Antiriciclaggio depenalizzato

17 Novembre 2015
Antiriciclaggio depenalizzato

Obblighi antiriciclaggio di identificazione, archiviazione e trasmissione dati.

 

Tra le varie norme depenalizzate dai due schemi di decreto legislativo, approvati venerdì scorso dal Governo, vi sono anche alcune fattispecie previste dalla normativa antiriciclaggio [1]. Per effetto delle modifiche, si passerà così dalle attuali sanzioni penali (punite solo con pene pecuniarie) a sanzioni di carattere amministrativo (pecuniarie anch’esse).

Sono tre le condotte che vengono depenalizzate [1]:

Obblighi di identificazione della clientela per intermediari, professionisti e revisori. Tale obbligo, per i professionisti, scatta per esempio:
a) quando la prestazione professionale ha per oggetto mezzi di pagamento, beni o utilità di valore pari o superiore a 15mila euro;
b) quando eseguono prestazioni professionali occasionali che comportano la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15mila euro;
c) tutte le volte che l’operazione è di valore indeterminato o non determinabile.

La sanzione penale prevista dall’attuale normativa prevede una multa da 2.600 a 13mila euro; con la depenalizzazione si passa invece ad una sanzione di tipo amministrativo che parte da un minimo di 5mila a un massimo di 30mila euro.

Obblighi di registrazione: la norma sanziona la mancata, tardiva o incompleta effettuazione della registrazione e conservazione di tutta la documentazione e di tutte le informazioni, per i 10 anni previsti dalla legge, sulle operazioni interessate da parte di intermediari, professionisti, revisori e altri soggetti. In pratica viene imposta la conservazione della documentazione servita per la verifica e l’identificazione della clientela: i professionisti, in particolare, sono tenuti all’istituzione di un archivio digitale dentro il quale collocare i dati su cliente e operazione, entro 30 giorni dall’accettazione dell’incarico i dati.
Attualmente la sanzione penale va da un minimo di 2.600 euro a un massimo di 13mila euro. Con la depenalizzazione si passerà ad una misura amministrativa tra 5mila e 30mila euro.
Obblighi di comunicazione: la norma sanziona il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione dei dati che fanno capo agli agenti di cambio, ai mediatori creditizi e agli agenti in attività finanziaria.

In questo caso si passa dalla pena compresa tra un minimo di 2.600 e un massimo di 13mila euro ad una sanzione amministrativa tra 5mila e 30mila euro.

Quali differenze

Al di là della questione (forse puramente ideologica) del passaggio delle sanzioni dall’orbita penale a quella amministrativa, la misura del massimale degli importi risulta notevolmente aumentata fino a più del doppio degli importi attualmente previsti. Insomma, più che la fedina penale, si vuol colpire il portafoglio dei professionisti.


note

[1] D.lgs. n. 231/2007.

[2] Art. 55 D.lgs. n. 231/2007.


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