passato poi nel marzo 2013 ad operaio 5 livello, con contratto a tempo indeterminato.
    La prima anomalìa è che ad oggi pur avendo un contratto indeterminato, figura ancora nella data di scadenza del contratto sulle mie buste paga, quella del marzo 2013, ossia quella in cui scadeva l’apprendistato.
    Il secondo punto è come dicevo, che non cè MAI stata traccia di SCATTI DI ANZIANITà. Mi trovo infatti ad oggi che sono oramai quasi 7 anni che lavoro presso la stessa azienda, a prendere ancora lo stesso stipendio, non dico del periodo in cui ero in apprendistato, ma sicuramente del Marzo 2013, anno nel quale sono passato a indeterminato.
    Vi chiedo quindi se sia possibile non aver avuto un minimo aumento, anche con gli 80 euro del bonus Renzi, che figurano, arrivo comunque a importi netti che prendevo più o meno anche prima di tale bonus. E poi… possibile non ci sia traccia di SCATTI DI ANZIANITà? cosa dovrei fare? GRAZIE DAVVERO… SPERO MI RIPONDIATE… a volte non sappiamo davvero dove sbattere la testa… e tutto per DIRITTI che dovremmo tranquillamente avere 🙁

  2. lavoro in una azienda settore legno e possibile che dopo 15 anni abbia ancora il livello ae2 e a volte ho ricoperto anche incarichi se pur piccoledi responsabilita .a quando salgono gli scatti di categoria?

  3. Buongiorno a tutti,
    io, invece sono stato assunto con il livello D3 quando da contratto nazionale il mio livello doveva essere D1.
    Quando ho chiesto ai sindacati mi è stato detto che prima della mia assunzione è stato preso un accordo con l’azienda che per il customer service i nuovi assunti avranno il livello D3.
    Ora non mi resta altro che rivolgermi all’ispettorato territoriale del lavoro.
    Cosa ne pensate ?

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